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La conferenza stampa integrale di Bonato e Armenia
La conferenza stampa integrale di Bonato e Armenia

Si è tenuta in mattinata al Centro Sportivo Arvedi la tanto attesta conferenza stampa dei dirigenti della Cremonese Paolo Armenia e Nereo Bonato

Tempo di conferenza stampa in casa Cremonese dopo la brutta sconfitta di Cosenza, che relega i grigiorossi in fondo alla classifica con 12 punti, in piena zona playout. In mattinata, al Centro Sportivo Arvedi, sono intervenuti il dg Paolo Armenia e il ds Nereo Bonato per fare il punto della situazione. L’introduzione è spettata al primo: «Abbiamo pensato a questo incontro, essendo noi i responsabili operativi di questo momento in cui i risultati non sono quelli che ci aspettavamo, per metterci la faccia ed essere a vostra disposizione per chiarire ogni tipo di situazione – ha detto Armenia, specificando che non è certamente questo il momento per mollare la nave -. Anche perché la proprietà ci ha messo nelle condizioni migliori per poter lavorare, dandoci il massimo della disponibilità, e la città ci ha dato una risposta importante e per gli abbonamenti e per il sostegno in tutti gli stadi. Siamo consapevoli di essere nettamente al di sotto delle nostre possibilità, e non per questo scappiamo o mettiamo la testa sotto la sabbia, anzi siamo sempre più vogliosi e decisi di arrivare ad un risultato che ci permetta di dire che stiamo facendo le cose per bene. Il calcio non è scienza esatta, ma siamo convinti della bontà del nostro lavoro».

MOMENTO COMPLICATO – La parola è così passata al direttore sportivo Nereo Bonato, a cui viene chiesto di fare un punto della situazione, considerando che il rendimento di mister Baroni al momento è addirittura peggiore rispetto al predecessore Rastelli: «Bisogna calibrare il blocco di partite e questo era il peggiore di tutto il campionato, considerando anche il ritorno – ha cominciato a specificare il ds -. Baroni ha avuto quattro match di cui tre in trasferta e tre contro le big di questo torneo, per cui parliamo di un indice di difficoltà elevato». Ha poi parlato di queste prime gare col nuovo mister nel dettaglio: «A Empoli abbiamo disputato una buona ripresa, col Frosinone penso a un ottimo primo tempo con anche buone capacità nel secondo di recuperare il gol preso; a Benevento la gara è stata equilibrata e condizionata da un episodio che ci ha penalizzato, mentre a Cosenza abbiamo notato una prestazione non all’altezza. Mi sembra prematuro confrontare i due allenatori, bisogna dar tempo a Baroni di lavorare».

COME VENIRNE FUORI? – Serve una scintilla, spesso basta poco. Il ds Bonato ha proseguito il discorso, evidenziando le possibili vie d’uscita: «Servono grande umiltà, pazienza e soprattutto tanto, tanto lavoro. Quando si assembla un gruppo non è matematico che tutto riesca subito, naturalmente ora i tempi sono più lunghi di quanto ci aspettavamo, ma siamo altresì convinti di avere valori importanti nel nostro organico. Sono incazzato, perché sono convintissimo di aver fatto un ottimo mercato e finora non si vedono i risultati, a volte non ci dormo la notte, proprio mi dà fastidio». La ricetta, per l’ex Udinese e Sassuolo, può essere questa: «Bisogna trovare il rendimento ottimale standard di ogni singolo giocatore, solo questo ci fa alzare anche il rendimento generale della squadra, e allora potremo vedere quella Cremonese che ci auspicavamo di osservare fin da subito». Non sono mancati anche vari alibi: «Abbiamo avuto anche vari infortuni da trauma, come Terranova e Piccolo, e quest’ultimo da oggi rientra in gruppo in maniera decisiva, quindi se Dio vuole lavoreremo a pieno regime».

IL K.O. DI COSENZA – Più nello specifico il direttore ha spiegato come mai a Cosenza la squadra non è riuscita a reagire, pur avendo davanti a sé 80 minuti per quantomeno creare i presupposti di un recupero del risultato: «Certe gare nascono sotto la cattiva stella e può capitare, da parte nostra c’è stata evidentemente incapacità di andare a determinare, e nella situazione che stiamo vivendo i ragazzi non sono del tutto a posto psicologicamente parlando – ha continuato Bonato, che ha delineato due possibili reazioni –. La squadra lo sa, e vi assicuro che quando si entra in campo in momenti così o si svolta perché a livello emotivo si ha un deciso impatto, oppure è come avere un macigno sulla testa che fa diventare più difficili anche le cose più semplici». Ma non tutto il male viene per nuocere, stando al discorso del ds: «A volte queste situazioni ti danno la possibilità di compattarti ancora di più, così da superare le avversità: bisogna trovare l’un l’altro un aiuto che fa diventare ancora più forti».

SENZA GIOCO, SENZA RITMO – Lo abbiamo ripetuto molte volte in queste settimane: non è solo questione di testa, ma anche di gioco e di condizione fisica. Le avversarie vanno sempre il doppio e così non va bene: «Di certo la qualità del nostro gioco non è elevata ed è un grosso problema, perché quando le cose non vanno il gioco dovrebbe risultare come un appiglio su cui reggersi – ha detto Bonato –. C’è volontà di lavorare in questo senso perché è fondamentale trovare la nostra idea di gioco e le nostre capacità di fare prestazioni importanti, ed è altrettanto vero che solo avendo il pieno organico a disposizione e con il lavoro si può superare questo step. Ripeto, il nostro gruppo è qualitativo, quindi col gioco si può fare risultato, mentre la cattiveria soltanto non basta». Alla Cremonese va tutto bene, tranne i risultati: i soldi ci sono, la proprietà anche, la rosa, un prestigioso Centro Sportivo e anche un buon settore giovanile. È come una sindrome da “pancia piena”«Analisi che è giusto fare, sappiamo che le motivazioni nel calcio sono fondamentali: senza fuoco dentro, non si può dare se stessi».

