Le parole di mister Nicola in vista di Fiorentina-Cremonese: «Le qualità individuali della Viola sono note e il Franchi è un campo difficile»
La Cremonese comincia il suo 2026 sul campo della Fiorentina, con la sfida ai viola in programma domani, domenica 4 gennaio, alle ore 15. Gli uomini di Vanoli, nonostante la vittoria straripante sull’Udinese, sono ricaduti subito a Parma e non possono permettersi ulteriori passi falsi in ottica salvezza. La gara, per la Cremonese, è ben più insidiosa di quanto possa sembrare classifica alla mano. Di seguito, la conferenza stampa integrale di mister Davide Nicola alla vigilia della partita.
La Fiorentina ha le spalle al muro, ma non esistono partite scontate. Dal punto di vista mentale, come si affronta questa partita?
«Assolutamente. Il focus è al 100% su di noi, dobbiamo spingere. Serve il terzo salto di qualità. Contro il Napoli la squadra ha messo coraggio, ma per competere contro certe realtà dobbiamo migliorare alcune cose con sforzo maggiore: gestione della palla, smarcamento, prendersi più responsabilità e convinzione nella soluzione individuale. Il momento del campionato lo richiede. Tutto questo ce lo siamo già detti perché abbiamo ben chiaro l’obiettivo. Le qualità individuali della Fiorentina sono ben note, non serve parlarne. Non parlo del loro momento, io alleno la Cremonese».
Come sta Vandeputte, reduce da febbre? Può rientrare tra i titolari?
«Ha recuperato dall’influenza. Da qui in avanti avremo una partita ogni 4 giorni. Tutti sono al centro del progetto e dimostrano il loro contributo fin dall’allenamento in settimana. Abbiamo ancora tanta strada da fare, quindi c’è bisogno di tutti».
Facciamo un bilancio del 2025 e della sua esperienza a Cremona fin qui.
«Io sono soddisfatto dell’approccio che abbiamo avuto. C’è un un’unità di intenti e di vedute tra noi e l’ambiente. Ciò che mi motiva è raggiungere l’obiettivo, perché questa realtà ha potenziale per crescere. Mi sento a mio agio qui».
Con Torino, Lazio e Napoli pochi tiri in porta. È un caso o c’è un problema?
«Non è un caso. Possiamo migliorare la scelta, il tempo della scelta e il gesto tecnico. I calciatori hanno grandi qualità individuali, che devono emergere. Una situazione collettiva può essere risolta da un gesto tecnico. Aumentare quantità, ma senza perdere qualità».
Da tre partite non si segna. Era già successo con Verona e Parma. Sono cicli che capitano.
«Non è mai facile dare una spiegazione netta. I numeri sono in linea con i nostri obiettivi. Serve creare più situazioni in certe zone di campo, con grande applicazione e calma».
Domani sarà il primo di 4 scontri diretti nelle prossime 5 gare (Fiorentina, Cagliari, Verona e Sassuolo). Quanto pesa questo mese di gennaio per l’obiettivo che la Cremonese deve raggiungere?
«Io in un tempo così lungo faccio fatica a proiettarmi. Noi siamo il tipo di squadra che sta cercando un percorso. Chiunque sulla carta può non avere meno di noi. Tutti possono mettere in difficoltà chiunque. Ragionare di settimana in settimana ci aiuta a raccogliere le energie e lavorare al meglio. Ad oggi è il momento di spingere, poi si farà un bilancio alla fine».
A Firenze potrebbe ritrovare più spazio Bonazzoli?
«Federico ha già dimostrato di essere importante. Sapere che dietro c’è un compagno in grado di aiutare la squadra non deve essere un ostacolo. Determinare da subentrato ha anche più valore che dall’inizio, per me».
La Fiorentina ha giocato a 4, dopo aver iniziato a 3. Cosa cambia per voi?
«In tutti i progetti tecnici si fanno cambiamenti e ciò che funziona viene portato avanti. Costruire sia a tre, che a quattro, è una caratteristica del calcio moderno. È un aspetto su cui lavoriamo anche noi. I calciatori sono preparati, nonostante il gioco non perderà mai la sua natura imprevedibile. Le risoluzioni degli imprevisti faranno sempre la differenza. Noi lavoriamo anche in questa direzione, sempre, sapendo che l’avversario può trovare soluzioni diverse».
I bookmaker scommettono sulla Viola e molti nostri tifosi non saranno al seguito per questioni extra-campo. Questi fattori non devono influire, è così?
«Esattamente. Il focus deve essere solo su di noi. Noi partiamo spesso svantaggiati, ma non è un problema. Noi sappiamo perfettamente dove andiamo a giocare e vogliamo dimostrare a noi stessi che siamo competitivi anche su campi difficili. Dobbiamo ambire alla perfezione anche se non esiste».
Prima gara del 2026 che partirà nel ricordo della tragedia di Crans-Montana.
«Ho apprezzato molto il minuto di raccoglimento che ci sarà domani. Queste tragedie lasciano tutti molto scossi. Se il nostro mondo può aiutare, questo è uno dei casi. Essere solidali in silenzio e unirsi in un grande abbraccio».
Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM
