Daniel Ciofani alla Gazzetta dello Sport: «Chi non vive questa realtà non può capire la gravità della situazione. Ok ripartire, ma in sicurezza»
Intercettato dai microfoni di Giorgio Barbieri, l’attaccante della Cremonese Daniel Ciofani ha parlato alla Gazzetta dello Sport nell’edizione di questa mattina, raccontando come ha vissuto e sta vivendo l’emergenza Coronavirus. «Quando ci hanno fermato la prima volta, nessuno ha capito la gravità della situazione. Sembrava solo uno stop di qualche giorno».
PAURA – «E invece – prosegue Ciofani –. Cremona è stata sin da subito tra le più colpite. Tanti miei compagni sono riusciti a tornare a casa, mentre qui siamo rimasti io, Migliore e Piccolo, e siamo stati travolti da una tragedia sempre più grave. Sentivo in continuazione le ambulanze a sirene spiegate e il numero dei morti e dei ricoverati era sempre altissimo. Chi non vive in quella realtà non può capire». Dopo più di un mese da solo in casa, l’ex Frosinone è riuscito a raggiungere i suoceri a Roma: «Qui la situazione è molto più tranquilla, ho parlato anche con mio fratello che gioca a Bari e mi sono reso conto che non c’era la percezione di quello che stava succedendo da noi».
RIPRESA – Ricominciare sì, ma con le dovute precauzioni: «Il calcio è il mio lavoro, ovviamente mi manca il campo. Però è giusto che si pensi prima alla salute: prima o poi si tornerà a correre sul prato verde, ma sarà importante farlo in massima sicurezza. Se ho paura? No, però provo una preoccupazione morale: l’idea di un maxi ritiro blindato di due o tre mesi mi spaventa». Quando si tornerà in campo, tuttavia, difficilmente sarà tutto come prima: «Qualsiasi cosa venga decisa scontenterà qualcuno, e comunque non sarà equa. Prendiamo come esempio la Cremo: in caso di vittoria ad Ascoli nella gara da recuperare sarebbe salva. Sarebbe giusto che retrocedesse? Sarebbe sbagliato anche impedire a certe squadre di emigrare lontane dal proprio terreno per giocare».
FUTURO E MISTER – Guardare al futuro, per Ciofani, è difficile: «Si riparte tutti da zero, e lo dico pensando soprattutto a coloro che giocano nelle serie minori e non hanno ingaggi bassi». L’attaccante di Avezzano ha poi parlato di mister Bisoli, e del forte impatto che ha avuto con la squadra: «Si è presentato con un atteggiamento molto pragmatico. Poche idee, ma chiare. Sapeva cosa voleva da noi ed è riuscito ad ottenerlo».
