Con l’approdo in Serie A aumentano incredibilmente gli introiti: ecco come vengono spartiti i ricavi dei diritti TV
Tra la Serie B e la Serie A, lo sappiamo, la differenza è enorme: in campo e fuori. Dopo la magnifica promozione raggiunta venerdì, la Cremonese è già al lavoro per adeguarsi sotto tutti gli aspetti alle sue nuove compagne di viaggio, ma oltre agli oneri non mancheranno le entrate e i ricavi. Proprio da questo punto di vista aumenteranno notevolmente le entrate dai diritti TV, dato che la Serie A è uno dei campionati più seguiti al mondo. Vediamo come funziona la suddivisione di questi ultimi nel massimo campionato.
I CRITERI – Per il triennio 2021-24, la Lega Serie A ha ceduto i diritti televisivi domestici a Dazn (10 partite, di cui 3 in co-esclusiva) e Sky (3 partite in co-esclusiva). In totale, tra diritti domestici ed esteri, nella stagione 2020-21 la Serie A ha ricevuto 1,066 miliardi di Euro, suddivisi tra le varie società al termine della stagione con i seguenti criteri della Legge Melandri. (fonte: CalcioFinanza).
- una quota pari al 50% è ripartita in parti uguali tra tutte le società partecipanti al Campionato di Serie A
- una quota pari al 15% sulla base della classifica e dei punti conseguiti nell’ultimo campionato
- una quota pari al 10%, sulla base dei risultati conseguiti negli ultimi cinque campionati
- una quota pari al 5%, sulla base graduatoria formata tenendo conto dei risultati sportivi conseguiti a livello nazionale e internazionale dalla Stagione Sportiva 1946/47 alla sesta antecedente a quella di riferimento (circa 53 milioni)
- una quota pari all’8%, sulla base dell’audience televisiva certificata da Auditel (circa 85 milioni);
- una quota pari al 12%, sulla base degli spettatori paganti che hanno acquistato il titolo di accesso per assistere alle gare casalinghe disputate negli ultimi tre campionati (circa 128 milioni).
LE CIFRE – Sempre guardando alla stagione 2020-21, la tabella pubblicata da CalcioFinanza mostra che le squadre con i guadagni minori di quella stagione (Crotone, Benevento, Spezia e Parma) hanno guadagnato all’incirca 30 milioni di Euro. Numeri che per la Cremonese sarebbero importantissimi e ai quali vanno aggiunti gli incassi da stadio (praticamente assenti nella stagione di riferimento causa pandemia) e tutti i ricavi provenienti dalle operazioni di marketing. È presto per fare i conti, ma una certezza c’è: la Cremo si farà trovare pronta per competere tra le grandi.
