Al 61′ di Cremonese-Torino, dopo la revisione Var, Michael Fabbri annulla una rete a Baschirotto. La nostra analisi sull’accaduto
Dopo il mancato rigore dell’andata, un altro episodio ieri – domenica 19 aprile – ha infiammato la sfida tra Cremonese e Torino. A inizio ripresa i grigiorossi hanno aumentato la pressione sui granata, tanto che hanno fatto davvero fatica a ripartire. Al quindicesimo minuto del secondo tempo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo Baschirotto e Paleari arrivano sul pallone quasi in contemporanea, uno con la punta del piede e l’altro con le due mani. La sfera rotola in rete e Fabbri in un primo momento convalida il gol, nonostante l’estremo difensore granata, a terra, reclami una carica sul portiere. Dopo istanti di tensione per entrambe le squadre, il Var richiama l’arbitro al monitor. Prima di annunciare allo stadio la decisione, la mimica di Fabbri nei confronti di Baschirotto, avvicinatosi insieme ai compagni per un confronto, fa già intuire la decisione finale. Gol annullato.
COSA DICE IL REGOLAMENTO – Le immagini trasmesse da Dazn raccontano di un episodio ai limiti del regolamento. Ma quali norme entrano in gioco in casi come questo? La regola 12 recita che il fallo viene commesso se il portiere è in controllo del pallone, ovvero quando questo si trova nelle sue mani (oltre a varie altre casistiche estranee a quella vissuta allo Zini). Sotto questo punto di vista, quindi, nessuna ambiguità normativa.
Il video dell’episodio: https://youtube.com/shorts/XljSvzYfKFU?si=nclnJUUZOoJ79lP4
L’ANALISI – In attesa di ascoltare il parere ufficiale dell’AIA, tramite Open Var (che solitamente su Dazn viene pubblicato il martedì) sorgono spontanee una serie di considerazioni da profani. La prima (e più importante): a prescindere dai pareri tecnici, la rete annullata non può rappresentare un alibi per squadra e tifosi, una parte dei quali gridano allo scandalo sui social. Fornire scuse a una squadra tuttora in corsa per la salvezza, non solo è inutile, ma anche controproducente, specie in un momento decisivo della stagione. Detto ciò, l’aspetto più controverso dell’episodio risiede nel cambio di decisione dopo l’intervento del Var. Infatti, se esistevano i presupposti sia per la convalida che per l’annullamento del gol, meno comprensibile appare l’abiura della decisione di campo, favorita dall’ausilio tecnologico.
CHI ARBITRA LE PARTITE? – Torna attuale la domanda posta sei anni fa da Ancelotti a Rizzoli durante un forum Figc tra arbitri, allenatori e giocatori. In difesa di Fabbri, nel caso avvenuto in Cremonese-Torino la revisione potrebbe aver favorito una visuale migliore della situazione, intervenendo come semplice ausilio alla decisione arbitrale (non vedo bene l’azione, ma ho la possibilità di giocarmi un “bonus”, la revisione). Quindi, in fin dei conti, la decisione è stata corretta o no? Per saperlo, ci rimettiamo al giudizio dell’AIA, che nei prossimi giorni si esprimerà in merito. Ma da una prospettiva non tecnica, si può dire che il contatto tra Baschirotto e Paleari abbia creato (oltre alle polemiche) un vero e proprio paradosso sportivo. Rimane la sensazione che, come ben espresso da Giampaolo nel post-partita, l’arbitro abbia operato «un’autopsia a un’azione di gioco».
