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Cremonese, la presentazione Vardy: «Qui per smentire gli scettici, Nicola mi ha trasmesso passione»
Cremonese, la presentazione Vardy: «Qui per smentire gli scettici, Nicola mi ha trasmesso passione»

La diretta minuto per minuto della conferenza stampa di presentazione dell’attaccante Jamie Vardy, stella della Cremonese

Dalla splendida cornice dell’auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Piazza Marconi, in pieno centro a Cremona, mercoledì 10 settembre è stato il giorno della conferenza stampa di presentazione di Jamie Vardy, stella della Cremonese, quel giocatore che ha acceso gli entusiasmi di una comunità intera. Basti pensare che le magliette grigiorosse sono terminate in un amen presso lo store di Via Solferino e online, con richieste da tutto il mondo (ora è possibile trovare ancora qualche scorta allo store fisico, mentre online sono aperte le prenotazioni). Vardy, che vestirà la maglia numero 10 e che si prepara al debutto ufficiale in Italia, in Serie A, lunedì 15 settembre contro il Verona, è stato introdotto dal direttore sportivo Simone Giacchetta e dal vicepresidente Calcinoni per le sue prime parole da centravanti grigiorosso. Sul finale, foto di rito con la nuova maglia. La conferenza in esterna per l’acquisto di un calciatore rappresenta un unicum assoluto per quanto riguarda la storia della Cremonese. Segui la diretta su CuoreGrigiorosso.com!

  • La parola gol è universale. Cosa significa per te e quanto aspetti il primo gol sotto la Curva Sud?
    «Da attaccante, segnare è il modo più facile per aiutare la squadra. L’obiettivo sono sempre i tre punti. Se dovessi fare un assist decisivo sarei ugualmente felice».
  • Tutti abbiamo sentito la canzone “Vardy is on fire”. La cantante è italiana, l’hai mai incontrata?
    «Non ho avuto modo di conoscerla, ma ho visto i video e sono divertenti. È bello avere cori dedicati, perché significa che sono meritati».
  • Ti dispiace non aver vissuto l’emozione della vittoria a San Siro? Hai fatto i complimenti a Bonazzoli e Baschirotto?
    «Il calciatore vive per partite come quella. Ma quest’estate mi ha fatto molto bene passare del tempo con la mia famiglia, senza lo stress della preparazione. Da attaccante non posso che fare i complimenti ai ragazzi. Hanno difeso alla grande e sono riusciti a vincere».
  • Cosa ne pensi della costruzione dal basso, molto diffusa in Italia?
    «Anche in Inghilterra è una tendenza che si è abbastanza diffusa. L’obiettivo è coinvolgere il portiere per avere un uomo libero. Spetta agli avversari organizzare il pressing».
  • Conosciamo le tue qualità ma i difensori italiani sono diversi da quelli a cui sei abituato. Cosa ti aspetti?
    «Ho giocato in modo simile allo stile italiano sotto Maresca. Molti dicevano che non faceva per me, ma ho chiuso la stagione con 20 gol. Non si è mai troppo vecchi per imparare».
  • Cosa ne pensi delle due incredibili vittorie della squadra in questo inizio di campionato?
    «Le ho seguite mentre mi stavo ancora godendo ancora un po’ di tempo libero a casa e sono rimasto davvero sorpreso dalla solidarietà dei ragazzi e dal loro spirito di sacrificio. Ma non siamo ingenui, sappiamo quanto sarà difficile».
  • Cosa ti ha detto il Cavaliere Arvedi e come ha reagito tua moglie dopo la tua decisione?
    «Di Arvedi mi ha colpito la sua umiltà. Si percepisce subito il suo impegno verso la città. Mi ha portato un libro in inglese su Cremona, davvero bel gesto. Lui vuole vedere la società salvarsi e fare progressi. La mia famiglia è entusiasta per questa nuova avventura».
  • Molti in Italia sono scettici su giocatori come te, quasi 40enni. Come rispondi?
    «Tu fai parte degli scettici? Sta a me smentire i pronostici. L’età è un numero, io ascolto le mie gambe. Al momento le sento ancora alla grande».
  • Cremona è la città dei violini. Ti hanno già chiamato StradiVardy, simile a StradiVialli. Cosa si prova a indossare la stessa maglia di Gianluca?
    «Non sto più nella pelle, sto già pensando alle partite. Voglio mostrare a tutti perché sono qui, smentire chi dubita di me e battagliare per 95 minuti con i miei compagni per ottenere risultati. Speriamo che alla lunga sarà sufficiente per salvarci».
  • Come è strutturata la sua vita qua a Cremona al momento?
    «Sarà diverso dal solito finché non verranno a vivere qui stabilmente, ma abbiamo già guardato il calendario per farli venire a vedere qualche gara. Li videochiamo ogni mattina e ogni sera. Mia moglie è qui, i bambini ci mancano, ma tutto si sistemerà».
  • Hai già giocato sotto la guida di allenatori italiani importanti e con giocatori che sono passati dall’Italia. Chi ti ha dato consiglio?
    «In realtà sono rimasto in contatto solo con Maresca, ci ho parlato tutta l’estate. Ha speso bellissime parole per la zona, la città e la società. Da lì non ho più esitato».
  • Cosa ti ha detto Nicola per convincerti?
    «Per tutta la mia carriera sono stato sottovalutato e ho lavorato per far ricredere tutti, riuscendoci. Ho capito che a inizio stagione quasi nessuno credeva alla salvezza della Cremonese. Il mister, con la sua etica di lavoro, vuole evitare a tutti i costi la retrocessione. Ottimo inizio, ma sappiamo che sarà lunga. Lottare per invertire i pronostici è ciò che mi ha convinto».
  • Quanti club hai rifiutato per la Cremonese? Un tuo idolo?
    «Non mi sento di dirlo, dico solo che sono molto contento. Se penso all’Italia e a un idolo, penso a Del Piero».
  • È la prima volta che giochi all’estero. Cosa pensavi prima della Serie A e cosa pensi adesso? Hai parlato con Ranieri?
    «Fin da bambino, tutte le partite della Serie A si potevano vedere anche in Inghilterra in chiaro. È campionato competitivo, tra i migliori al mondo. Magari più tattico della Premier League, ma ho giocato con Maresca che punta sul possesso palla come in Italia. Non ho ancora parlato con Ranieri, ma lui ha sempre speso belle parole per me quindi non voglio deluderlo».
  • Hai citato la famiglia più volte. Hai fatto una promessa ai tuoi figli, i tuoi primi tifosi, prima di venire qui?
    «In realtà no, nessuna promessa. Ho solo dovuto dirgli che ci trasferivamo all’estero, ovviamente. Sono stati subito molto entusiasti dell’idea. Arriveranno in un secondo momento per via del visto, ma siamo tutti molto felici per questa nuova esperienza».
  • Questa sosta è stata utile per entrare nei meccanismi della squadra. Credi di poter esordire già a Verona?
    «Durante l’estate ho voluto mostrare sui social che mi stavo tenendo in forma al meglio possibile, tornare ad allenarmi con la squadra è stato incredibile. Gli allenamenti stanno andando molto bene. Mi sento quasi al meglio della condizione fisica, poi migliorerà ancora. La decisione per lunedì spetta al mister».
  • Pensi di poter ripetere un’impresa come quella di Leicester, una realtà simile a quella in cui ti trovi ora?
    «Dopo aver parlato con Arvedi e Nicola, ho capito che l’obiettivo primario è la salvezza, così come fu al Leicester. Chiaramente, partita dopo partita si cerca di dare il 100%. Nel calcio chiunque può battere chiunque, ci alleniamo per questo».
  • Hanno paragonato il tuo arrivo a quello di Ronaldo alla Juve. Come è stato il primo approccio con la squadra e i tifosi?
    «È stato fantastico, mi avevano detto che era un posto tranquillo ma è stato tutt’altro nei primi giorni. È stato molto divertente, ho scoperto un po’ la città, sono salito sul Torrazzo. La lingua è problematica al momento, ma il calcio parla con il pallone».
  • Cosa ti ha spinto a venire in Italia alla Cremonese?
    «Si tratta di trasferirsi all’estero, quindi era importante parlarne con la mia famiglia. All’inizio, dopo i primi contatti, ho parlato in video chiamata con il mister per circa 45-60 minuti e ho visto tutta la sua passione e la sua voglia di fare bene con questa squadra. Io mi allenerò sodo per farmi trovare pronto».

