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Arini a CGR: «Mi era stato promesso il rinnovo, e invece…»
Arini a CGR: «Mi era stato promesso il rinnovo, e invece…»

L’ormai ex centrocampista della Cremonese Mariano Arini è tornato sulla sua separazione dai grigiorossi: «A gennaio ero incedibile, oggi non rientro nei piani tecnici»

La stagione della Cremo è terminata da poco più di un mese e il calciomercato deve ancora entrare nel vivo. A fare rumore in queste settimane non sono stati gli acquisti, ma i mancati rinnovi. In primis quello di Mariano Arini: centrocampista di gamba ed energia, titolare fisso nelle tre stagioni in grigiorosso (un po’ meno nel post-lockdown). Abbiamo contattato telefonicamente Arini che ci ha raccontato come mai la sua avventura a Cremona non è proseguita.

PROMESSA NON MANTENUTA – Con grande disponibilità Arini ci ha raccontato come sono andate le cose: «Già a gennaio c’era stata una richiesta per me, nell’ultimo giorno di mercato una squadra di Serie B voleva acquistarmi e la società mi ha dichiarato incedibile. Per questo con il passare dei mesi mi sarei aspettato poi di rinnovare il contratto visto che a gennaio non mi avevano ceduto». Poi è arrivato il lockdown e qualche mese difficile, ma la dirigenza il 30 giungo ha fatto una promessa chiara ad Arini: «Chiaramente poi abbiamo passato tutti un periodo difficile, siamo arrivati al 30 giugno e io ho deciso di rimanere altri due mesi senza percepire lo stipendio, volevo aiutare la Cremonese a salvarsi. In quel momento i direttori mi hanno detto che al raggiungimento della salvezza ci saremmo poi trovati per rinnovare il contratto. Dopo 3-4 giorni dalla fine del campionato invece mi è stato comunicato (anzi, è stato detto al mio procuratore) che non rientravo nei piani tecnici dell’allenatore».

capitani luci arini cremo livorno

DELUSIONE ANCHE TRA I TIFOSI – Arini non è stato il solo a rimanere spiazzato dalla scelta della società, anche i tifosi si sono fatti delle domande sull’addio del “samurai”: «Ho visto i tifosi dispiaciuti per il mio mancato rinnovo, sinceramente non me l’aspettavo nemmeno io. Sia perché il 30 giugno i direttori mi avevano promesso che a salvezza raggiunta avremmo rinnovato, sia perché penso di poter dare ancora molto sul campo. Mi spiace perché a Cremona sono stato benissimo con la mia famiglia. Certo dal punto di vista sportivo c’è qualche rammarico perché avremmo potuto fare di più, purtroppo nel calcio non sempre si raggiungono gli obiettivi di inizio stagione. Il rammarico più grande è non essere riusciti a dare ai tifosi e al Cavaliere le soddisfazioni che meritano».

IL PRIMO ANNO, MALEDETTI INFORTUNI – Come mai la Cremo ha fatto così tanta fatica a imporsi, nonostante acquisti e obiettivi importanti? Arini non si sente di dare colpe specifiche alla società: «Il primo anno eravamo quarti al termine del girone d’andata, poi gli infortuni hanno condizionato il ritorno. Avessimo avuto Mokulu e Paulinho a pieno regime sicuramente avremmo concluso l’anno in maniera diversa. Non mi sento di dare alla società colpe specifiche, quando non raggiungi gli obiettivi le colpe sono di tutti, alla fine in campo ci vanno i giocatori».

arini cremo ascoli

IL SECONDO ANNO, LA CAVALCATA CON RASTELLI – La miglior Cremo degli ultimi tre campionati è coincisa con lo spostamento di Arini davanti alla difesa, a proteggere le incursioni delle mezzali Croce e Castrovilli. Come mai poi è tornato a fare la mezzala? «Nella mia carriera ho sempre alternato i ruoli, mezzala o davanti alla difesa. A Cremona come nelle altre piazze mi sono messo a disposizione degli allenatori. Nel girone di ritorno del secondo anno avevamo trovato un equilibrio di squadra e una compattezza importante come evidenziato dai dieci risultati utili consecutivi. Probabilmente è stato uno dei periodi più belli alla Cremo perché abbiamo fatto una scalata importante che ci ha portato a sfiorare i playoff». Arini conclude la sua avventura in grigiorosso con tanti buoni ricordi: «Porto via tanti ricordi positivi, qualche gol come contro Empoli, Verona e Foggia, ma anche lo stadio pieno contro il Brescia alla penultima l’anno scorso, mi hanno mandato un bellissimo video dall’esterno dello stadio».

Arini gol esultanza con Terranova e Strizzolo Cremo Palermo

IL TERZO ANNO E IL RAPPORTO CON BISOLI – Nel terzo anno di Cremo Arini è partito ancora titolare, come con tutti gli allenatori che si sono alternati sulla panchina grigiorossa. Con Bisoli però perde il posto in campo, il feeling non sboccia mai: «Ti dico la verità, questo mancato feeling con Bisoli ho fatto fatica pure io a capirlo. Io sono sempre lo stesso, prima o dopo il lockdown per me non è cambiato nulla. Ogni allenatore vede il calcio a modo suo ma io non ho nulla da rimproverarmi, il mio atteggiamento è sempre stato lo stesso a prescindere dall’allenatore. Ho fatto veramente fatica a capire perché giocassi poco. Con Bisoli non ne ho nemmeno parlato, io sono fatto un po’ così, preferisco non parlare con gli allenatori a maggior ragione quando magari non ti vedono nelle scelte iniziali. Con Tesser e Rastelli avevo ovviamente un rapporto diverso ma solo perché mi hanno allenato per più tempo, io ho sempre preferito concentrarmi sull’allenamento. A prescindere da questo però pensavo di meritarmi il rinnovo perché pur partendo fuori quando mi ha schierato penso di aver sempre dato il mio contributo, penso a Perugia o Castellammare. Per quello che ho dato in questi anni mi aspettavo di sedermi a trattare il nuovo contratto».

SAMURAI Arini

FUTURO? NON TROPPO LONTANO DA CREMONA – Quale sarà il futuro di Arini? Il centrocampista per ora non ha avuto proposte soddisfacenti: «Qualche chiamata c’è stata ma al momento niente di particolarmente interessante, solo qualche chiamata della Serie C, io vorrei restare in B». Fondamentale pure la logistica, Arini e la sua famiglia vorrebbero stabilirsi a Cremona: «Al di là dell’aspetto tecnico poi, dal punto di vista familiare ci sarebbe piaciuto restare a Cremona quindi la valutazione della squadra potrebbe anche essere fatta in base agli spostamenti. Poi ovviamente il calciomercato è imprevedibile, vedremo cosa succederà. Dopo tre anni ci eravamo stabiliti e stavamo bene a Cremona, anche da quel punto di vista il mancato rinnovo è stata una bella botta». Infine non può mancare un saluto e un ringraziamento ai tifosi, sempre vicini nonostante i periodi complicati: «Ringrazio i tifosi per il sostegno che ci hanno sempre dato, anche nei momenti difficili, e per la stima che mi hanno sempre dimostrato dentro e fuori dal campo. Spero che ci incontreremo nuovamente sul campo l’anno prossimo, e soprattutto che ci siano le condizioni per far tornare i tifosi allo stadio perché in questo periodo sono mancati tantissimo».


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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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