Le parole di mister Stroppa in vista della semifinale d’andata: «Quattro assenti domani, dovremo abituarci al sintetico»
Anche per la Cremonese cominciano i playoff. Sulla strada verso la finale c’è la sorpresa di questa stagione di Serie B: la Juve Stabia di Pagliuca. Le vespe hanno eliminato con merito il Palermo dopo un campionato straordinario, il migliore della loro storia. Ma l’obiettivo dei grigiorossi è quello di infrangere il sogno Serie A dei gialloblù. Di seguito, le parole di mister Stroppa in conferenza stampa alla vigilia della gara.
Se penso alla Juve Stabia penso alla marcatura di Peda su De Luca allo Zini. Trovate un avversario fisicamente preparato e che non si risparmia.
«Assolutamente, il livello è molto alto. La Juve Stabia ha dimostrato di meritare di essere qui, per come è allenata, per l’idea di calcio che anno. Giocano con caparbietà e attenzioni straordinarie. Vanno solo fatti i complimenti, sappiamo delle difficoltà a cui andiamo incontro. Tra queste c’è il campo sintetico, a cui non siamo abituati».
Sorpreso dai risultati dei turni preliminari?
«No, penso che chiunque potesse vincere. In queste partite gli episodi fanno la differenza. Serve attenzione a non concedere niente e ad approfittare di qualche errore. Non vedo nessuna favorita».
Come ha visto il rientro di Vazquez a Pisa? Domani ci sarà una staffetta con Johnsen?
«Franco è stato il migliore a Pisa, mi aspettavo più carattere da chi ha giocato meno. In generale, però, la prestazione mi ha soddisfatto».
Chi sarà indisponibile? La preoccupano gli acciacchi in difesa?
«Assenti Ravanelli, infortunato alla spalla, Zanimacchia, che rischiamo di perdere su quel sintetico, Pickel, reduce da una botta a Pisa e Antov, alle prese con un problema al ginocchio. Dispiace, ma comunque sono tutti recuperabili entro un paio di giorni».
Che differenze trova rispetto allo scorso anno? La sensazione da fuori è che la Cremo arrivi ai playoff in condizioni migliori rispetto a 12 mesi fa. Tu come la vivi rispetto alla scorsa stagione?
«Nella preparazione non è cambiato nulla. Abbiamo staccato la spina e poi lavorato come sempre. Per me arriviamo esattamente come l’anno scorso. Siamo stati poco bravi negli episodi. Anche quest’anno faranno la differenza: tirare in porta e non prendere gol. Non voglio dire che sono sereno, ma sono felice di giocarmi qualcosa ogni anno».
La Juve Stabia arriva alla partita con una gara in più nelle gambe, ma sulle ali dell’entusiasmo, mentre la Cremo ha riposato e avuto 10 giorni di tempo.
«Non cambia nulla, è come giocare il venerdì e poi la domenica successiva, succede già in campionato. Per la Juve Stabia non lo so, vedremo. In ogni caso qualsiasi episodio può mettere in difficoltà, anche un semplice rimbalzo fatto male. L’attenzione agli avversari è massima, ma ci siamo anche noi in campo».
La Cremo ha esperienza e una panchina più lunga. Inoltre, quanto conta la sua di esperienza ai playoff?
«La mia esperienza è quella di dare sempre il massimo, quindi lo pretendo dai miei giocatori. Il mio pregresso non conta nulla, se non in questo. Ci giochiamo qualcosa di straordinario. Dobbiamo pensare una partita per volta, episodio per episodio. In questo momento, la panchina non è così lunga».
Anche la forza del gruppo diventa determinante, per la testa più che per le gambe.
«Da quante partite è che il gruppo mostra segnali eccezionali? In questo momento abbiamo in mano il nostro destino. Chi non lotta… Ma sono tutti estremamente concentrati, lo hanno dimostrato nelle ultime 10 partite e me lo mostrano in tutti gli allenamenti. Dobbiamo portare gli episodi dalla nostra parte».
La Juve Stabia è un po’ il Catanzaro dell’anno scorso. Giocano con la mente più libera rispetto a voi.
«Io non credo che siano così spensierati come un mese fa, perché come noi ci giochiamo tutto, anche loro la penseranno così. Tutto quello che hanno raccolto sono andati a prenderlo. I valori si azzerano perché queste sono delle finali. Tutti hanno lo stesso obiettivo».
Il sintetico può crearvi qualche problema? Comporta le scelte di alcuni giocatori invece che altri?
«No, è solo questione di abitudine. Riusciremo a fare il nostro gioco. Inoltre giocando la sera avremo modo di assaggiare il terreno. È semplice attenzione a piccoli particolari: il rimbalzo, come scorre la palla».
La Serie B sta vivendo di nuovo un momento difficile, di incertezza. Cosa ne pensa?
«Rimango basito sinceramente. Il mio pensiero è che le regole vadano sempre fatte rispettare, ma non mi esprimo oltre perché non conosco le dinamiche di ciò che è realmente successo. Non so cosa si potesse fare diversamente».
Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM
