Vi presentiamo Davide Nicola, nuovo tecnico della Cremonese chiamato a portarla alla salvezza dopo la separazione con Stroppa
La Cremonese ha finalmente il suo nuovo allenatore, e il nome corrisponde a quello che probabilmente è stato indicato come il prescelto sin da subito, ovvero Davide Nicola. Nel suo palmares, infatti, si contano svariate imprese di salvezze insperate e poi portate in porto. Ma andiamo a rinfrescarci la memoria.
STORIA – Nasce a Torino nel 1973, e da calciatore ha giocato praticamente solo in Serie B come difensore, condividendo anche un anno lo spogliatoio e il reparto difensivo del Genoa col nostro attuale ds Giacchetta. Da allenatore, inizia l’avventura dove ha smesso da calciatore, ovvero nel Lumezzane, in Serie C, portandolo al sesto e all’ottavo posto in due anni. Nel 2012 arriva la chiamata del Livorno, in Serie B, che porta subito in Serie A tramite i playoff. E qui (Ceccherini titolare inamovibile entrambi gli anni) la faccenda inizia a complicarsi, tanto che viene esonerato e poi richiamato a concludere la stagione, che vede i toscani arrivare ultimi in classifica. Nel novembre del 2014 riparte da Bari, che porta al decimo posto della Serie B, mentre l’anno successivo viene esonerato a dicembre.
Nel 2016 la prima vera impresa della sua carriera. Viene chiamato a sostituire Juric sulla panchina del Crotone appena promosso in Serie A per la prima volta nella sua storia. L’avventura parte e i punti raccolti sono pochi, ma nel mese di aprile qualcosa cambia e, nelle ultime 9 partite ottiene 6 vittorie (tra cui Inter e Lazio), 2 pareggi (di cui uno contro il Milan) e una sola sconfitta contro la Juve, risultati che valgono un oramai insperata salvezza. L’anno dopo l’impresa potrebbe anche essere replicata, ma a dicembre si dimette, con la squadra in zona salvezza, anche per divergenze nei confronti della dirigenza calabrese (che a fine anno poi sarà retrocessa).
Nel novembre del 2018 viene chiamato dall’Udinese, salvo poi essere esonerato a marzo. A fine dicembre del 2019 viene chiamato a sostituire Thiago Motta sulla panchina del Genoa, in quel momento ultimo in classifica, e con 28 punti in 21 partite riesce ad arrivare 17esimo. Rimane fermo fino al gennaio del 2021, subentrando a Marco Giampaolo sulla panchina del Torino, terzultimo, chiudendo l’anno al 17esimo posto pure in questo caso. Nel febbraio del 2022 viene chiamato sulla panchina della Salernitana al posto di Colantuono, in una situazione disperata. Lui stesso non inizia proprio benissimo, ma, ma anche qui riesce a portare la barca in porto con 4 vittorie e 3 pareggi nelle ultime 8. Qui, a differenza delle altre volte (a parte ovviamente Crotone) dopo l’impresa c’è la riconferma, salvo poi essere esonerato nel febbraio dell’anno successivo.
Nel gennaio del 2024 subentra ad Andreazzoli sulla panchina dell’Empoli, penultimo, e volete indovinare il risultato? Vittoria in pieno recupero nell’ultima di campionato contro la Roma, e diciasettesimo posto in cassaforte. Un po’ meno fatica, ma forse anche perché è partito dal principio, ha dovuto fare a Cagliari (neopromosso) nella passata stagione, che ha visato i sardi piazzarsi al quindicesimo posto.
MODULO – Si tratta del classico allenatore pragmatico che sa adeguare il guanto alla mano. Avrà sicuramente un sistema di base preferito nella sua testa (come il 3-5-2, usato per la maggiore quando c’è da indossare l’elmetto), ma in carriera ha usato praticamente tutti i sistemi di gioco. Durante il primo anno a Livorno, per esempio, ha iniziato la stagione col 4-3-3 e l’ha finita con 3-5-2, a Crotone ha iniziato con la difesa a 3 ma ha ottenuto la salvezza col 4-4-2. A Cremona, dunque, è difficile ipotizzare con che modulo potrebbe partire visto che c’è parecchio da fare sul mercato. D’altronde, come racconta anche sul suo sito privato, alcune delle sue parole d’ordine sono flessibilità e sperimentazione. Di certo, indipendentemente dal modulo, non è per antonomasia un allenatore offensivo. Gli piace difendere basso per poi ripartire con in contropiede con la velocità degli esterni che, in fase d’attacco, diventano degli attaccanti.
