Il tredicesimo episodio di “C’era una volta…” è dedicato a Cristian Forlani, capitano della Cremo negli anni bui della C2.
Cristian Forlani è stato una delle colonne portanti della Cremonese d’inizio millennio: il giocatore grigiorosso ha vissuto sulla propria pelle gli anni più bui della nostra storia recente. Osserva da vicino il ritorno in C2 dopo quasi trent’anni dall’ultima volta, l’anno della squadra “povera ma bella” di Montorfano salvata sul filo di lana dall’encomiabile Erminio Favalli, fino ad arrivare al ritorno in C1 con bomber Prisciandaro, l’anno in cui termina la propria avventura all’ombra del Torrazzo.
COLONNA DELLA DIFESA – Forlani nasce a Calcinate (BG), il 22 agosto 1978. Cresce nel settore giovanile grigiorosso e da giovanissimo fa in tempo ad assistere da spettatore all’ultima stagione della Cremonese in Serie A. Dopo qualche apparizione in Serie B sotto la guida di Nedo Sonetti durante la stagione successiva (le uniche della sua carriera), e dopo due partite con la Cremo di Marini in C1, la società lo manda a farsi le ossa per un anno a Crema. Una volta tornato all’ovile, Forlani si insedia nell’undici titolare e inizia a orchestrare la difesa. Cristian è un centrale spigoloso e dai piedi ruvidi, di quelli che fanno della marcatura stretta e grezza e del senso di posizione le loro armi vincenti.
GLI ANNI DELLA C2 – La sua prima stagione da titolare la disputa con Pau e Borneo in attacco, con a centrocampo Clementini e Abeni. Si capisce subito che l’anno sarà difficile nonostante i suoi compagni di reparto siano Castellini, Lucchini e Zoppetti (tutti e tre dal futuro più che roseo). La squadra è acerba e scende nei bassifondi della classifica fino a retrocedere ai playout contro il Lecco. Forlani gioca 29 partite, segnando un gol, quello del pareggio contro il Sandonà. Si torna così in C2 e per la Cremo sono anni duri.
CAPITANO NELLA BURRASCA – Cristian diventa nel frattempo capitano ed è il titolare inamovibile di una squadra che tira i remi di una barca che procede a fatica e per inerzia. Si gioca in piazze meno blasonate come Moncalieri, Fiorenzuola e Castelnuovo di Garfagnana, dopo anni di vittorie e di prestigio in quella Serie A che sembra lontana anni luce, ma che invece faceva visita a Cremona fino a 4 anni prima. E’ una Cremo che in quegli anni ha poca qualità, a parte qualche giocatore che esce dall’anonimato nelle diverse stagioni (Zalla, Coletto, Marchesetti). E’ una Cremo che si posiziona nella parte medio-alta della classifica, senza tuttavia mai raggiungere i playoff. Si fatica a Mestre, si pareggia contro la Rondinella e contro il Poggibonsi, si perde a Meda. Ma Forlani è sempre lì, a guidare la difesa sui campi più spelacchiati e meno “attraenti” della C2, di fisico, senza andare per il sottile, difendendo con le unghie e con i denti la maglia grigiorossa. Dopo la drammatica stagione 2001/2002 (in cui segna tre reti), Triboldi rileva la società dalle mani di Luzzara e la Cremo rialza la china. Tuttavia, quando iniziano ad arrivare le prime soddisfazione, per Forlani è quasi arrivato il tempo dei saluti.
L’ADDIO – Nel 2002/2003 la stagione inizia con i migliori auspici, ma la guida di Maselli sarà infelice e i playoff non vengono raggiunti. A gennaio del 2003 la Cremo acquista Bertoni e per capitan Forlani gli spazi iniziano a chiudersi. L’anno seguente, nonostante la presenza carismatica del neo-acquisto (che erediterà la sua fascia da capitano), la Cremonese decide comunque di non rinunciare alle affidabili prestazioni di Cristian schierandolo spesso terzino destro. Al termine dell’anno la Cremo torna in C1 dopo aver dominato nei playoff e Forlani decide di chiudere l’avventura in grigiorosso avvicinandosi a casa e firmando per l’USO Calcio. Si chiude quindi la storia di Forlani alla Cremo: in totale gioca 157 partite in grigiorosso (alla pari di Nicoletti nella classifica di tutti i tempi) segnando complessivamente 6 reti.
