Le parole di mister Stroppa in vista della semifinale di ritorno: «Vedremo chi riusciremo a recuperare. Dobbiamo stare sereni»
La partita di Castellamare è già da dimenticare. La Cremonese si gioca allo Zini tutta la stagione: basta un gol di scarto per eliminare la Juve Stabia e conquistare la finale. Per vincere, servirà centrare la porta e non concedere nulla dietro, stavolta per davvero. Le vespe giocheranno una partita accorta, ma con Adorante davanti ogni pallone diventa potenzialmente pericoloso. Di seguito, la conferenza stampa integrale di mister Giovanni Stroppa alla vigilia della gara.
Il copione della partita di domani è abbastanza semplice. La squadra ha una sola strada da seguire?
«Sì, assolutamente. C’è un solo risultato e cercheremo di portarlo a casa».
La Juve Stabia ha dimostrato di avere molta gambe bloccando le due fasce soprattutto nel primo tempo. Domani ti aspetti una squadra più chiusa e cinica, invece?
«Non so cosa ci aspetta domani. Di sicuro quella che abbiamo visto a Castellammare è una squadra che è pronta come noi, che lotta su ogni pallone. Quindi bisogna portare le stesse armi in campo. Io ho nella testa il secondo tempo, dove la squadra ha incominciato a giocare come sa. Nel primo abbiamo concesso tante palle sporche e non siamo riusciti a fare il nostro gioco, che è quello che mi dispiace di più. C’è anche l’avversario, ma noi non siamo scesi in campo. Domani è un’altra partita».
Come sta la squadra? C’erano quattro assenze già a Castellammare, dove abbiamo visto Bianchetti uscire per infortunio, quindi c’è un po’ di preoccupazione.
«Facciamo il punto domani mattina, quindi non voglio sbilanciarmi. C’è la possibilità di recuperare qualcuno, vediamo. Li ho convocati tutti. Pickel ha fatto un paio di allenamenti e la botta è riassorbita: è disponibile. Conta molto la volontà, tutti vogliono giocare quindi benissimo. C’è bisogno di testa, soprattutto. ».
De Luca è stato ben disinnescato da Peda. Loro sembrano soffrire di più giocatori che non danno riferimenti, come Johnsen. Potrebbe giocare al suo fianco Bonazzoli?
«Non lo so, è un dubbio che mi porterò dietro fino all’ultimo. Sicuramente abbiamo finito con certe caratteristiche, vedremo domani. È chiaro che il risultato ce l’abbiamo bene in testa, però lo svolgimento per arrivarci è molteplice. Vediamo che cosa succederà, con chi possiamo iniziare e chi potrà subentrare. Mi piace la testa che hanno i ragazzi, questa capacità di aver reagito e di non essere tornati a casa con un risultato più ampio a sfavore. Peccato perché poteva essere sicuramente diverso, e mi riferisco all’episodio del rigore».
A proposito della reazione, quanto è carica la squadra e quanto sarà importante l’apporto del pubblico?
«Uscendo dal campo ho cercato di dire qualcosa ai ragazzi che sono venuti perché erano pochi ma sembravano tanti. E quindi ho espresso il mio desiderio: quello di uno stadio pieno, di uno stadio caldo. Dall’inizio alla fine della partita voglio sostegno, voglio che questi ragazzi sentano il calore del tifo e soprattutto il volume perché c’è bisogno di partecipazione. Detto questo, noi siamo carichi, quindi mi aspetto la stessa cosa da fuori, ma lo vedete già anche negli striscioni che sono stati scritti. Non ho dubbi che ormai ci sia grande partecipazione da parte di tutti: l’obiettivo è comune».
La Cremo ha dato, nel secondo tempo, l’impressione con la qualità che ha di poter girare la partita. Soprattutto quando ha cominciato ad attaccare l’area con più uomini. Nel primo tempo, il difetto è stato proprio che gli attaccanti sono rimasti un po’ isolati.
«Sì, ma abbiamo sbagliato proprio a interpretare la partita. Abbiamo cercato di giocare come faceva la Juve Stabia, ma senza accorciare le distanze. Quindi eravamo lunghi, non abbiamo avuto la capacità di giocare a calcio. La differenza la fa sempre l’atteggiamento, non puoi sbagliarlo e peccare di cattiveria. Il primo tempo lo abbiamo regalato. Nel secondo c’è stata una voglia diversa. Quella potrebbe essere la base sulla quale ripartire domani sera».
Vasquez come sempre ha acceso la lampadina quando è entrato. Hai pensato anche per un secondo di togliere De Luca e mettere lui per il rigore?
«De Luca aveva sbagliato un solo rigore in carriera, di cosa stiamo parlando? È successo, ci mettiamo una pietra sopra. Se ci dovesse essere un altro rigore, lo calcia lui. Bisogna avere il coraggio di calciarlo. Non posso fare una sostituzione lì, mi sembra illogico. Mi sembra che De Luca abbia sempre dimostrato personalità. Ha calciato, ha sbagliato, peccato».
La stuzzica l’idea di schierare Johnsen e Vazquez insieme o il “Mudo” è una soluzione a gara in corso?
«Sono stuzzicato da tante cose, l’importante è fare il bene della squadra. La gestione dei cambi dipende sembra da ciò che ti riserva la partita».
Da Castellammare insistono sul fatto che l’arbitraggio sia stato a favore della Cremonese. Il ds Lovisa ha parlato chiedendo più rispetto, come rispondi a queste illazioni?
«Mi espongo e dico che devono imparare a stare zitti. Tutte le volte è un gran teatro in panchina, dovrebbero imparare a comportarsi da professionisti di questo livello. Non è possibile stare sempre a reclamare. In ogni caso stiano sereni perché l’arbitro sarà sicuramente all’altezza, come lo è stato, per me, anche all’andata».
Anche domani potrebbero portare in campo un atteggiamento provocatorio come al Menti. Quanto è importante non reagire?
«Noi siamo preparati anche su questo perché fa parte del loro gioco. Sicuramente là era un ambiente difficile. Ho fatto i complimenti per il pubblico, quando la gente incita e fa il suo non ho problemi: è bello così. Guai se non ci fosse la provocazione. L’importante è stare sereni e pensare solo al risultato finale».
Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
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