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Cremonese, che stagione per De Luca: dal possibile addio al paradiso
Cremonese, che stagione per De Luca: dal possibile addio al paradiso

Raccoglieva un’eredità pesante, ha faticato all’inizio, ma è rimasto sempre convinto di poter diventare decisivo. Questo è Manuel de Luca

La parabola di Manuel De Luca alla Cremonese è simile ad altre nel mondo del calcio, ma il Cigno di Bolzano ha forse vissuto qualcosa di ancora più eccezionale. Arrivato la scorsa estate dalla Sampdoria, aveva non solo il compito di raccogliere l’eredità di Coda (che ha compiuto il percorso inverso), ma anche quella di Daniel Ciofani. In ritiro a Pinzolo il direttore sportivo Giacchetta ne era estremamente convinto: «De Luca farà bene, è una nostra prima scelta». Era lecito qualche scetticismo iniziale, anche se l’attaccante aveva disputato un girone di ritorno di alto livello con la formazione blucerchiata. Pronti-via: Manuel De Luca è già decisivo in Coppa Italia con il Bari, in pieno agosto.

INIZIO DIFFICILE – Mister Stroppa dà immediatamente grande fiducia a De Luca, spesso preferito sia a Bonazzoli che a Nasti, anche loro giunti in estate. La risposta però non è delle migliori: il classe ’98 fallisce numerose occasioni, il pubblico dello Zini comincia a mormorare e a perdere la pazienza. Anche perché la Cremo fatica a decollare: i risultati non sono quelli attesi, la squadra segna poco e mister Stroppa è pure esonerato nel mese di ottobre. Nelle cinque gare di Corini il prescelto per l’attacco è Bonazzoli, che vivrà il miglior periodo stagionale. De Luca entra solo nel finale, senza incidere particolarmente. Diventa il giocatore chiamato in causa, insieme a Johnsen, solo per gli ultimi scampoli di partita, quando la situazione è già praticamente compromessa. Difficile chiedere ogni volta ai due di risolvere la situazione (spoiler: qualche mese dopo diventeranno titolari inamovibili).

RITORNO AL TOP – Tornato Stroppa, alla seconda partita finalmente De Luca si sblocca: lo fa a casa sua, al Druso di Bolzano, nel 4-0 perentorio da parte dei grigiorossi. Il meglio di sé, però, il Cigno lo dà nel 2025: come caratteristiche è il riferimento offensivo perfetto per il 3-5-2 grigiorosso, ma solo se non viene lasciato totalmente solo. Ha bisogno di un Johnsen a supporto, libero di agire senza regole nella trequarti avversaria. Infatti, dopo i 3 gol da subentrato che valgono 4 punti con Modena e Sudtirol, realizza altre 4 reti tra Catanzaro, Reggiana e Mantova. Il totale fa 7 gol nel girone di ritorno: mica male! La pace con la gente di Cremona è quasi fatta: molti credono che comunque De Luca possa fare di più, è ancora troppo poco preciso nel momento in cui conclude verso la porta avversaria.

AL PASSO D’ADDIO – Ricordate Cremonese-Juve Stabia di campionato? Finì 1-1, De Luca non segnò, ma fece una partita di grande spessore. Quando a Stroppa viene fatto notare in conferenza stampa, la risposta è stata questa: «Al mio ritorno in panchina era subissato di fischi». Tutto vero, e De Luca non ha mai pensato di andarsene o di reagire male ad alcune critiche da parte del pubblico. Non dimentichiamoci, infatti, che De Luca sembrava già a un passo dall’addio a gennaio, anche perché era l’unico dei tre attaccanti con molte proposte da altre squadre di B. Bonazzoli era diventato il titolare fisso, Nasti non avrebbe potuto spostarsi, avendo giocato già per due squadre in stagione (Milan e Cremo). Qui la differenza è stata fatta da De Luca stesso, da Giacchetta e da Stroppa: l’attaccante si è rimboccato le maniche e ha scelto di trascinare la Cremo alla rimonta in classifica.

MVP PLAYOFF – Il finale è paradisiaco: nelle quattro partite dei playoff c’è il vortice di emozioni e stati d’animo che ha caratterizzato l’intera regular season. La semifinale di andata a Castellammare di Stabia per De Luca è quasi tragica: prestazione in generale deludente (come per tutti i compagni, salvo rare eccezioni) e rigore gettato al vento sul 2-0 che avrebbe riaperto presto i giochi per un finale scoppiettante. Prova che gli costa la panchina per il ritorno (non entrerà nemmeno, avendo la Cremo sistemato le cose per la qualificazione con largo anticipo). Per l’ex Sampdoria mezz’ora nella finale di andata allo Zini, poi la magica notte del Picco: tornato titolare per ovvie esigenze di una prima punta di ruolo, sigla 2 gol di importanza capitale. Diventa il man of the match, per la Lega B, di tutti gli spareggi, ma anche il personaggio del momento per la frase: «Ho visto una nuvola in cielo a forma di cigno dopo Castellammare, sapevo che avrei potuto essere decisivo».

Dalle critiche all’ovazione finale: De Luca si merita tutto questo. Era anche alla prima esperienza in Serie B con una squadra di vertice. Debutterà anche in Serie A? Lui ci spera molto, ma dipenderà da moltissimi fattori. Intanto, godiamoci la promozione!

Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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