Dopo la fallimentare esperienza di due anni fa il direttore sportivo Giacchetta ha una nuova opportunità con la Cremonese in Serie A
La prima ciambella non è venuta esattamente col buco. Anzi, col senno di poi possiamo dire che non c’è proprio stata nessuna ciambella, al massimo qualche biscotto bruciacchiato. Eppure la Cremonese ha scelto di confermare Simone Giacchetta. Il direttore, principale artefice del mercato degli ultimi due anni, avrà l’opportunità di riscattarsi nella massima serie.
REALISMO E LUNGIMIRANZA – Se da una parte è impressa nella mente dei tifosi quella squadra che tanto faticò in Serie A, dall’altra vanno riconosciuti diversi meriti a Giacchetta. Grazie a una politica di rinnovi oculata e realistica la Cremonese non si è trovata in difficoltà dopo il ritorno in cadetteria. Sono tante le squadre che dopo una retrocessione non sono più state in grado di riprendersi, molte delle quali ben più blasonate della Cremo. Sampdoria e Salernitana sono solo gli ultimi esempi, due club in difficoltà tecnica ed economica. Il contrario della società grigiorossa, che ha sempre avuto i conti a posto e che sul campo ha centrato una promozione e una finale playoff.
ESPERIENZA – Con un mercato di gennaio chirurgico Giacchetta ha dato alla Cremo quello che le serviva per tentare il colpaccio. Che è effettivamente arrivato. Ora arriva il difficile: l’asticella si alza parecchio quando si arriva nell’Olimpo nazionale del calcio. Non è un mistero che chi scrive avrebbe preferito un altro profilo, principalmente per ragioni di connessioni e capacità di convincere certi giocatori a scommettere sulla Cremonese. Ma è anche vero che l’esperienza paga. Due anni fa era tutta la società ad essere impreparata, visto che in pochi credevano all’impresa della squadra di Pecchia. Sono stati fatti errori a tutti i livelli, e questa è una buona notizia: più errori fai, più impari. Lo stesso Giacchetta è cresciuto e si è guadagnato sul campo la possibilità di riprovarci. Dal punto di vista meritocratico non si può non essere d’accordo con la scelta della società di puntare sulla continuità (che probabilmente sarebbe servita anche in panchina).
