La Cremonese torna al gol, non alla vittoria: nel freddo dello Zini i grigiorossi, avanti di due reti, subiscono la rimonta del Cagliari
Diciamo che era andata meglio a Proust, che semplicemente inzuppando un biscotto nel tè si era immerso nei ricordi d’infanzia. Il gol di Trepy mi ha fatto tornare indietro di quasi 8 anni, a un’altra serata da temperature polari. Era il febbraio 2018 e allo Zini c’era il Frosinone di Ciofani. Le similitudini tra le due partite non si fermano al clima rigido: anche allora finì 2-2 dopo che la Cremonese aveva chiuso il primo tempo avanti di due reti. Certo, da lì in poi la stagione prese una brutta piega: una Cremo neopromossa affondò dopo un grande girone d’andata. Coincidenze? Sì, perché quella di oggi è una squadra diversa.
VARIABILE JOHNSEN – Come Proust, Nicola è alla ricerca di qualcosa di perduto. Non il tempo, bensì il gol, che manca da quattro giornate. Il mister sceglie quindi di puntare sull’estro di Johnsen, schierato da mezzala sinistra al posto di Vandeputte. Turnover anche per Barbieri, apparso un po’ appannato nelle ultime uscite. Sulla destra non c’è però Zerbin, che forse ha definitivamente traslocato verso il centro del campo, ma Floriani Mussolini, che mancava dall’inizio dalla gara contro il Lecce. Per il resto ci sono i soliti. Bondo vince il ballottaggio con Grassi nel ruolo di regista, davanti vengono confermati Bonazzoli e Vardy. Dall’altra parte l’ex Pisacane dà una maglia all’altro ex Gaetano che agisce con Luvumbo alle spalle dell’ariete Borrelli.
MAGIC JOHNSEN – Nemmeno il tempo di mugugnare per la titolarità del tanto discusso norvegese che magic Johnsen rispolvera la sua mazza da golf per celebrare il suo primo gol in Serie A in maglia Cremonese. La rete è un facile tap-in, ma l’ex Venezia è bravo a farsi trovare pronto sull’ennesimo lavoro mostruoso di Vardy che con una spallata manda Mina al bancone del bar a bere una pinta. La Cremo torna al gol dopo più di 400 minuti e si scrolla di dosso un grosso peso psicologico. I grigiorossi giocano con fiducia, si difendono con ordine e ripartono grazie alla capacità di Johnsen di portare palla nella trequarti avversaria. Sale presto in cattedra anche Bonazzoli, regista e anima della squadra. Pisacane sbaglia a non appiccicargli un uomo addosso e il numero 90 domina in quello spazio tra difesa e centrocampo dove solo i grandi giocatori sanno fare la differenza.
SULLA BO-VA – È proprio Bonazzoli a dare il via all’azione del 2-0, scippando palla a Luperto e involandosi verso l’area avversaria, dove mette a referto un altro assist per Vardy. L’inglese calcia in modo velenoso, beffando Caprile e trovando il suo quinto gol in campionato. Il Cagliari prova a reagire ma la Cremonese è messa in campo dannatamente bene. Floriani Mussolini è gigantesco su Palestra, Bondo si sdoppia e va aiutare Bianchetti, in difficoltà sul cambio di passo contro Luvumbo. Baschirotto fa a sportellate con Borrelli, Terracciano è la solita sicurezza. Un bel primo tempo si chiude sul 2-0, e il clima sembra un po’ meno freddo.
TORNA IL CAGLIARI – Nella ripresa il Cagliari cambia faccia. I sardi spingono sull’acceleratore mentre Pisacane cambia modulo e lancia tutti all’attacco. Bondo si perde via e Adopo firma il 2-1 dopo che Borrelli riesce a tenere a distanza Baschirotto allargando gli alettoni. Nicola corre ai ripari. Fuori Pezzella e dentro Barbieri, con Floriani Mussolini che va a sinistra per seguire Palestra, che pur di trovare spazio aveva cambiato fascia. Dentro anche Zerbin e Vandeputte, chiamato a dare più qualità. Se l’ex Napoli impatta bene sul match, altrettanto non si può dire del belga che cade nella classica serata no. I cambi comunque funzionano e frenano l’impeto degli ospiti, la squadra che ha ottenuto più punti da situazioni di svantaggio. La Cremonese alza la testa e si aggrappa alle giocate di Bonazzoli, sempre più centro di gravità grigiorosso. Gli uomini di Nicola vanno anche vicini alla terza rete, sfruttando la non memorabile serata di Luperto. Quando i grigiorossi sembrano aver messo definitivamente la museruola agli uomini di Pisacane arriva il 2-2: Floriani Mussolini forse va a contrasto un po’ molle, Trepy però fa un gran gol. In pieno recupero la doccia gelata, con quel puntalino di Vandeputte che si spegne sul fondo.
SEGNALI POSITIVI – Le similitudini con il 2018 ci sono tutte. Allora, dopo la vittoria sul Parma, si sognava il doppio salto di categoria. Poi un girone di ritorno disastroso portò all’esonero di Tesser e a una salvezza soffertissima, arrivata solo alla penultima giornata contro il Venezia. Quest’anno qualcuno parlava di Europa. La verità è la stessa di allora: questa squadra ha un obiettivo che si chiama salvezza e conquistarlo non sarà semplice. Il rischio di finire in un trend negativo però non c’è, perché la Cremonese di Nicola ha dimostrato – anche contro il Cagliari – di avere qualità tecniche e caratteriali. Questa partita deve porre le basi per ripartire dopo il periodo di appannamento in cui i grigiorossi hanno raccolto poco (e segnato zero). La rimonta subita non deve annebbiare i giudizi: i passi avanti fatti vedere in campo sono evidenti. Si va a Torino con grande fiducia nei propri mezzi.
