La Cremonese ha esonerato Pierpaolo Bisoli, protagonista in negativo di una prima parte di stagione nefasta per i colori grigiorossi
Il debito di riconoscenza, nel calcio, si sa, non esiste. A maggior ragione per gli allenatori. E a voler essere cinici, ma non troppo, è giusto così. Non può una società mandare a ramengo tutto il suo operato perché una stagione è nata male e prosegue sotto una cattiva stella. E così può capitare anche che un allenatore reduce da un mezzo miracolo, l’anno successivo venga sollevato dall’incarico. É successo a Ranieri con il Leicester, figuriamoci se non poteva accadere a Bisoli che, l’anno scorso, ha salvato la Cremonese con 22 punti in 12 partite (media 1,83), risolvendo (spoiler, almeno per il momento) il problema dell’attacco segnando 16 gol e subendone 11. Diciamo che, in questo caso, il debito di riconoscenza lo si può ricercare nel tanto tempo concessogli.
DAL SOGNO AL FALLIMENTO – Quest’anno doveva avrebbe dovuto segnare la svolta, invece siamo ancora qui a parlare di una squadra in lotta per la salvezza. Le prime responsabilità del tecnico bolognese vanno ricercate nelle scelte di mercato, ma qui non ci addentriamo più di quel tanto perché vanno condivise con la società. Limitandoci, invece, al suo operato di allenatore, i numeri in campionato sono raccapriccianti: 15 punti in 17 partite (e piena zona playout), frutto di 15 gol fatti e 23 subiti, con la media punti che si è tremendamente abbassata a 0,88. Adesso c’è il mercato e la squadra potrebbe essere ribaltata come un calzino, ma è giusto che questa opportunità venga data a un’altra figura (ufficiale l’ingaggio di Pecchia).
