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Napoli, scrivendo la storia in punta di piedi
Napoli, scrivendo la storia in punta di piedi

Il Napoli, prossimo avversario della Cremonese, punta al quinto scudetto, ma mister Conte detta la linea: piedi per terra e lavorare

Con l’anno del centenario del Napoli alle porte, gli azzurri si preparano a lottare per il quinto scudetto. Prima del 4 maggio 2023, in novantasei anni di storia il club partenopeo aveva vinto solo due campionati, con Maradona nel 1986-87 e nel 1989-90. Da allora, due titoli in tre stagioni, inframezzati da un decimo posto. Se l’annata post-Spalletti aveva presto assunto contorni apocalittici, questa volta De Laurentiis non si è fatto cogliere impreparato, convincendo Conte a rimanere attraverso una campagna acquisti monumentale. Dopo qualche passo falso di troppo, dovuto in parte ai tempi di adattamento dei nuovi giocatori, gli azzurri ora sono in crescita grazie al nuovo assetto tattico, che ha valorizzato giocatori come Neres e Lang. Il tecnico salentino non perde l’occasione per smorzare l’entusiasmo della piazza, ma il gap con l’Inter è notevolmente diminuito. Per il Napoli, dopo anni di piazzamenti in zona Champions, potrebbe essere arrivato il momento del grande passo: da contendente occasionale ad habituè della lotta scudetto. Non diciamolo a voce troppo alta, però, perché mister Conte avrebbe da ridire.

IL MERCATO ESTIVO – Se c’è un neo nel calciomercato estivo dei partonopei, è il costo di alcune operazioni in entrata. Lucca, ad esempio, pagato 9 milioni (solo il prestito), più ulteriori 26 da versare ancora. L’ex Udinese è chiuso da Hojlund, arrivato in seguito all’infortunio di Lukaku e sempre più protagonista. Anche i 25 milioni spesi per Lang sembravano eccessivi, specie per un giocatore molto poco “contiano” nelle caratteristiche. E invece, il passaggio al 3-4-3 ha permesso all’esterno olandese di ritagliarsi il suo spazio. Stesso discorso di Elmas, che ha beneficiato delle tante assenze a centrocampo, in primis l’infortunio di De Bruyne, uomo copertina dell’estate azzurra. Oltre ai colpi già citati, sono arrivati anche Milinkovic-Savic, Gutierrez, Beukema e Marianucci. Le partenze più remunerative sono state quelle di Osimhen al Galatasaray (75 milioni) e di Raspadori all’Atletico (22 milioni).

MOMENTO – La squadra è fresca di vittoria in Supercoppa, nel doppio confronto con Milan e Bologna. L’ultimo turno di Serie A aveva visto i campioni d’Italia cadere per 1-0 a Udine, in una partita che gli azzurri avevano concluso senza tiri in porta. Nelle tre gare precedenti di campionato contro Juventus, Roma e Atalanta, il Napoli aveva ottenuto nove punti. La sensazione che lasciano questi alti e bassi è che la squadra sia in netta crescita, ma non ancora “oliata” a dovere. Il rischio di passaggi a vuoto non è ancora estinto definitamente per la truppa di Conte, che resta fortissima.

CHIAVE TATTICA – Fino all’infortunio di De Bruyne, il Napoli giocava con un 4-1-4-1 che presentava varie problematiche: una scarsa tenuta difensiva, le posizioni di De Bruyne e McTominay e la rinuncia agli uomini di fantasia della squadra. Paradossalmente, l’indisponibilità del fuoriclasse belga ha permesso di passare a un 3-4-3 più consono alle caratteristiche dei giocatori. Ancora una volta, Conte potrebbe aver azzeccato la mossa decisiva in corsa, in modo simile al passaggio alla difesa a tre che aveva aperto il suo ciclo a Torino. La Cremo ha dimostrato di saper giocare i big match a testa alta, i tifosi chiedono solo questo. Fare risultato contro i campioni in carica sarebbe l’ennesima conferma della bontà del lavoro di Nicola. I discorsi tattici lasciano il tempo che trovano, specie ora che la Cremonese ha assunto un’identità chiara, definitiva.

PROBABILE FORMAZIONE – Davanti a Milinkovic, favorito il terzetto RahmaniBuongiornoJuan Jesus (Beukema è acciaccato). Sugli esterni, Di Lorenzo e Spinazzola sono leggermente avanti su Politano. McTominay e Lobotka le certezze in mezzo al campo, con Anguissa indisponibile causa Coppa D’Africa, oltre al lungodegente De Bruyne. Il tridente che dovrebbe partire dal primo minuto è quello più utilizzato nelle ultime gare: LangHojlundNeres, ma l’olandese è insidiato da Elmas. Al netto di sorprese, panchina per Lukaku e Lucca.

Francesco Gamba

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