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Bonazzoli: «Siamo in linea con i nostri obiettivi»
Bonazzoli: «Siamo in linea con i nostri obiettivi»

Le parole di Federico Bonazzoli in conferenza stampa: «Eravamo preparati ai momenti difficili, questa è la Serie A. Restiamo positivi»

Federico Bonazzoli è stata forse la sorpresa più grande dell’inizio di stagione della Cremonese. Nessun tifoso grigiorosso dimenticherà mai la sua rovesciata contro il Milan a San Siro e in pochi si sarebbero aspettati di vedere l’ex Salernitana capocannoniere della rosa a questo punto della stagione (con un altra acrobazia a referto). Oggi, giovedì 27 novembre, il numero 90 è intervenuto in conferenza stampa al Centro Arvedi. Ecco le sue parole al completo.

Sei ormai noto come l’attaccante che segna in rovesciata.
«Sono prima di tutto Federico, una persona normale che ha bisogno di fare il suo lavoro, ovvero giocare a calcio. Ho segnato quattro gol fino a questo momento, due spettacolari e due invece normali. Quello che voglio dire è che a me va bene segnare gol in tutti i modi. Anzi più brutti sono e meglio è, perché non importa come nascono se alla fine permettono di aiutare la squadra. Da attaccante è il mio modo di mettermi a disposizione del gruppo».

Oggi ti senti nel pieno della maturazione calcistica?
«Normale che quando cresci con l’età acquisisci esperienza. Più giochi e più capisci come vanno le cose, poi c’è gente che ci arriva prima e altri invece che maturano più avanti. Nel calcio e nella vita ognuno ha il suo percorso ma oggi interpreto le partite in modo diverso rispetto a sette anni fa ma credo sia normale. Come ho sempre detto c’è da migliorare su tutto: io sono a 28 anni mi sento giovane e spero di avere davanti a me tanti altri anni di carriera. Non mi pongo limiti e tanto meno obiettivi. Prima ancora che guardare al futuro mi concentro sul presente e vivo ogni allenamento al massimo, cerco di migliorarmi giorno per giorno per arrivare a fare meglio dell’anno precedente».

E proprio a livello di risultati, quest’anno stai performando meglio rispetto alla stagione in Serie B in questo avvio di campionato. 
«Ho sempre fatto molta autocritica e non ho mai nascosto che il primo colpevole del mio rendimento ero io stesso. Però come non mi nascondevo quando le cose andavano male, oggi non mi esalto se le cose vanno meglio. Il calcio è fatto di momenti e un attaccante quando segna è bravo, mentre se non segna sembra scarso. Serve molto equilibrio in tutte le cose che si giudicano, perché quando esci dal campo e hai dato tutto nessuno può recriminare nulla. Il mio impegno è lo stesso un anno fa, ogni volta che sono a disposizione cerco di fare del mio meglio. Poi nel calcio esistono le categorie e credo che per le mie caratteristiche mi si addica molto di più la Serie A. Nel campionato cadetto vale di più il fisico o comunque altre caratteristiche, mentre nel massimo campionato si vede che i requisiti sono altri, perché parliamo di un mondo molto lontano dalla B. Quello che sto facendo è tutto fieno da mettere in cascina che serve per migliorare ed arrivare ad affrontare con convinzione la partita successiva».

La Cremonese è reduce da tre sconfitte di fila e alle porte c’è la sfida contro il Bologna che non mai partito così bene nell’era dei tre punti. Come vi state preparando a impegno così difficile e che gara ti aspetti?
«Ci stiamo preparando come sempre, sappiamo che per il campionato che vogliamo fare ogni gara è di fondamentale importanza e che anche a Bologna cercheremo di portare a casa qualcosa. Personalmente mi alleno serenamente e seguo quello che dice l’allenatore. La Cremonese è lì, è in linea con i suoi obiettivi e sappiamo bene che il nostro campionato come fine ultimo ha quello di consolidare la categoria. Eravamo preparati ai momenti difficili senza risultati, sapevamo che le difficoltà sarebbero arrivate ma la Serie A è questa e faticano tutte. La cosa principale è restare lucidi e positivi, non dobbiamo farci sbilanciare ma teniamo fisso il nostro obiettivo cercando di mettere in campo le nostre qualità».

Nicola ha detto che Cremona è l’ambiente giusto per te. Forse perché sai bene cosa vuol dire lottare per mantenere la categoria?
«L’anno scorso ero arrivato a Cremona con le idee chiare. Speravo che si potesse compiere un percorso che portasse la società nella categoria superiore, dove secondo me merita di restare. Come ho detto, adesso affrontiamo un tipo di calcio molto diverso rispetto all’anno scorso. Credo che il giocatore bravo sia quello che riesce ad adattarsi al calcio che deve fare: io ringrazio Nicola per le parole che ha speso su di me, con lui ho un bel rapporto che va oltre a quello che corre tra allenatore e giocatore. Insieme abbiamo condiviso tante esperienze e quelle lasciano qualcosa che ti rimarrà dentro. Voglio dare, insieme ai compagni e allo staff, un contributo concreto a realizzare i progetti della società. A fine anno vedremo».

Nelle ultime partite la coppia formata da te e Vardy ha dato l’impressione di essere quella più efficace e dall’intesa più forte. Cambia qualcosa come tipo di gioco o il tuo compito resta identico anche quando cambia il compagno?
«Ogni giocatore ha le sue caratteristiche che restano tali anche quando cambia il compagno di reparto con cui gioca. I compiti sono diversi, ma sta a te comportarti in un certo modo sapendo come gioca il tuo compagno di reparto. Sicuramente mi trovo bene con tutti in campo perché ho di fianco tanti giocatori di livello, ma prima di tutto mi metto a disposizione della squadra come gli altri, perché il bene della squadra resta la priorità primaria».

Redazione

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