Vi presentiamo Franco Vázquez, nuovo fantasista della Cremonese, preso a parametro zero in seguito allo svincolo dal Parma
Franco Vázquez (chiamato Il Mudo, il muto, per il suo carattere introverso e taciturno) sarà chiamato a illuminare la manovra offensiva della Cremonese di Ballardini. Ma andiamo a conoscerlo meglio se qualcuno si fosse perso qualche tappa della sua grande carriera.
STORIA – Nasce a Tanti, in Argentina, il 22 febbraio del 1989 e cresce nel settore giovanile del Belgrano, dove esordisce in prima squadra, nella seconda divisione argentina, nel 2007. Nell’anno 2010-2011 riesce a trascinare la squadra in Primera, ma nel gennaio dell’anno successivo è il Palermo a portarlo in Italia con un assegno di 4,5 milioni. La sua prima esperienza in rosanero, però, non è delle migliori, tanto che, l’anno successivo, viene mandato in prestito al Rayo Vallecano (in Liga). Ma anche qui non va benissimo con 3 gol in sole 18 presenze. Ritorna, dunque, al Palermo che, nel frattempo, è retrocesso in Serie B, ma qui viene messo fuori rosa da Gattuso.
Decisivo per la sua carriera e anche per la stagione dei siciliani è l’avvicendamento in panchina con Iachini, il quale intravede in lui certe qualità e lo reintegra schierandolo dapprima come mezzala, e dopo da trequartista o seconda punta in un reparto che vedeva già la contemporanea presenza di Dybala, Abel Hernandez e Belotti. Contribuisce alla promozione in Serie A con 4 gol e 5 assist, mentre l’anno successivo sboccia definitivamente e dà una grossa mano per una tranquilla salvezza con 10 gol e 11 assist. Un po’ meno fortunata, invece, l’annata successiva, sia a livello personale (8 gol e 5 assist) sia a livello colletttivo, con Zamparini che cambia 6 allenatori (di cui due, Iachini e Ballardini, chiamati in due periodi diversi per poche giornate) e la squadra che si salva di un solo punto (assieme all’Udinese), davanti a Carpi, Frosinone e Verona.
Si fa, dunque, avanti il Siviglia che lo porta a casa per 15 milioni di euro. Con i biancorossi vince un’Europa League, segna 26 gol in 5 anni tra tutte le competizioni nazionali e internazionali, ma l’ultima stagione è quella meno fortunata dato il suo scarso impiego. Nel 2021 rimane svincolato e il Parma, appena retrocesso in Serie B, lo riporta in Italia. Sotto la guida di Maresca prima e del suo mentore Iachini poi colleziona 14 gol e 4 assist (giocando anche da interno di centrocampo), ma non riesce a condurre in A i Ducali. Così come anche l’anno successivo, con Pecchia, che lo utilizza dalla mediana all’attacco, in cui segna 11 gol e regala 6 assist.
Nel 2015 sceglie di indossare l’azzurro dell’Italia, date le sue origini italiane sia da parte di mamma sia di papà, e scende in campo in due amichevoli. Il fatto di non aver disputato partite ufficiali, però, non lo vincola “a vita”, e così, nel 2018, può coronare il suo sogno di vestire la casacca Albiceleste dell’Argentina per ben 3 volte (anche qui in amichevole).
RUOLO – Definirlo un fantasista vuol dire tutto e niente e non rende per forza l’idea di dove Ballardini possa utilizzarlo. Anche se dalle sue parole dell’ultima conferenza si evince che lo vede dalla trequarti in su. Quindi da escludere un suo impiego a centrocampo (ruolo che ha ricoperto spesso in quasi tutte le squadre in cui ha giocato), mentre sarà più facile vederlo nei panni di rifinore o anche seconda punta.
