Dal club lombardo sono transitati fior fior di campioni
Ci sono voluti ben 26 anni ma ne valeva la pena. La Cremonese dopo tutto questo tempo è finalmente tornata in Serie A, pronta a giocarsi le sue chance per poterci restare il più a lungo possibile. Al di là di cosa accadrà al termine dell’attuale stagione, questo glorioso club da sempre vanta un feeling particolare con il massimo campionato di calcio italiano, visto che è proprio lì che ha lanciato giovani sconosciuti giocatori in seguito consacratisi definitivamente. Non si sta parlando solamente di un capocannoniere come Gianluca Vialli, che dal 1978 al 1984 tra Giovanili e prima squadra si è “fatto le ossa” con il club lombardo, prima di scrivere pagine importanti della storia del pallone, ma anche di un totem come Antonio Cabrini, che grazie ai suoi 5 anni di “praticantato” è divenuto un crack totale, come ben sanno i tifosi della Juventus. E che dire infine di un bomber come Enrico Chiesa, che nel corso della stagione 1994-1995 in 34 apparizioni segnò 14 goal! E la Cremonese in quel periodo non solo giocava in Serie A ma riusciva addirittura a classificarsi 13a. Altri tempi, come quelli che videro il portiere Michelangelo Rampulla segnare un goal con la maglia grigiorossa addosso, contro l’Atalanta Il 23 febbraio 1992. Una follia – come disse il futuro numero 1 della Juventus – che però valse un prezioso punticino. La società fondata il 24 marzo del 1903 in fatto di estremi difensori ha sempre fatto parlare di sé, quando per esempio ha contribuito alla crescita di Luigi Turci, che nel suo ruolo divenne talmente affidabile da essere arruolato prima dall’Udinese e poi dalla Sampdoria. La Cremonese però non è stata una ”fucina” che ha dato i natali solo a forti attaccanti e a sicuri portieri: anche per quanto riguarda la seconda linea si è data molto da fare.

Una mediana di qualità (con tanto di rigorista eccellente)
Il centrocampo grigiorosso in quasi 120 anni di storia ha potuto vantare tra le sue fila mediani tecnici e allo stesso tempo dal piede discretamente caldo; Maspero, capocannoniere di Coppa Italia del 1996-1997 con 5 reti all’attivo, è uno di questi. Tra le sue caratteristiche principali c’erano sia l’abilità nel sapersi inserire in avanti, così da far male alle retroguardie avversarie, sia l’essere un ottimo rigorista. Quando c’era da calciare il pallone dal dischetto degli 11 metri, come in occasione di Cremonese-Roma 1 a 1 stagione 1993-94, difficilmente sbagliava, facendo sembrare l’arte di tirare i rigori una questione di strategia e non anche di fortuna. Chi invece questa responsabilità non l’aveva affatto era Perović, che in 2 stagioni mise a segno qualcosa come 8 reti, e Giandebiaggi, che in 7 gloriosi anni si fece apprezzare per aver insaccato il pallone in rete 15 volte. Un bottino forse non eccellente ma almeno importante. Lo stesso non può certo dirsi del generoso centrocampista Petrachi, che a livello realizzativo si fece conoscere solamente con le maglie di Fidelis Andria e Venezia, club con cui visse il punto più alto della sua carriera. Non con la Cremonese, con cui siglò appena una rete.
E per quanto riguarda i difensori?
Colonnese, Orlando, Dall’Igna, Verdelli, Steffani e Di Sauro sono solo alcuni difensori che sono transitati per Cremona. Colonnese, in particolare, fece talmente bene da indossare la maglia dell’Inter dal 1997 al 2000. Certo, a quell’epoca i nerazzurri non era lo squadrone di questi ultimi anni, che ha vinto scudetto, Coppa Italia e Supercoppa italiana, ma pur sempre una buona squadra che lottava per vincere. E ci riuscì nel 1997-1998 conquistando la Coppa UEFA contro la Lazio, con il risultato di 3 a 0, durante quella famosa finale di Parigi che vide protagonisti Ronaldo il Fenomeno, che con i suoi dribbling ubriacò tutti, persino il portiere Marchegiani, Colonnese, che sulla fascia destra contenne Mancini e Nedvěd, e, ovviamente, mister Gigi Simoni. Quest’ultimo, tra le altre cose, in carriera guidò anche la Cremonese, quella che fece molto bene in Serie A e che vinse la Coppa Anglo-Italiana del 1992-1993 superando in finale il Derby County a Wembley per 3 a 1. Una partita a senso unico per la squadra italiana, al cui tabellino marcatori si iscrissero Verdelli, Maspero e Tentoni.
