Le parole di Stroppa, oggi al Venezia, alla Gazzetta dello Sport: «Qui riscontro un senso di appartenenza visto poche volte in carriera»
È cominciata la nuova esperienza in Serie B di Giovanni Stroppa, che proverà a riportare subito in A il Venezia. In una lunga intervista rilasciata oggi, 23 luglio, alla Gazzetta dello Sport, è tornato a parlare di Cremonese: «Rispetto a quando sono arrivato a Cremona, e anche lì era dopo una retrocessione, qui non percepisco nessuna delusione. Ho parlato con qualche tifoso, ho detto loro che faremo 40 punti per salvarci, come provocazione. La mentalità dev’essere quella della battaglia, rimboccarci le maniche e crescere. Però qui c’è entusiasmo, un senso di appartenenza che poche volte ho riscontrato in carriera. I tifosi si sentono rappresentati dalla loro squadra, questo mi piace».
A CREMONA – Nel corso dell’intervista, Stroppa prova a capire come mai il Venezia si sia rivolto a lui per il nuovo anno: «Conoscevo il direttore Antonelli per aver lavorato con lui a Monza, ma sono stato scelto per la mia idea e spero di ricambiare la fiducia. Per farlo, devo portare i numeri, dare identità alla squadra e il percorso è duro». Perché la Cremonese non ha tenuto il tecnico di Mulazzano? Questa la risposta: «Non mi sento amareggiato, oggi mi sento valorizzato e questa è una tappa importante per la mia carriera. A Cremona penso di aver fatto qualcosa di eccezionale, lo dicono i numeri. Diciamo che solo dal punto di vista umano da qualcuno mi aspettavo qualcosa in più, ma dal punto di vista professionale ci sta: il contratto era scaduto e non era scontato rinnovarlo. Però abbiamo vinto insieme, ho potuto essere protagonista, e se non avessi vinto sarei stato contento lo stesso per come ho lavorato».
