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Corini: «Il risultato inizia a contare di più. Vogliamo fare una grande gara»
Corini: «Il risultato inizia a contare di più. Vogliamo fare una grande gara»

Le parole di mister Corini alla vigilia di Cremonese-Pisa: «Il Pisa ha tutti i presupposti per essere protagonista fino alla fine»

La Cremonese, per ora, sembra aver trovato la continuità di risultati che è tanto mancata con la precedente guida tecnica: 7 punti nelle prime tre partite dopo il cambio in panchina. Ma il bello viene adesso. Infatti, domani, domenica 3 novembre, i grigiorossi scenderanno in campo allo Zini contro la capolista del campionato, il Pisa di Pippo Inzaghi. Inutile sottolineare l’importanza capitale dell’incontro. Alla vigilia, mister Corini ha parlato in conferenza stampa, ecco le sue parole al completo.

Dopo 7 punti in tre gare, domani si può dimostrare di ambire alla vetta. Quanto sarà importante non concedere ripartenze ad una squadra che fa di intensità e rapidità la sua forza?
«Il Pisa è una squadra forte e completa, lo dimostra questa inizio di campionato. Sono solidi, sanno giocare in contrattacco rapido, sono forti sulle palle inattive e hanno tante soluzioni dalla panchina. In più, Inzaghi è un allenatore importante, che ha già vinto la Serie B. Hanno tutti i presupposti per essere protagonisti. Siamo consci del valore dell’avversario e dell’importanza della partita. Abbiamo lavorato su questo, cercheremo di mettere in campo le nostre qualità».

Sarà una gara con un significato storico per la Cremo, ma allo stesso tempo c’è la possibilità di scrivere un nuovo capitolo nella storia di questo campionato…
«Sì, sarà una giornata importante, con i festeggiamenti per i 110 anni dei colori grigiorossi e i 105 dello Stadio Zini, a dimostrazione della forza di questa società e della passione della gente che la segue. Noi vogliamo costruire il futuro della squadra a partire da domani, in uno stadio molto bello e accogliente. C’è la voglia di fare una grande partita».

Nelle scorse gare abbiamo visto tanti calci d’angoli battuti corti. È una scelta o decidono i giocatori in campo?
«Contro il Modena era difficile andare a prenderci qualche vantaggio dentro l’area, per via del loro forte castello difensivo. Certo, abbiamo gestito male alcune punizioni a favore, ciò ha dato coraggio a loro quando stavamo conducendo noi la partita. Non siamo stati perfetti e questi piccoli particolari possono fare la differenza».

Vazquez, agendo in un ruolo più avanzato, sta incidendo maggiormente anche in zona gol. Questo cambiamento era uno pilastri che aveva in mente per la sua Cremo?
«Franco è un giocatore totale, può fare calcio in qualsiasi condizione e posizione. Pecchia, che avete avuto la fortuna di avere qua come allenatore, a Parma lo schierava veramente ovunque. Con una qualità tecnica così importante è naturale. Può essere un valore aggiunto in questo momento, vede e sente la porta, per questo l’ho voluto più vicino alla punta. Sta determinando, come abbiamo visto a Castellammare e a Modena».

Gli ultimi due pareggi del Pisa dimostrano come ormai tutte le squadre abbiamo raggiunto la forma fisica ideale e che il livello del campionato è molto alto…
«È il campionato dell’equilibrio, basta vedere l’ultima giornata. Ogni partita può darti un vantaggio, ma è sempre difficile consolidarlo. Il Pisa ha giocato contro un Frosinone in cerca di riscatto e che ha fatto una partita molto solida, oltre che contro il Catanzaro, reduce da un bel periodo di forma. Tutte le squadre hanno le proprie qualità, la prima fase di adattamento è superata, ora il risultato conterà sempre di più. Bisognerà tenere botta in ogni momento di difficoltà».

Per tutti è la terza partita in una settimana. Quanto conta scegliere i giocatori con maggiore condizione? In questo senso, domani vedremo Bonazzoli confermato?
«Quando l’attaccante segna, si conferma, è un principio non scritto del calcio. Sono contento che Federico stia bene, nonostante il piccolo problema al piede che persiste. La lettura sulla terza partita è la più importante, perché la seconda si gioca, di solito, sull’inerzia della prima. Farò delle valutazioni, ma tenendo ben presente il fattore dei cinque cambi. Ho ben presente la condizione di tutti i giocatori».

Johnsen a Modena è sembrato un po’ troppo vicino alla linea laterale nel primo tempo, nella ripresa invece ha fatto il suo lavoro: tagliare dentro e togliere riferimenti. Allo stesso tempo ha impedito a Sernicola di infilarsi. È stata una lettura passeggiera o cercata?
«Io credo che Dennis possa stare aperto in ampiezza, ma poi dobbiamo riempire lo spazio con un altro giocatore. A volte invece quando entra dentro con i tempi giusti ci dà l’occasione di prendere velocità e diventare più pericolosi. Di conseguenza molto meglio nel secondo tempo, mettendolo più vicino a Bonazzoli, anche grazie al centrocampo che ha alzato la qualità. Il primo tempo è stato di controllo fino all’ultimo terzo, dove loro riuscivano sempre a rallentare la nostra azione. Non abbiamo ottimizzato la fase offensiva, anche a causa della tante palle sporche. Loro ripartivano velocemente con Defrel e Caso, a cui bastava una mezza palla. In generale, secondo me abbiamo difeso bene in profondità. Abbiamo sofferto di più la loro grande fisicità sulle palle inattive».

Johnsen è, però, poco freddo davanti alla porta…
«Ci stiamo lavorando. Lui deve fare una scelta, perché quando arrivi lì e pensi a più cose non riesci a portarne a termine una. Sono già soddisfatto del fatto che abbiamo calciato in porta sull’episodio della traversa, perché significa che ha portato la scelta fino in fondo».

Dieci partite consecutive tra campionato e coppa senza porta inviolata. Cosa non sta funzionando in questo senso e su cosa bisogna migliorare?
«Bisogna vedere come prendi i gol e quanto concedi all’avversario. Noi privilegiamo un calcio offensivo, quindi è normale che dietro sia più difficile. Rimane un aspetto da migliorare, ma la squadra pensa sempre a fare gol. Capitano, poi, partite come a Modena dove l’avversario sfrutta una sua qualità su calcio d’angolo».

Cosa ci sarà in Pisa e Cremonese dell’Inzaghi calciatore e del Corini calciatore?
«Pippo si sta dimostrando un grande allenatore, tantissimo rispetto per lui. Da parte mia, porto la volontà di vedere una bella Cremonese. Tante cose si sono già viste, un’identità c’è già. Sappiamo di dover migliorare, ma bisognava portare risultati e l’abbiamo fatto. Solo lavorando consolideremo il percorso, domani me lo aspetto».

C’è solo Ceccherini indisponibile?
«Sì, per questa partita siamo tutti a posto. Federico sta già molto meglio, non so se ce la farà per il Mantova, ma è in via di guarigione».

Cosa ne pensa un allenatore esperto come lei del Var? Qualche episodio discutibile contro la Cremo a Modena…
«Io credo che sia uno strumento di miglioramento. Lo dimostrano le percentuali: ha abbassato il livello di errori. Certo, non è perfetto. Dietro c’è sempre un uomo che valuta, sarebbe bello capire di volta in volta cosa vede. A volta va bene, a volte no, a Modena mi sembra che ci sia andata male».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM

Michele Iondini

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