Mister Nicola in conferenza dopo Bologna-Cremonese 1-3: «La migliore Cremo deve ancora vedersi. Domenica gara totalmente diversa»
Al termine di Bologna-Cremonese 1-3, dopo aver rilasciato dichiarazioni ai microfoni di Dazn, il tecnico grigiorosso Davide Nicola ha parlato nella sala stampa dello Stadio Dall’Ara. Ecco le sue parole rilasciate ai giornalisti.
Stasera ha avuto ottime risposte da parte di tutti. La squadra ha avuto una grande voglia di fare gol.
«Senza falsa modestia, porto volentieri a casa tre punti. Farli qui è importante, per la Cremonese non capitava da 35 anni, i tifosi sono contentissimi. Sapevamo di dover fare una partita molto importante sotto ogni punto di vista, anche emotivo: il Bologna ha velocità, attacca gli spazi, è forte fisicamente e nel secondo tempo alza pure il baricentro. Servivano coraggio e organizzazione, abbiamo attaccato bene la linea di difesa avversaria. Non è tutto oro però ciò che luccica: la vittoria è meritata anche nei numeri, vero, ma voi sapete meglio di me che nel finale, con così tanti cross, nessuno può sbagliare nulla. Basta una disattenzione per prendere gol, com’è capitato con la Roma. Ogni partita è in bilico, stasera siamo stati più precisi di altre volte. Tatticamente, volevamo attaccare la difesa alta del Bologna: coi nostri movimenti coordinati abbiamo creato presupposti per creare loro qualche grattacapo. Sono felice per i ragazzi: noi non possiamo fare a meno di questa compattezza, con o senza palla. E non possiamo fare a meno di giocare con coraggio».
Questa partita proietta la Cremo in una dimensione diversa? Ha scoperto cose nuove da questo match?
«Siamo tutti grandi e vaccinati, le cose vengono viste per come le si vuole vedere. Avere 17 punti è un ottimo bottino, li avremmo voluti avere, poi non era detto di riuscirci. Ne servono altri 23, quest’anno sarà tosta. L’importante è avere una precisa identità, la capacità è quella di mantenerla nel tempo».
Vardy ha interpretato benissimo spazio e giocate.
«Parlare di lui è anche un po’ riduttivo. Di certo è un grande campione e i campioni sono le persone più semplici del mondo. I grandi campioni sono perfetti, sanno perché sono lì e perché sono arrivati. Lui è un grande professionista, sa perfettamente come si prepara la settimana della partita, sa come sfruttare le sue caratteristiche. Aggiungo che tutto il gruppo Cremonese si è messo a disposizione, capendo che andava messo nelle condizioni giuste per incidere».
È sbagliato parlare di squadra “rivelazione” e non di realtà vera e propria quando siamo giunti a metà stagione?
«È passato un terzo di campionato, non metà. La Cremo deve ambire a essere una rivelazione in base a quando arriva al punteggio che deve guadagnare, se ci arriva. Non ce n’è al momento di rivelazioni. So perfettamente che in questo campionato si possono fare 4-5 sconfitte di fila o 4-5 risultati utili di fila. Conta sempre il percorso che si fa per arrivare».
La Cremo non ha mai perso identità durante il match.
«Ci siamo espressi con due atteggiamenti leggermente diversi tra primo e secondo tempo. Nel primo, tranne i primi 10-15 minuti, eravamo ordinati ma non aggressivi come avremmo voluto; il gol ha poi spostato gli equilibri. Se sei 1-0 per te, sono gli altri che devono recuperare. Nelle precedenti due gare, con Pisa e Roma, noi non siamo riusciti a fare male agli altri una volta passati in svantaggio. Nel secondo tempo mi è piaciuto l’atteggiamento: abbiamo alzato il baricentro, abbiamo pressato di più. Bisognava difendere aggredendo. Abbiamo sempre voluto esprimere noi stessi, ho visto ancora più umiltà di altre situazioni».
Barbieri è un grande valore aggiunto. Bianchetti ingenuità sul rigore?
«Sul rigore mi sono un po’ arrabbiato, ma lo dico anche se me lo danno a favore. C’era davvero poca distanza da dove è partito il tiro… però accetto, se c’è un regolamento. Paradossalmente Bianchetti è stato un regista aggiunto: parte delle verticalizzazioni sono partite dai suoi piedi. Barbieri ha una prospettiva pazzesca, deve acclimatarsi, prendere coscienza definitiva dei mezzi che ha. Sono contento perché è giovane e italiano, e in Italia non ci sono tanti giocatori così».
La miglior prestazione della Cremo? Che peso ha in vista di domenica e della fine dell’andata?
«Non credo sia stata la migliore Cremonese. Spero che si debba ancora vedere, abbiamo curato altre cose. È stata la miglior Cremo possibile per il tipo di avversario. La gara col Lecce sarà totalmente diversa, ogni partita nasconde insidie diverse. Bisogna capire subito che atteggiamento avere per ogni singolo avversario che incontri, ed è la difficoltà più grossa che ha la mia squadra».
