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Serie A, ecco come devono essere composte le rose
Serie A, ecco come devono essere composte le rose

Ecco come dovrebbe e potrebbe essere composta la prossima rosa della Cremonese con il passaggio dalla Serie B alla Serie A

Cambia la categoria e, con essa, anche le regole circa la composizione delle rose da presentare alla Lega di Serie A. In questa lista non vanno annoverati gli Under 22 poiché una società può disporne di un numero illimitato (e quindi possono essere utilizzati sempre), mentre per quelli al di sopra di quella soglia vanno fatte due distinzioni: quelli cresciuti in un vivaio estero e quelli cresciuti in un vivaio italiano. Tra cui anche il proprio, fattore da non sottovalutare e poi capirete il perché.

I NUMERI – Questo elenco può contenere un massimo di 25 nominativi (di cui minimo 2 portieri). Ma per avere così tanti giocatori registrati si dovrebbe avere sino a un massimo di 17 elementi cresciuti all’estero più altri 8 cresciuti in Italia di cui 4 necessariamente nel proprio settore giovanile. Qualora nel proprio roster non ve ne siano, il massimo che si può registrare è una rosa di 21 giocatori con 17 cresciuti all’estero e 4 in Italia, mentre tutti gli altri sarebbero i sopraccitati Under 22.

VIVAIO – Ma qual è il distinguo per capire se un giocatore è cresciuto nel proprio vivaio o in quello di un’altra squadra? Facile a pensarci così su due piedi, ma non è così scontato. Per potersi considerare “formato in Italia” il calciatore deve aver trascorso, tra i 15 (o l’inizio di stagione durante la quale compie 15 anni) e i 21 anni (o al termine della stagione durante la quale ha compiuto 21 anni), almeno 3 stagioni, anche in maniera non continuativa, in uno o più club italiani; per essere “formato nel club“, invece, deve esser stato tesserato per lo stesso periodo nella società di attuale appartenenza.

Nicolò Casali

Redattore

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