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Cremonese, perché Stroppa non deve rimanere
Cremonese, perché Stroppa non deve rimanere

Analizziamo ora i motivi per cui la Cremonese fa bene a cambiare guida tecnica dopo la promozione targata Giovanni Stoppa

Vi abbiamo parlato dei motivi per cui la Cremonese farebbe bene a proseguire con Mister Stroppa, ma siccome tra noi non siamo (giustamente) un corpo e un’anima, andiamo ad analizzare il perché farebbe bene a separarsi dal tecnico fautore dell’ultima promozione. Cosa che, oltretutto, succederà assieme al ds che lo ha scelto.

SEMPRE ESONERATO – Già due volte in carriera l’allenatore lodigiano ha avuto modo di cimentarsi con la massima serie dopo aver conquistato la promozione dalla B: la prima col Crotone, dove venne esonerato a marzo con 12 punti, la seconda a Monza dove, in 6 partite, ha ottenuto un solo pareggio contro il Lecce. Fatte queste premesse, viene da chiedersi se la massima serie non sia troppo per lui, che ha dichiarato: «In B con i giocatori da B, in A con quelli di A». Però, quando Berlusconi glieli ha forniti, ha ottenuto i risultati appena citati, tra cui spiccano i 9 gol presi tra Napoli, Atalanta e Roma contro gli 0 fatti.

TATTICA – Molti ritengono che la sua visione di calcio, poco incline a essere rivalutata, non si confà alle esigenze di una neopromossa che ha bisogno anzitutto di “non prenderle”. Chi vi scrive, pensa la stessa cosa anche se arrivasse Di Francesco, che però con Frosinone e Venezia è sì retrocesso, ma all’ultima giornata con squadre che non avevano né colpa né peccato. Ci sarà un motivo se entrambe lo avrebbero tenuto pure in B.

RAPPORTO CON LA PIAZZA – Probabilmente siamo ancora obnubilati dall’impresa del Picco, al punto che tutti ci sembrano eroi da tenere a prescindere, però non vanno dimenticati nemmeno i momenti negativi e quello che si diceva allora. Quindi ok il debito di riconoscenza, ma non deve essere a scapito del bene della società. Ora, riavvolgiamo il nastro a quella domenica sera, e immaginiamo che una delle tante palle buttate nell’area dai liguri fosse finita in porta o che Fulignati avesse sbagliato un’uscita, cosa si sarebbe detto? «Ecco, incapace», «Ha sbagliato la seconda finale consecutiva dopo essere arrivato quarto con delle corazzate», «Era meglio Corini». Dirlo ora suona quasi strano, ma col pubblico ha legato poco o nulla per via soprattutto di scelte poco comprensibili, come il giocarsi la finale di Venezia con il bomber in panchina. E non venite a dirmi che Coda nella Samp ha fatto poco più la comparsa perché vi basta aprire transfermarkt e vedere quello che ha fatto da noi, che alla fine è quello che conta. Il tempo, su alcune cose, gli ha dato ragione, ma intanto sono costate una promozione l’anno scorso. E quindi si può dire che il fine giustifichi i mezzi, ma siamo sicuri di voler fare la Serie A con un allenatore avvezzo a esperimenti che poi magari neanche porta avanti? Un conto è fare la B con una squadra costruita per vincere, un altro è essere l’ultimo arrivato in A, dove il tempo non c’è perché la tara te la fanno in 5 secondi e non ci sono spareggi. Alle prime magagne con ogni probabilità il clima tornerebbe a essere quello prima del suo esonero.

Nicolò Casali

Redattore

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