Lecce-Cremonese è anche Di Francesco contro Nicola: due modi di giocare completamente diversi per centrare la salvezza
Lecce-Cremonese di domani, domenica 8 marzo, è uno scontro che vale la salvezza. Al netto di ulteriori periodi bui per la Fiorentina (o di clamorosi recuperi di Verona e Pisa, al momento poco probabili) considerando classifica e roster il discorso per la permanenza in Serie A sembra sempre più una lotta a due. Quando in estate Lecce e Cremonese hanno affidato le panchine a Di Francesco e Nicola hanno scelto anche due filosofie opposte per raggiungere lo stesso obiettivo.
IDEE A CONFRONTO – I 24 punti che appaiano Lecce e Cremonese in realtà raccontano storie completamente diverse. Conosciamo la Cremo: il 3-5-2 di Nicola lascia poco spazio all’immaginazione, la difesa è bassa e anche le ripartenze a volte avvengono con il freno a mano tirato, l’obiettivo resta quello di non farsi trovare scoperti. Di Francesco invece schiera il suo Lecce con un 4-3-3 che punta molto sugli esterni e sulle ripartenze veloci, così come su una difesa dal baricentro più alto e un certo tipo di recupero palla. Nonostante ciò i risultati sono più o meno simili: 24 punti per entrambe, 21 gol fatti e 38 subiti per la Cremo, 18 fatti e 36 subiti per il Lecce. Chi avrà ragione nel lunch match del Via del Mare? A prescindere dal risultato, tutti e nessuno. Gioco e allenatore sono come un vestito, ogni squadra deve trovare quello adatto alla sua misura. Alla Cremonese quest’anno, da neopromossa, serviva senza dubbio un mister pragmatico come Nicola. Al Lecce invece, in cui contano tanto anche le plusvalenze, serviva un tecnico che valorizzasse anche il materiale a disposizione.
