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Nicola: «Meritavamo il pari. L’obiettivo non deve far paura»
Nicola: «Meritavamo il pari. L’obiettivo non deve far paura»

Mister Nicola dopo Lecce-Cremonese 2-1: «Non guardo gli episodi, osservo il nostro secondo tempo e vorrei ripartire da lì»

Al termine di Lecce-Cremonese 2-1, gara della ventottesima giornata di Serie A, ha parlato in conferenza stampa il tecnico grigiorosso Davide Nicola. Ecco le parole rilasciate ai giornalisti presenti allo Stadio Via del Mare di Lecce.

Giacchetta si è lamentato per il rigore mancato nel finale. Qual è il suo punto di vista?
«Sono totalmente d’accordo con il direttore, e non è la prima volta che accadono situazioni simili. Qui mi fermo, come sempre. Non vorrei spostare l’attenzione su quell’episodio, per quanto meritavamo almeno un punto oggi. Io ci credo ciecamente».

Sulla partita: con Djuric in campo nella ripresa è cambiato un po’ tutto. Avreste meritato il pari con quel forcing nel finale?
«Nel primo tempo il Lecce sembrava più prudente rispetto a noi, noi anche, anche se meno. nel secondo tempo c’è stata una velocità di gioco più alta. Trovarsi sotto per un angolo (e ci lavoriamo tantissimo) e per un rigore, poteva smontare chiunque; invece abbiamo cambiato assetto, abbiamo messo più garra, e il secondo tempo è stato un gran secondo tempo. Meritavamo il pareggio. Questa voglia va messa sempre, a me interessa ciecamente questo atteggiamento qua. Ma non facciamo l’elenco dei torti subìti, è chiaro che alcuni episodi sono abbastanza evidenti e deve intervenire l’arbitro ed eventualmente il Var. Per me è l’ultimo dettaglio, io guardo il prima e il dopo».

Come si spiega la differenza tra primo e secondo tempo? Al di là degli aspetti tattici.
«Secondo me oggi un po’ abbiamo sentito la partita, è indubbio. Ma come vi dico sempre, questa squadra si è sempre espressa bene quando non c’erano grandissime aspettative. C’è voglia da parte di tutto l’ambiente di raggiungere un risultato importantissimo, le aspettative si avvertono, chiaro, ma non possiamo permettercelo. Se vuoi qualcosa, devi anche essere disposto a prendertelo. Quando fischia l’arbitro, serve mettere tutta la garra necessaria».

Quarto gol da calcio d’angolo preso nelle ultime tre partite. Il problema è evidente, no?
«Sì, è il quarto episodio ravvicinato. Indubbiamente, se prendi quattro gol così dopo due mesi e mezzo senza prenderne uno, qualcosa che non va c’è. Quando succede questo, non è che dopo 2-3 errori cambi modo di difendere. Ora però siamo al quarto e troveremo soluzioni diverse. Anche lì, per me, parte dalla rabbia nel vivere la situazione che sta accadendo. Il 95% dell’esito di un’azione specifica è dentro di te, devi dare tutto, al massimo, e più velocemente degli altri. Andiamo avanti, io ci credo».

Cos’ha detto alla squadra dopo questa partita così difficile e “strana”?
«Non dico cose diverse rispetto a quello che sto dicendo a voi. Ho detto ai ragazzi che il secondo tempo disputato è quello che vorremmo sempre vedere da parte della Cremonese. E venivamo da una buonissima partita contro il Milan. Io credo che le partite si sentano per ciò che stanno rappresentando adesso: oggi era una partita importante e ce lo siamo detti, nessuno voleva sbagliarla, ma per non sbagliarla serve qualcosa di diverso. Non bisogna essere troppo prudenti, serve una strafottenza diversa nell’umiltà che la squadra deve avere. Io voglio vedere primo e secondo tempo di tutte le partite come il secondo tempo di oggi. Se perdo per il ritmo del primo tempo, “mi girano le balle”».

La Cremonese potrà ripartire dal 4-4-2?
«Voglio di più mentalmente, dal punto di vista di rabbia, di fame. Da parte di tutti, ripeto. Adesso le partite diventano importanti, bisogna passare da qui per raggiungere il tuo obiettivo. E quell’obiettivo non deve far paura. Valuteremo tutto da questo punto di vista, rispondendo alla sua domanda».

È il caso di ripoporre più spesso questo sistema di gioco?
«Oggi sono d’accordo con quello che dite, ma abbiamo fatto partite in passato col 3-5-2 in cui abbiamo dimostrato calcio, gioco, aggressività. Ogni squadra ha il suo modo di stare in campo. Nella ripresa avevamo meno strada da fare ma anche perché eravamo sotto di due gol, e mentalmente ti dava la forza di correre di più».

Redazione

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