Le parole del direttore sportivo della Cremonese Simone Giacchetta ai microfoni di Sky Sport. Si è collegato da Livigno
Nel giorno del suo compleanno, Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese, si è collegato con Sky Sport direttamente dal ritiro grigiorosso di Livigno e ha dato alcune importanti notizie di calciomercato.
La Cremonese ha guadagnato in esperienza rispetto al 2022-2023.
«La Cremonese, nel 2022, è tornata in A dopo tantissimi anni grazie a una proprietà che ci ha dato la possibilità di competere. Da quel momento, dopo la retrocessione, abbiamo conquistato un’altra promozione e abbiamo perso una finale playoff. Nel 2022 eravamo un po’ tutti alla prima esperienza in Serie A, oggi è diverso, anche se il mercato è molto difficile. Siamo stati anche gli ultimi a completare il quadro del torneo 2025-2026. Abbiamo scelto come allenatore Nicola, un veterano della categoria, uno specialista in salvezze; insieme stiamo percorrendo un mercato di certezze della categoria, italiani o stranieri che siano. Non possiamo fare il mercato in una settimana come i grandi club, noi dobbiamo fare un mercato “di fantasia”, non ci scoraggiamo e anzi, siamo sempre più ambiziosi e con umiltà vogliamo dimostrare tanto».
Il direttore sportivo come lavora con l’allenatore per trovare gli uomini giusti?
«Importante capire il suo stile di gioco e la sua mentalità. Bisogna entrare nel suo modo di pensare per condividere insieme un percorso: al ds il compito di scegliere i giocatori per l’idea di calcio dell’allenatore: è poi lui che allena i giocatori, che fa da confessore, che li vede al campo tutti i giorni. Io devo prendermi certe responsabilità per le scelte, poi bisogna mettere i calciatori al servizio del mister».
Cosa manca alla Cremonese?
«Vogliamo mantenere l’anima costruita in questi anni, con giocatori che ci hanno dato la possibilità di confrontarci ora con le grandi metropoli del calcio. Si ricomincia dallo spirito del gruppo dello scorso anno, poi ovvio che servono giocatori di categoria: la Serie A impone motori e conoscenze diverse. La realtà piccola di Cremona deve tenere stretta l’identità attuale, con aggiunte di categoria, giocatori ancora affamati».
Zerbin è arrivato?
«È in viaggio, la trattativa è ben avviata, mi auguro che a brevissimo si possa concretizzare».
Baschirotto?
«Altra situazione interessante, presto per dare un senso definitivo. Il giocatore è di alto gradimento, ha anche un trascorso nelle giovanili della Cremonese. Non è difficile reputarlo importante. La trattativa c’è, speriamo che l’idea diventi concreta: tra dire che è fatta e che è in chiusura, serve ancora del tempo».
Maleh?
«Non è un giocatore della Cremonese».
Sanabria le piace?
«Sì, ci piace. È affermato, è un attaccante di alto livello che per la Cremonese sarebbe una grande opportunità. Non abbiamo fatto trattative, non abbiamo parlato con nessuno in particolare. Dicono che sia in orbita Cremo perché ha giocato con Nicola».
Okereke resta?
«Si sta impegnando molto in questo ritiro, deve dimostrare molto a se stesso. Ha molte potenzialità, un motore importante. Vedremo nei prossimi giorni quali saranno le nostre scelte finali…».
Quanto è difficile per una neopromossa capire chi tenere di chi ha portato la squadra in A?
«Il compito è difficile. Non è facile fare selezioni, siamo legati emotivamente a tutti i ragazzi che hanno conquistato la promozione. A volte però siamo obbligati a fare certe scelte, anche con tristezza. D’altronde la A è spietata, bisogna avere calciatori di categoria. A fin di bene, per la salvezza della Cremonese, sono scelte da fare».
