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La storia di Leonardo: più di 200 km in bici per la Cremo e per la pace
La storia di Leonardo: più di 200 km in bici per la Cremo e per la pace

Da Monticelli a Ferrara in bici: il viaggio di Leonardo per sostenere la Cremo ma anche per lanciare un messaggio di pace e solidarietà

Oltre a Ciofani e Zanimacchia, che nella giornata di ieri a favore della Cremonese hanno steso 2-0 la Spal, abbiamo un terzo eroe. Si tratta di Leonardo Benedusi, accanito tifoso della Cremonese e residente a Monticelli d’Ongina, che ha deciso di seguire i ragazzi di mister Pecchia in trasferta a Ferrara in bicicletta, totalizzando più di 200 km. L’idea era unire la Cremonese al concetto più profondo di pace, tema sempre più attuale, unendo due regioni con culture e genti differenti tra di loro ma unite dal lento scorrere del Fiume Po. Una piccola grande impresa, quindi, che dimostra il fatto che attraverso la volontà si possono superare tutti gli ostacoli, sia da un punto di vista sportivo che da un punto di vista più mondiale.

IDEA – Abbiamo chiesto a Leonardo Benedusi, autore di questa impresa, da dove nasce questa idea: «Scendere il fiume Po mi ha sempre allettato, ma ora che c’è stata questa occasione della partita la cosa è diventata ancora più interessante. Sono due città divise, rivali, in regioni diverse, ma unite da un fiume che abbraccia tutta la pianura. L’obiettivo era cercare di unire due mondi separati, ma anche lanciare un segnale a tutta la comunità cremonese, perché è davvero giunto il momento di stringere i denti tutti insieme per arrivare verso un unico grande obiettivo». Ma non solo: «Il fatto poi di aver portato con me la bandiera della pace ha dato un ulteriore significato di avvicinamento tra genti e culture diverse tra di loro».

PERCORSO – Cremona-Ferrara è già lunga in macchina, figuriamoci in bicicletta… «Sì, abbastanza, è stata faticosa, vista anche l’intensità del vento che ha rallentato fortemente il mio cammino. Ci avrò impiegato all’incirca 11 ore. Essendo io di Monticelli, il percorso è partito dalla sponda destra del fiume Po, per poi proseguire attraverso i paesi di Villanova e Brescello. Ho fatto tappa a Ostiglia, distante 150 km, dove ho sostato la notte. Il giorno dopo sono ripartito per Ferrara, seguendo la sponda opposta del Po, direzione Stadio Paolo Mazza». Questa “mattata”, come definita da Leonardo stesso, l’ha fatta da solo, o meglio non propriamente solo. «Sì, l’ho fatta da solo, in piena solitudine. A dir la verità, però – continua Leonardo nel racconto -, non ero solo, perché ci sono i miei pensieri. Durante il lungo tragitto ho ascoltato il mio io, i rumori della natura, degli agricoltori, le sgraziate grida degli aironi, i versi dei gabbiani, il picchio che martella i salici…C’è un mondo da esplorare che si può apprezzare solamente seguendo solamente i ritmi lenti della natura, che con la frenesia di oggi si fa sempre più fatica ad apprezzare. È stata una esperienza fantastica, sicuramente da ripetere».

MESSAGGIO – Un’impresa non solamente eroica, ma ricca anche di valori e messaggi profondi: «L’idea di abbinare la Cremo al concetto di pace ha un filo comune. Sono due cose in cui crediamo e speriamo, una da un punto di vista più strettamente sportivo, l’altra da un punto di vista più spirituale. Bisogna essere costruttori di pace e lanciare messaggi di solidarietà. Ho cercato di fare qualcosa nel mio piccolo ma ognuno lo deve fare. È un’azione che può far riflettere. Durante il mio tragitto, inoltre, dalle parti di Luzzara, mi sono imbattuto con Don Giorgio, il parroco di Suzzara, rimasto fortemente colpito da questa mia azione e dalla bandiera della pace a mio seguito. La volontà va al di la di ogni ostacolo e con essa si possono ottenere tenere vittorie sia sportive che umane. La pace è sempre possibile, basta volerla. È necessario però un grandissimo impegno, come proprio quello i nostri ragazzi stanno mettendo in atto al massimo, facendoci vivere un sogno».

CREMO – Ne è valsa la pena? Assolutamente sì, dato il risultato della partita. «La squadra ha disputato una classica gara da prima in classifica e ha controllato una sfida sulla carta molto complicato – continua Leonardo –. I ragazzi di Pecchia sono stati bravi nel gestirla e infatti la Cremo non ha rischiato praticamente nulla. In questo momento della stagione più che la prestazione contano i punti e il mister è stato molto bravo nell’interpretare bene la partita». Leonardo però non era il solo: «Il tifo è stato fantastico. Nelle prossime gare si devono tenere alti questi numeri e avere sempre questo tipo di spirito».

IN BICI – Una delle tante biciclettate per assistere alle partite della Cremo in casa, ma la prima in trasferta. «Da Monticelli vengo spesso allo stadio in bici quando la Cremo gioca in casa. In trasferta devo ammettere che è stata la prima volta. È stata sicuramente un’esperienza molto interessante perché, come ripeto, mi ha offerto molto tempo e spazio per riflettere su tante cose. Durante il mio percorso ho deciso inoltre di non ascoltare neanche la musica, per ascoltare il mio interiore e osservare ciò che mi stava attorno». Tra all’incirca un mese si gioca a Crotone, che ne dite, si può fare? «Crotone è un po’ improbabile, ma la trasferta di Como, all’ultima giornata, può essere interessante. In direzione Ferrara il percorso è facilitato da una bellissima pista ciclabile che costeggia tutto il lungo Po, per Como devo ancora studiare invece il percorso migliore da fare».


Di Niccolò Poli

Redazione

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