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Baez: «Facile dire sì alla Cremo»
Baez: «Facile dire sì alla Cremo»

Il neo grigiorosso Jaime Baez si presenta in conferenza: «Sono qui per crescere, ho trovato un gruppo di qualità»

In casa Cremonese è tempo di presentazioni per l’ultimo colpo del mercato invernale grigiorosso: Jaime Baez. L’esterno classe 1995 si è presentato alla stampa questa mattina al Centro Arvedi, introdotto come sempre dal dg Ariedo Braida (che ha parlato anche del mercato grigiorosso): «Arriva da un paese piccolo, ma ricco di tanti calciatori. Abbiamo voluto questo ragazzo perché pensiamo possa ricoprire un ruolo dove eravamo sprovvisti. È arrivato con grande entusiasmo e ha detto subito di sì. L’entusiasmo nel calcio è contagioso, dobbiamo farci contagiare perché è fondamentale per vincere le partite».

CRESCITA – Baez si presenta e inizia raccontando di essere figlio d’arte. Suo padre Henrique ha vinto la Copa America con l’Uruguay nel 1987: «Sin da piccolo sono stato immerso nel mondo del calcio quindi ho grande voglia di crescere ancora». Nonostante sia qui da poco è già sceso in campo con il Cittadella e ha iniziato a conoscere i suoi nuovi compagni: «Già dall’inizio ho visto un grande gruppo unito e di qualità che vuole fare grandi cose ed è importante iniziare così». Arrivato giovanissimo in Italia, Cremona rappresenta una nuova tappa del suo percorso: «Sono arrivato nel 2015 a Firenze e non trovando spazio ho iniziato ad andare in prestito, ma è stato a Cosenza che ho preso più fiducia e hanno creduto più in me. Da lì ho iniziato a giocare e farmi vedere. Poi è arrivata la Cremonese, che è stata un grande passo in avanti»

OFFERTA – Il 25enne di Montevideo può riverlarsi un jolly utile per mister Pecchia: «Credo di poter aiutare la squadra, credo in me ed è ciò che voglio. Che giochi a destra o sinistra potrebbe dipendere dalla partita ma darò sempre il massimo». Quando ha ricevuto la proposta di Braida non è servito tanto tempo per accettare: «Non ho saputo niente finché non è arrivata la Cremonese e ho accettato subito, decidere è stato facile. Tutti sanno come si lavora qui e penso che sia facile rispondere subito». In Uruguay Baez era soprannominato Chinita: «Sì, perché mio padre era chiamato “la China” e quando iniziai a giocare in Uruguay i giornalisti mi diedero questo soprannome». A proposito di Uruguay, il sogno del classe ’95 è la chiamata in Nazionale maggiore: «È uno dei miei sogni più grandi, chiunque vorrebbe vestire quella maglia nel nostro Paese. I connazionali con cui mi sento di più? Con Cristoforo, ex Fiorentina, parlo spesso. Ho anche un buon rapporto con Simeone, Nandez e Pereiro, con cui ho giocato in Under 20».

ADDIO – Cosenza è stata l’isola felice di Baez, che infatti ci tiene a sottolineare quanto di buono fatto nei due anni e mezzo passati in Calabria: «Ho già parlato con compagni, presidente e tutto lo staff ringraziandoli tanto perché mi hanno dato uno spazio importante nella mia carriera e mi hanno fatto sentire importante, posso solo ringraziarli». Il numero di maglia che ha scelto è il 32: «Di quelli rimasti liberi era il mio preferito. Poi l’ho avuto a Cosenza, dove ho fatto bene». Per raggiungere la salvezza l’unica soluzione è questa: «Lavorare tanto e mostrare i risultati sul campo».


FONTE: dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli
Ogni replica, anche parziale, necessita della corretta fonte CuoreGrigiorosso.com

Lorenzo Coelli

Redattore e Social Media Manager

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