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Audero: «Vorrei vedere un ambiente positivo attorno alla squadra. Io ci credo»
Audero: «Vorrei vedere un ambiente positivo attorno alla squadra. Io ci credo»

Audero dopo Cremonese-Bologna 1-2: «Primo tempo in cui eravamo sempre in ritardo, abbiamo tardato l’aggressione»

Al termine di Cremonese-Bologna 1-2, gara della trentunesima giornata di Serie A, ha parlato in conferenza stampa Emil Audero. Ecco le parole al completo rilasciate ai giornalisti presenti, tra cui CuoreGrigiorosso.com.

Come hai visto la Cremonese nel primo tempo? Il Bologna è stato nettamente superiore.
«Non è stato un bel primo tempo per noi, eravamo in ritardo su tutte le loro uscite, sul loro possesso palla. Abbiamo tardato l’aggressione, non siamo riusciti a controbattere il loro palleggio. Non abbiamo letto bene l’aspetto tattico, e forse c’è anche una componente fisica. Non so dare una risposta esatta a questa domanda, di certo nel secondo tempo abbiamo fatto bene, è stata una frazione di gara positiva, abbiamo provato a rimetterla in piedi. Giusto anche parlare di una reazione di squadra, forse avremmo avuto bisogno anche di un pizzico di fortuna in più».

La Cremo prende troppo spesso gol nei primi minuti. Il portiere, psicologicamente, come si sente in quei casi?
«Non è facile, noi cerchiamo sempre di prepararci al meglio. È da un po’ di partite che portiamo avanti un trend non positivo, è brutto e sembra quasi che serva aspettare uno schiaffo per poter reagire. A Parma avevamo disputato un’ottima partita, oggi abbiamo avuto l’impressione nel secondo tempo di poter riaprirla. Eravamo lì, abbiamo dato quello che dovevamo dare. Il Bologna è squadra da Europa League, avevamo di fronte un avversario di livello. Voglio essere ottimista, io ci credo, credo nel finale di stagione. Vorrei vedere un ambiente positivo attorno alla squadra, so che non è facile. La vittoria di Parma ha dato un po’ di ossigeno, noi cerchiamo sempre di dare il massimo».

Settimana prossima ci sarà una partita decisiva. Come ci si prepara, sapendo che è scontro diretto per salvarsi?
«Gara decisiva, importante, inutile quasi sottolinearlo. La classifica è talmente corta che, vincendo, tireremmo dentro anche loro. Anche se fosse, ne mancherebbero altre sei, di partite. Dobbiamo focalizzarci sul fatto che serve mantenere sempre alta l’asticella. Vorrei vedere sempre la squadra uscire a testa alta, come successo anche oggi, tra mille difficoltà. Dovremmo anche segnare qualche gol in più, se passi in vantaggio lo spirito resta sempre vivo; se sempre sei costretto a rincorrere, è difficile. La partita di Cagliari è importante, il tecnico è focalizzato sull’obiettivo. In positivo o negativo che sia, dice, la partita fatta va dimenticata: non hai tempo per pensarci, va solo analizzata per risolvere i problemi dalla settimana successiva».

Siete usciti tra i fischi al 45′.
«Non è piacevole uscire tra i fischi, capisco lo stato d’animo dei tifosi, ma sono convinto che tutti avrebbero esultato in caso di pareggio e caricato in vista del match successivo. Fischiare vuol dire non essere contenti, ma al tempo stesso serve portare grande energia. Nello spogliatoio ci siamo detti di dimenticare il primo tempo e di fare meglio nella ripresa. E non è un alibi, ma obiettivamente la gestione dei minuti finali ci penalizza un po’ troppo spesso. Ci sono tante decisioni arbitrali dubbie, i quattro di recupero mi sono sembrati pochi. Minimo cinque o sei, perché obiettivamente non si è giocato, alla fine. Non è quello che cambia tutto, ma una squadra che deve salvarsi butta dentro qualche pallone e ha due minuti in più, può succedere qualcosa».


Fonte: dai nostri inviati allo Stadio Zini Andrea Ferrari e Nicola Guarneri
Ogni replica, anche se parziale, necessita della corretta fonte CUOREGRIGIOROSSO.COM

Andrea Ferrari

Caporedattore, Content Manager e Social Media Manager

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