CAPITOLO CIOFANINella conferenza di presentazione alla stampa, datata 10 agosto, l’attaccante Daniel Ciofani aveva espressamente detto che avrebbe dovuto ritrovare il ritmo partita e un po’ di condizione fisica. Oggi, dopo undici giornate, che corrispondono a tre mesi, ancora non appare in forma. Esiste un problema Ciofani? «Quando si acquista un giocatore che in un altro ambiente è stato determinate, l’adattamento nella nuova realtà può non essere immediato – ha spiegato il direttore sportivo -, può trovare difficoltà. Esiste un suo valore assoluto e bisogna cercare di ritrovarlo: nel caso di Daniel, per struttura fisica, ha bisogno di tempo. È stato titolare nelle prime tre, poi solo qualche spezzone. Dobbiamo solo essere bravi di metterlo nelle migliori condizioni e sinceramente lui, osservando io quotidianamente gli allenamenti, ce la sta mettendo tutta. Presto potrà darci una mano, come avevamo previsto».

CONFRONTO, SALERNITANA E SOSTA – Quali sono le tempistiche per capire il reale valore della Cremonese? Bonato spera già che fra la partita di domenica con la Salernitana e la sosta ci sia un netto miglioramento: «Abbiamo una gara e una sosta per recuperare l’organico pienamente, così Baroni potrà sviluppare effettivamente tutte le sue idee di gioco. L’augurio è di poter finalmente vedere tutto il valore della Cremonese, con la consapevolezza che non possono bastare 10-15 giorni per cambiare tutto. Indubbiamente, però, vogliamo una svolta in quel lasso di tempo». C’è stato un confronto col gruppo per parlare di questo momento? «Non sono uno che ama affrontare a caldo le situazioni perché credo non si abbia visione reale di ciò che sta accedendo, faremo un confronto coi ragazzi a mente fredda, nelle prossime ore o nei giorni a venire. Insieme cercheremo di capire quali sono le reali problematiche e soprattutto le soluzioni».

QUEL GOL DI EMMERS... – Nella scorsa stagione fu quell’1-0 al Benevento, in inferiorità numerica, a far decollare la squadra di Rastelli, proprio qualche giorno dopo l’arrivo di Bonato in società. «Non credo sia tanto un episodio così per svoltare, è proprio il fatto di mettersi a disposizione l’un l’altro – ha continuato Bonato rispondendo alle domande dei giornalisti, soffermandosi nuovamente sul proprio ruolo e su cosa può fare in questo momento in prima persona per far guarire la Cremo -. Sono direttore dell’area tecnica ed è quella che oggi non funziona, quindi devo trovare che cosa non va. Ripeto ancora una volta che sono molto convinto della bontà della rosa, del fatto che abbia un valore che non è quello visto fin qui: a volte basta poco per far scattare la scintilla, ma l’episodio positivo viene a crearsi solo nel momento in cui lo meriti».

MERCATO ESTIVO – Tutti abbiamo celebrato il mercato estivo della Cremonese, una finestra di trattative altisonante che ha portato sotto il Torrazzo nomi di grandi spicco, che fino a poco tempo fa mai ci saremmo immaginati di vedere in grigiorosso. Soprattutto, gente che il campionato di B lo conosce e lo ha anche vinto: «Per questo sono incazzato, perché non rendono al meglio – ha detto, stizzito, Bonato -. Se non ci sono le condizioni giuste, puoi avere anche lo squadrone ma fai fatica. Paradossalmente, quando tutto è a posto è quasi più difficile giocare perché il calciatore sa che se compie un errore avranno tutto addosso; invece, in momenti così, anche il passaggio a due metri è un problema perché manca serenità mentale. Cureremo assolutamente questo aspetto». E ancora: «A fine mercato ero soddisfattissimo del lavoro svolto, la mia incazzatura è perché sul campo purtroppo non si vedono i veri valori dei giocatori. Da direttore dell’area tecnica mi sto scervellando per trovare la soluzione».

CONTESTAZIONE E MERCATO INVERNALE – Così come l’ha aperta, chiude la conferenza il direttore generale Paolo Armenia, intervenuto sui temi riguardanti la possibile contestazione alla Cremonese di domenica da parte della Sud (si sta ragionando in questo senso) e il prossimo mercato«Speriamo non ci siano contestazioni, per noi i tifosi sono al primo posto: nella scorsa stagione ci hanno sostenuto fino alla fine, hanno trascinato la squadra con entusiasmo; in questa, prima di tutto ci hanno dato una grande risposta con gli abbonamenti, poi ci hanno supportato sempre, anche con prestazioni non all’altezza, sia in casa che in trasferta. È stato molto bello vedere gruppi anche a Benevento e Cosenza, a orari e giorni impossibili, e questo significa grande attaccamento. Noi abbiamo bisogno di loro. In questo momento capisco le contrarietà e il momento di insoddisfazione, ma spero che in questo momento, se hanno pensato alla contestazione, rivedano la loro posizione. Perché, ripeto, noi e la squadra abbiamo bisogno di loro». La chiusura, come detto, sul prossimo calciomercato: «Faremo un’analisi della situazione, ci saranno valutazioni e un confronto fra le parti per capire le problematiche».

Fonte: dai nostri inviati al Centro Arvedi Andrea Ferrari e Lorenzo Coelli
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Andrea Ferrari
Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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