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Cremonese, il 4-3-1-2 non è la soluzione
Cremonese, il 4-3-1-2 non è la soluzione

Per come è stata costruita la rosa in estate, la strada del 4-3-1-2 con il rombo a centrocampo non è la soluzione per la Cremonese

Nel corso del secondo tempo del match pareggiato contro il Bari, la Cremonese ha schierato la tanto agognata difesa a quattro, molto richiesta dai tifosi da mesi. Anche noi, come redazione di CuoreGrigiorosso.com, abbiamo sempre sostento la linea a quattro davanti a Fulignati, ma soprattutto per permettere ai tanti giocatori offensivi presenti in rosa di esprimersi nel migliore dei modi. In quel secondo tempo Stroppa ha tentato la rimonta con il 4-3-1-2, e non è la soluzione: Antov era terzino destro (a quel punto meglio tenere in campo Barbieri nel suo ruolo), Pickel non è stato spostato dalla posizione di mediano davanti alla difesa e non è stata ancora l’occasione per vedere Vandeputte sfoggiare le sue doti da esterno alto di centrocampo (o d’attacco). Oltretutto, il 4-3-1-2 non permette ai vari Zanimacchia, Johnsen e Vandeputte di calcare le zone di campo che per loro sarebbero più performanti. Gli unici a trarre benefici sarebbero Buonaiuto e Vazquez, abituati in passato a giocare sulla trequarti. Zanimacchia ci provò con Alvini, ma con scarsi risultati. Questa Cremonese ha le “coppie” giuste per adottare un sistema di gioco sì con la difesa a quattro, ma con esterni alti e una-due punte centrali. Con o senza Stroppa in panchina.

Redazione

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