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Allo Zini centinaia di tifosi presenti per l’evento “Capitani Grigiorossi”
Allo Zini centinaia di tifosi presenti per l’evento “Capitani Grigiorossi”

Da Cesini a Ciofani, passando per Montorfano e Bertoni. I “Capitani Grigiorossi” hanno raccontato la Cremo allo Stadio Zini

In occasione dei 122 anni della Cremonese, il comitato “Amici della storia grigiorossa” ha organizzato per domenica 23 marzo allo Stadio Zini, nel settore Distinti Gianluca Vialli, l’evento “Capitani Grigiorossi”. L’incontro, moderato dal giornalista Gianni Balzarini, ha messo in luce alcune delle epoche più importanti della storia della Cremo, con un focus su cosa significhi indossare la fascia da capitano e com’è cambiato il concetto nel corso del tempo. Hanno rilasciato alcune dichiarazioni Mario Montorfano, Luciano Cesini, Filippo Citterio, Walter Viganò, Marco Nicoletti, Mauro Bertoni e Daniel Ciofani. Capitani in periodi storici differenti.

LE LEGGENDE – Il primo a prendere parola è stato Luciano Cesini, recordman di presenze con la Cremonese, che ha ricordato un’epoca molto lontana della storia grigiorossa. Ceso, rispetto a chi è stato coinvolto successivamente, ha cominciato il suo percorso in un momento non troppo positivo per il club (alcuni anni nei Dilettanti). Poi, però, le promozioni, il lavoro al fianco dei tecnici della prima squadra e i tanti anni alla guida della Primavera della Cremo. Ben 35 anni di grigiorosso per Mario Montorfano, che mai avrebbe creduto di disputare presenze anche in Serie A. Mario nel suo sermone ha citato i personaggi con cui ha avuto un grande rapporto, alcuni non ci sono più e sono scattati gli applausi dei tifosi, presenti in alcune centinaia sugli spalti.

GLI ANNI ’80 – Quindi hanno preso parola altri tre protagonisti della storia grigiorossa: Filippo Citterio, Walter Viganò e Marco Nicoletti. L’ex terzino, classe ’55, ha vissuto cinque stagioni con la Cremo: dal 1985 al 1990, con anche un campionato di Serie A vissuto da capitano. Viganò era una freccia in campo ed è sempre stato un mattatore: «Facile fare i capitani a Cremona, dove si parla solo di carisma… provate come me a indossare la fascia a Caserta, dove mi hanno anche tagliato i vestiti e bucato le gomme della macchina perché gli altri non erano d’accordo!» ha raccontato a Balzarini e a tutti i tifosi. Viganò ha vestito la maglia della Cremo dal 1982 al 1987. Quindi Marco Nicoletti che, da ex attaccante, viveva per il gol: «È pesante la situazione quando trascorrono varie settimane in cui non si va in gol – ha detto il classe ’59, che poi ha sviscerato un aneddoto -. Ho ancora a casa una foto dell’unica volta in cui fui capitano del Como e curiosamente ero contro la Cremonese». E ancora: «Sono legatissimo a Cremona, non avrei scelto di vivere e rimanere qui a fine carriera se non fosse così».

TEMPI RECENTI – Infine, due capitani più recenti: Mauro Bertoni e Daniel Ciofani. Anni importanti e complicati allo stesso tempo per Bertoni alla Cremo: nonostante il rischio fallimento, quel gruppo guidato da Giorgio Roselli riuscì nell’impresa della doppia promozione, dalla C2 alla B. Bertoni ha detto: «Pensate alla differenza tra noi e il Mantova: entrambe hanno fatto il doppio salto, solo che loro avevano una ricchissima proprietà. Noi siamo stati un grande gruppo». L’ex difensore era capitano e leader totale della squadra in cui Prisciandaro realizzava gol a grappoli. Daniel Ciofani lavora ancora oggi alla Cremo, che ha definito «papà, mentre Frosinone è stata la mamma». Quindi una nota sui calciatori di oggi: «Qualcosa è cambiato rispetto agli inizi, oggi i calciatori sono un po’ “egoisti”, sono “aziende personali”, mentre servirebbe più focus per il gruppo. Noi fino all’anno scorso ci tenevamo a giocare a carte insieme, invece che mettersi allo smartphone».

Il comitato ricorda l’appuntamento di domani, 24 marzo, in Piazza Sant’Angelo sotto la targa commemorativa per la lettura dello statuto e dei soci fondatori dell’U.S. Cremonese. Noi ricordiamo invece la speciale diretta delle 21 sul nostro profilo Facebook con tante sorprese!


Fonte: dal nostro inviato allo Stadio Zini Andrea Ferrari

Redazione

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