A quattro anni di distanza dallo “sgarbo” all’Alessandria, Stanco regala la B proprio ai grigi. Un solo gol in sei mesi, ma pesantissimo
Nella stagione 2016-17 ha “purgato” l’Alessandria con la maglia della Cremonese, non in termini di gol realizzati ma per l’esito del campionato di Lega Pro: la rincorsa dei grigiorossi di Tesser è ancora nella mente di tutti i tifosi della Cremo, le due squadre sono arrivate con gli stessi punti alla fine della regular season, ma siamo stati promossi noi in Serie B per il vantaggio accumulato negli scontri diretti. Oggi, a quattro anni di distanza, Francesco Stanco guadagna un’altra promozione in B, ma proprio con l’Alessandria.
CON LA CREMO – Una storia curiosa, una di quelle che rendono il gioco del calcio ancora più passionale, sfavillante e… romantico. Stanco è stato uno dei protagonisti assoluti della Cremo di Tesser, da prima punta con al fianco uno fra Brighenti e Scappini: 7 i gol segnati, di cui 3 all’Arezzo indimenticabili (fra andata e ritorno). Ha fatto bene anche nella doppia sfida contro l’Alessandria, beffata proprio sul finale. Non è stato confermato nella stagione successiva, anche per via di un lungo infortunio, ma l’attaccante è rimasto nel cuore dei tifosi della Cremo per il raggiungimento dello storico traguardo.
DOPO LA CREMO – La carriera di Stanco, classe 1987, ha vissuto poi parentesi varie, quasi tutte con squadre di Serie C. Un anno e mezzo con la Sambenedettese, con cui ha totalizzato ben 15 reti in 48 presenze, mezza stagione alla FeralpiSalò senza successo, poi il ritorno per sei mesi in Serie B, al Cittadella, con cui segna 2 bellissimi gol, uno pre e uno post lockdown (era già stato granata nel 2015). Non confermato, nell’ultima stagione ha vissuto nuovamente due esperienze diverse: prima all’Imolese, poi – appunto – all’Alessandria. Se gli emiliani si sono salvati al playout per il rotto della cuffia, di tutt’altro genere i mesi con i grigi.
I SEI MESI “GRIGI” – Conosciamo le caratteristiche di Stanco: non un bomber vero e proprio, ma uomo-squadra, centroboa, in grado di appoggiare i palloni e metterli al servizio di chi gli gioca accanto. A volte però s’inventa anche la giocata che non ti aspetti, perché alcuni gol della sua carriera sono di ottima fattura. Il centravanti, 34 anni, è un grande aiuto a partire dalla panchina per una staffetta concordata con Corazza, Arrighini o Eusepi. Fino al termine della stagione segna un solo gol, ma di una pesantezza impressionante: semifinale di ritorno playoff contro l’AlbinoLeffe, firma il 2-2 al minuto 111. Il gol che spiana la strada ai grigi per la finalissima, avendo vinto 2-1 all’andata. Apoteosi, è già nella storia.
Gioca anche qualche minuto nella doppia sfida col Padova, ma il suo zampino lo aveva messo. Eccome. E l’Alessandria ne sarà grata per sempre, a prescindere da quale sarà il suo futuro. Stanco regala una gioia a chi l’aveva tolta solo pochi anni prima.
