Qualche giocatore della Cremonese, con il modulo di Stroppa, si è trovato un po’ come un pesce fuor d’acqua. Rivalutazione o cessione?
Con la conferma sulla panchina della Cremonese per il tecnico Giovanni Stroppa, alcuni giocatori che con altri allenatori avrebbero potuto trovare nuova linfa dovranno essere necessariamente rivalutati.
I FLOP DI GENNAIO – Su tutti Dennis Johnsen, preso a gennaio perché poteva fare tutto, si è trovato a fare sì tutto ma con risultati abbastanza deludenti ovunque. Una volta esterno, altre volte mezzala d’inserimento, altre sottopunta, fino a finire poi in panchina nelle partite che contavano. Come era abbastanza facile intuire, al di fuori della sua comfort zone del 4-3-3 lagunare, fa fatica a trovare il suo nido. Un altro, arrivato anche lui in inverno e progressivamente sceso nelle gerarchie, è Cesar Falletti, comprato dalla Ternana per ovviare all’infortunio di Buonaiuto, salvo regredire nelle gerarchie poiché ci si è accorti che senza dei punti di riferimento davanti (a Terni giocava dietro a due attaccanti) stenta a trovare la posizione. E anche da mezza punta non si può dire che abbia brillato, dati anche i parecchi gol sbagliati a fronte di uno solo segnato (così come il norvegese).
REBUS A SINISTRA – Che piaccia o no, la stagione della Cremo è stata inevitabilmente condizionata anche dalla situazione legata a Valeri. Si pensava di tamponare (sperando che cambiasse idea sul rinnovo) con un Quagliata in rampa di lancio. Invece, il terzino siciliano ha faticato a consacrarsi, e la contemporanea presenza di cotanti esterni destri importanti, ma utilizzabili anche sulla corsia opposta, ha fatto che sì che si sperimentasse più del dovuto, trovando una manovra spesso “castrata” poiché i vari Sernicola, Zanimacchia e lo stesso ex Venezia tendono a rientrare sul piede forte e a far perdere tempi di gioco. Chiaro dunque che qualcuno (tenendo conto anche di Ghiglione), nella ricostruzione del puzzle che avrà luogo in sede di mercato, potrebbe essere considerato di troppo.