Ore 15:45 – Cominciano le domande per Vardy.

  • Giacchetta: «Avrei dato del pazzo a chiunque mi avesse detto un mese fa che avremmo firmato Jamie Vardy. Non ha bisogno di presentazioni, è un campione straordinario e di livello altissimo. Ma è il Jamie come persona che ci ha convinto a procedere. Abbiamo finito il mercato all’estero, ma abbiamo voluto iniziare con innesti italiani. Con le occasioni che arrivano verso la chiusura inizi a pensare al centravanti. Ci sono stati proposti tantissimi calciatori, ma non volevamo allontanarci dai requisiti fondamentali del gruppo. Abbiamo cercato giocatori che avessero fame, voglia di dimostrare. Jamie voleva rimettersi in discussione. La sua storia parla di sogni che diventano realtà, sogni che noi ora condividiamo. Siamo veramente orgogliosi di avere con noi un esempio di un uomo normale che diventa speciale attraverso i suoi valori».

Ore 15:34 – Comincia la conferenza stampa di Jamie Vardy, accompagnato dall’interprete, dal direttore Giacchetta e dal vicepresidente Calcinoni.

Ore 15.00 – Convenevoli in corso, il Museo del Violino è agghindato per le grandi occasioni. Questa volta non per un concerto, ma per una conferenza stampa. La più importante e attesa di tutte considerando la storia della Cremonese.

Ore 7.00 – Grande attesa per le prime parole in grigiorosso di Jamie Vardy, che in questi giorni sta cominciando a vivere la città. La conferenza stampa comincerà alle ore 15.30.

Redazione

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