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Braida: «La scelta di Pecchia una sorpresa»
Braida: «La scelta di Pecchia una sorpresa»

Ariedo Braida a Tuttosport: «Dobbiamo ancora iniziare a programmare nel dettaglio. Fagioli? Talento enorme, ma serve pazienza»

Lavori in corso in casa Cremonese. Dopo l’addio di mister Pecchia e le voci sulla possibile partenza di Braida (smentita sul nascere), la società è al lavoro per trovare un nuovo allenatore e programmare la stagione di Serie A 2022/23. Intervistato da TuttoSport, l’ex Milan ha parlato del futuro di Fagioli, facendo anche il punto della situazione all’ombra del Torrazzo: «Noi dobbiamo ancora iniziare a programmare nel dettaglio, perché a sorpresa l’allenatore ha fatto un’altra scelta. Al momento giusto ci butteremo a capofitto per fare il resto. Fagioli e Zanimacchia ancora con noi? Sono due ragazzi seri, bravi. Dobbiamo mantenere la nostra identità».

GIOVANI – Braida si è poi soffermato sulla stagione appena conclusa e gli elogi ricevuti dalla Cremonese per l’utilizzo di tanti giovani: «Diciamo che in una stagione come questa c’è modo di divertirsi e c’è anche modo di soffrire perché il calcio, come lo vivo io, è passione. Poi è chiaro, ho un passato e un mio vissuto: l’esperienza aiuta. Per inciso: molte volte dicono che devono giocare i giovani, devono “fare” i giovani… Ma io invece dico: devono fare coloro che sono capaci, coloro che hanno la competenza. Giovane non è sinonimo di bravura, giovane non mi dice niente. Conta se uno è bravo o no: io ero al Barcellona e c’era Ansu Fati, che a 16 anni ha iniziato a giocare in prima squadra. Ma perché era bravo, mica perché era giovane. Ibrahimovic perché gioca? Lo stesso motivo, perché è bravo».

FAGIOLI – A tale proposito, il consigliere strategico della Cremo predica calma nei confronti di Fagioli: «La grande crescita la fa se mette a frutto il suo enorme talento in tutti gli aspetti, a 360 gradi. Non basta solo la qualità innata, occorrono anche la determinazione, la tenacia, la grinta: bisogna curare tutti questi aspetti anche se non fanno parte del proprio bagaglio. Bisogna lavorarci convintamente». Per questo conviene ragionare un passo alla volta: «Dunque, per lui, deve esserci un percorso. Cosa ha fatto? Un campionato di Serie B: molto buono. Ma deve proseguire questo percorso. Se lui alla Juventus ci arriva da titolare, giocherà titolare, ma se arriva da non titolare sarà ai margini e poi cosa lo attenderà? O va e sfonda immediatamente, oppure… Ecco, per me in questi casi regge l’esempio di salire una scalinata: meglio fare un gradino alla volta. Non bisogna dare un eccesso di responsabilità a questi ragazzi. Bisogna anzi fare in modo che giochino senza l’assillo. Altrimenti c’è meno entusiasmo e questo diventa un problema. Tutti abbiamo bisogno di un percorso».

Lorenzo Coelli

Redattore

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