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Giacchetta: «La Serie A ha segnato un solco nella nostra storia»
Giacchetta: «La Serie A ha segnato un solco nella nostra storia»

Le parole del ds sportivo Simone Giacchetta dopo la chiusura del mercato invernale: «Sul mercato abbiamo voluto mantenere gli equilibri»

Nella mattinata di lunedì 5 febbraio il ds grigiorosso Simone Giacchetta, ha così commentato la sessione di mercato appena svolta dai grigiorossi: «Si è concluso il mercato, un commento era doveroso. Certe scelte sono state fatte perché il nostro è un campionato di ripresa dopo un avvio lento. E quindi le scelte sono state condizionate da questo, in uscita e in entrata. Bertolacci ci ha dato subito la possibilità di fare Falletti che si sposa con l’idea di calcio nostra. Con i portieri siamo stati un po’ sfortunati e abbiamo preso Livieri, Saro è stato bravo a Lecco e non è semplice dopo tanto tempo indietro nelle gerarchie. Dopo si è cercato di dare forza al reparto offensivo che non vive solo di centravanti ma anche di giocatori che giocano sotto la punta. Per Johnsen non è stata una trattativa semplice, e ringrazio la proprietà. In B ci sono proprietà straniere che hanno dopato il mercato, spendendo forse più che in A. L’avere una proprietà locale è importante magari per noi, ma al sistema calcio interessa chi investe e non da dove viene. Ma vuole continuare a dare forza a Cremona e alla Cremonese, e dobbiamo ringraziarla perché è un qualcosa del passato che regge al cambiamento dei tempi. Per quanto riguarda la difesa, abbiamo pensato a Marrone che ha conosciuto il mister a Crotone e Monza. Sa cosa è venuto a fare, ha un ruolo importante nel gruppo. Poi abbiamo fatto un investimento su un giovane di prospettiva come Dore che è un giocatore tipo un Collocolo».

È stato un mercato conservativo o incremento?
«Conservativo di certi equilibri, migliorando l’undici titolare. È un gruppo che sta bene insieme, sa soffrire e le ultime vittorie lo dimostrano. Abbiamo fatto inserimenti con giocatori il cui valore riconosciuto da tutti. Poi abbiamo avuto assenze importanti con Buonaiuto e Pickel. Quindi direi un mercato più mirato, funzionale. L’idea principale era di migliorare l’attacco».

Come mai quest’anno, a differenza dello scorso, si è deciso di cambiare allenatore prima?
«Dalle esperienze si impara qualcosa e la situazione poi è diversa. Eravamo una matricola e pensavamo ci mancasse poco, anche perché la squadra giocava. Si sperava che con una migliore compattezza del gruppo arrivassero anche i risultati. Adesso abbiamo una squadra di livello e non potevamo perdere tempo. Le migliori 4 o 5 di B possono giocare in A, e perdendo tempo avrebbe fatto credere a giocatori che hanno fatto la A, seppur per poco, che la B non fosse la loro categoria. Guarda Zurkowski, alla Spezia era tra i più criticati, va a Empoli e segna 4 gol in 2 partite. Ora siamo in linea con le aspettative».

Johnsen e Falletti sono giocatori che possono fare più ruoli. L’idea è quella un cambio modulo, magari anche a partita in corso?
«Sì, parte proprio da questo. L’idea del tecnico non è quella del 3-5-2 classico di una volta, ma molto più offensivo. Alla fine noi giochiamo con una punta sola e dietro altri giocatori che gli ruotano attorno, alla fine servono giocatori bravi nell’uno contro uno».

L’impressione è che la società sia diventata una meta più gradita rispetto al passato
«La Cremo è un piccolo grande club, con tradizione e storia e una grande tifoseria che ringrazio, perché spesso risulta il nostro dodicesimo uomo. Rispetto allo scorso anno, quando chiama la Cremonese stanno più attenti. Poi giocando così sono un po’ tutti invogliati a venire».

E a proposito dei tifosi, si sente di togliersi qualche sassolino dopo gli insulti di qualche mese fa?
«Non voglio togliermi nessun sassolino, sono in questo mondo da tanti anni. L’esperienza della Serie A è stata la prima volta per molti, speriamo di avere una seconda chance. Due anni fa eravamo una squadra diversa, con campionati sofferti alle spalle, quindi abbiamo pensato di lavorare con giovani di livello. In A situazioni differenti, e quell’esperienza ha rafforzato il gruppo per questo campionato. Abbiamo tracciato un solco con il passato».

Oltre ai giocatori arrivati, Stroppa è riuscito anche a recuperare parecchi giocatori come Ghiglione e Zanimacchia.
«Ma anche lo stesso Bianchetti, quello di adesso non è lo stesso di inizio stagione. Poi la categoria aiuta loro a dare il meglio, anche il tipo di gioco che nasconde qualche difetto».

Marrone è arrivato perché è sfumato Ferrari, che però è in scadenza col Sassuolo. Vi siete ripromessi di aggiornarvi in ottica estate?
«Lui sarebbe venuto, ci abbiamo provato fino alla fine, ma purtroppo non se ne è fatto niente. In futuro si vedrà, ora è del Sassuolo è non posso dire niente. L’importante è avere trovato un giocatore utile e funzionale. Infatti Ferrari è un regista difensivo come Marrone, che a sua volta non un marcatore come Antov».

La Primavera domina il campionato, che politica adotterete per il prossimo anno?
«Della Rovere era in panchina a Lecco perché sì eravamo in difficoltà, ma se lo è meritata. È attenzionato da grandi club, come anche altri nostri elementi. Sarebbe ora che la Cremonese invertisse la rotta sui giovani, ma la politica che ha cambiato la legge sul vincolo non aiuta perché ora i ragazzi ogni anno sono liberi. E questo demoralizza e scoraggia investimenti in strutture e tecnici per poi magari dare forza ad altre squadre. Questa riforma saccheggia e sono i club piccoli che ci rimettono. C’è un modo per evitare questo perché hanno messo la possibilità di configurarli come apprendistato, ma questo agli occhi delle famiglie è un declassamento. Già le generazioni sono cambiate, e questo è un altro problema per il calcio. Noi non seguiamo il denaro, ma dobbiamo offrire ai ragazzi un percorso. Sta alle famiglie capire quanto vale un figlio».

Tra Palermo, Como e Venezia di chi ha più paura?
«Secondo me le altre se la giocheranno, al di là del Parma che sembra lanciato. L’importante è che la Cremonese migliori e cresca perché ci aspetta un percorso difficile. Abbiamo sì la miglior difesa ma forse anche peggior attacco tra le top, dobbiamo lavorare. Da gennaio in poi è più difficile giocare con quelli sotto».

A Lecco abbiamo visto Stroppa sotto la curva…
«È una scena bella, a Lecco vittoria più dura e importante del campionato, è giusto che si sia preso un po’ la scena perché siamo tutti sullo stesso piano».

Valeri è stato lasciato partire gratis o la Cremo ha ricevuto un conguaglio dal Frosinone?
«Si è ritenuto opportuno dargli questa opportunità, tiferemo per lui indipendentemente dalle sue scelte che la società non ha condiviso».


Fonte: dal nostro inviato Nicolò Casali
Ogni replica necessita della corretta fonte CuoreGrigiorosso.com

Nicolò Casali

Redattore

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