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Ag. Ascacíbar: «La Cremo lo voleva già prima della promozione»
Ag. Ascacíbar: «La Cremo lo voleva già prima della promozione»

Facundo Fraga, agente di Santiago Ascacíbar, ha parlato della trattativa tra il suo assistito e la Cremonese: «Grigiorossi in Germania 5 volte»

Santiago Ascacibar è il colpo più mediatico che la Cremonese abbia messo a segno fino a ora considerato il suo curriculum. Il suo agente, Facundo Fraga, ne ha parlato a grandhotelcalciomercato.com: «L’ho visto molto contento. È stata una trattativa semplice. Abbiamo parlato via Zoom con Alvini e con il ds Giacchetta: tutti abbiamo lavorato per portare Ascacibar a Cremona, non ci sono stati problemi. Nelle ultime settimane abbiamo parlato anche con altre due squadre italiane, ma la Cremonese è stata quella che ha fatto di tutto per prenderlo».

PERCHÈ PROPRIO CREMONA? – Sorge spontaneo chiedersi come mai un giocatore ancora giovane e con un centinaio di presenze in Bundesliga e qualche convocazione nell’Argentina scelga proprio una neopromossa italiana: «Aveva tanta voglia di giocare in Serie A, un campionato che gli piace tanto. Santiago vuole fare bene qui per dimostrare di essere all’altezza non solo della Nazionale, ma delle migliori squadre del mondo. Ha parlato con Nico Gonzalez, Lautaro, Correa e anche con Piatek prima di venire. Il primo contatto c’è stato il 14 giugno, ma loro erano già venuti a vederlo in cinque partite la scorsa stagione in Germania, pur non sapendo la categoria in cui avrebbero giocato. Questo ci ha convinto: sapevano di poter arrivare in Serie A e stavano organizzando già tutto. Dalla prima chiamata hanno fatto capire che lo volevano al 100%: il ds, il dg, il capo scout e l’allenatore erano tutti convinti. Ho parlato anche con Braida, ci conosciamo da tanto tempo: una persona che ha fatto la storia del calcio italiano».

CARATTERISTICHENonostante non spicchi per fisicità, guai a pensare che sia un giocatore solo tecnico, anzi: «Lo scorso anno è stato inserito nella top 5 dei centrocampisti che hanno recuperato più palloni nei migliori campionati d’Europa, e lo ha fatto in Bundesliga dove ci sono avversari molto più fisici. Fa 13 km di media a partita, ma non recupera solo palloni: è un grande giocatore. Lo scorso anno, in una squadra che si è salvata all’ultima giornata è stato il giocatore più importante per raggiungere la salvezza».

Nicolò Casali

Redattore

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