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Cremonese, con Stroppa potrebbe tornare la difesa a tre (e non solo)
Cremonese, con Stroppa potrebbe tornare la difesa a tre (e non solo)

Il ritorno di Giovanni Stroppa potrebbe riportare uno scossone in casa Cremonese, anche dal punto di vista tattico

La prima domanda che sorge spontanea dopo l’avvicendamento tra Corini e Stroppa è: con che vestito vedremo la nuova Cremonese? Da un mese a questa parte, il tecnico ex Brescia ha accontentato l’umore di gran parte della piazza che voleva una squadra schierata con la difesa a quattro, pronta a sprigionare l’incredibile batteria di esterni a disposizione dei grigiorossi. Cosa che prima, con il tecnico lodigiano, non succedeva: questi ultimi erano soliti essere schierati nelle più disparate zone in mezzo al campo, con risultati spesso nefasti e con il conseguente depauperamento del capitale. Non che con Corini Johnsen (per quel poco che c’è stato) e Vandeputte abbiano trovato nuova linfa, ma almeno il beneficio del dubbio su cosa avrebbero potuto fare, se schierati nella loro comfort zone (loro come tanti altri), non si pone.

NUOVI (VECCHI) PRINCIPI? – Dopo un tentativo antecedente l’esonero in cui la società ha provato a convincere Stroppa a passare al 4-3-1-2 (usato in uno spezzone contro il Bari, e che comunque poco si confà alle caratteristiche della rosa allestita), ora il “timore” – fra mille virgolette – è che si torni a vedere una formazione con braccetti che non sono braccetti, terzini destri schierati a sinistra, esterni offensivi nel ruolo di mezzala, la seconda punta che fa avanti e indietro per tutto il campo (nello specifico Vazquez, che da quando è stato avvicinato alla porta ha segnato alcuni gol decisivi) e il centravanti lasciato troppo solo. Oltretutto, al rientro dalla sosta, l’allenatore ex Monza avrà a disposizione soltanto quattro difensori centrali, vista la squalifica di Locho e la lungodegenza di Ceccherini. Che il mese di “pausa” gli abbia portato consiglio?

Nicolò Casali

Redattore

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