Il Parma finora ha raccolto solo un punto in tre partite. Contro la Cremonese la posta in palio per Cuesta è già alta
L’approdo di Carlos Cuesta sulla panchina del Parma ha suscitato molto clamore quest’estate. In primis, perché con i suoi ventinove anni è l’allenatore più giovane della storia in serie A. L’altro elemento che incuriosisce è il suo background, che comprende un quinquennio all’Arsenal come vice di Arteta, sua principale fonte di ispirazione. Nelle prime tre gare, il Parma ha raccolto un solo punto, nonostante alcune prestazioni incoraggianti. Periodo di rodaggio o preludio di un campionato più complicato del previsto?
I PRECEDENTI – L’ultimo incontro tra Cremonese e Parma si è verificato il 5 maggio 2024 al Tardini, con gli emiliani che quattro giorni prima, a Bari, avevano sigillato il titolo di Serie B. La partita finì 1-1, con la Cremo di Stroppa che si fece riprendere nel secondo tempo, nonostante il vantaggio di una rete e l’uomo in più. All’andata, il Parma aveva avuto la meglio (1-2). A fine stagione, i crociati di Pecchia conquistano la promozione con 76 punti, ritrovando la Serie A dopo due stagioni.
MERCATO DI INCOGNITE – Il calciomercato ha privato gli emiliani di alcuni top come Leoni, Bonny, Sohm e Man. Al loro posto sono arrivati prospetti interessanti dall’estero (Ndiaye, Troilo, Sorensen e Ordonez, più Oristanio dal Venezia e Benjamin Cremaschi dall’Inter Miami), il cui impatto in serie A è ancora un’incognita. L’acquisto più oneroso, Matija Frigan, si è rotto subito il crociato in allenamento, convincendo il Parma a virare su Patrick Cutrone.
CHIAVE TATTICA – La squadra di Cuesta mette in pratica un pressing molto offensivo, dato che sulla carta scoraggerebbe la costruzione dal basso da parte della Cremo. Il dato del possesso nelle prime tre gare vede i crociati sempre sotto il 50%, nonostante il suo allenatore provenga dalla scuola spagnola. Per il resto, il Parma può vantare una spina dorsale solida: tra i pali, Suzuki è una certezza; Del Prato e Circati sono le colonne della difesa; a centrocampo, Bernabè comanda il gioco come un direttore d’orchestra; e Pellegrino, nonostante le zero realizzazioni in campionato, è un centravanti vecchio stampo dal futuro assicurato. Si preannuncia una sfida ostica per i grigiorossi.
PROBABILI – Salgono le quotazioni di Troilo, con Del Prato che si alzerebbe a fare l’esterno. A completare il reparto difensivo ci sono Circati e Valenti. In mezzo al campo il ballottaggio è tra Sorensen e Keita, con Bernabè sicuro del posto. A sinistra c’è Valeri, ex di giornata. Nel reparto avanzato, Oristanio favorito su Ordonez per giocare dietro alla coppia Cutrone–Pellegrino. Se dovesse giocare l’argentino, si passerebbe a un 3-5-2 più puro.
