L’Atalanta, prossima avversaria della Cremonese, ha svoltato con il cambio in panchina. E arriva dal tris alla Juventus in Coppa
E alla fine, avevano ragione i tifosi. Quelli della Dea si intende, a essere scettici riguardo alla scelta di rimpiazzare Gasperini con Juric, lontano dalle sue versioni di Verona e Torino. Questa decisione era legata probabilmente a una questione di continuità tecnico-tattica, essendo Gasp il padre putativo del tecnico croato. Anche Palladino era un discepolo, ma forse meno integralista, più incline all’adattamento. Vittima anche di una narrazione non sempre rispettosa del suo valore come allenatore: a Firenze si respirava molto malcontento per l’atteggiamento troppo difensivo della squadra, nonostante il sesto posto raggiunto e i 65 punti in campionato (miglior risultato dal 2013/2014 per i viola) e la semifinale di Conference disputata. Dopo un buon inizio, Juric è parso perdere il controllo dei giocatori, mentre Palladino è stato superbo a riprendere subito il timone in mano. I punti persi a inizio campionato hanno compromesso la stagione ed è un peccato, perché la Dea ammirata negli ultimi tempi sembra tornata quella dei vecchi fasti. Magari diversa da quella del Gasp, ma squadra vera.
L’ANDATA – Allo Zini era terminata 1-1, con entrambi i gol realizzati a ridosso del fischio finale: al primo centro di Vardy era seguito il pareggio di Brescianini. Era l’ottava giornata, a due turni di distanza dall’unica sconfitta collezionata dalla Cremo a quel punto, contro l’Inter. Nonostante molti meriti per quel pareggio vadano riconosciuti a Silvestri, i grigiorossi avevano disputato un’ottima gara, specie nel primo tempo. Si notava una maggiore fiducia nel gioco, dovuta evidentemente al momento positivo vissuto. A un girone di distanza, il trend si è capovolto per entrambe le squadre.
CALCIOMERCATO – Nella sessione invernale appena conclusa, la Dea ha alleggerito la rosa. Nonostante il ricongiungimento con Palladino (suo allenatore a Monza), Maldini è partito in direzione Roma, sponda laziale. Anche Brescianini, complice il poco minutaggio, ha accettato il trasferimento a Firenze. L’operazione più importante in uscita, però, è la cessione di Lookman all’Atletico Madrid: dopo un anno e mezzo di richieste, il nigeriano è riuscito a lasciare Bergamo per 36 milioni più bonus. La sua prestazione in Coppa, impreziosita da un gol e un assist, ha già lasciato a bocca aperta i tifosi spagnoli. Il suo sostituto, Raspadori, ha fatto il percorso inverso, tornando in Italia dopo soli sei mesi. Anche per lui già una rete segnata, solo il tempo dirà quale squadra ci ha guadagnato.
CHIAVE TATTICA – Da Juric a Palladino, è cambiata soprattutto l’attitudine. Sotto l’allenatore croato, la squadra appariva fragile, contratta, ipersensibile alle avversità. A picchi di dominio del gioco alternava momenti di black-out totale, sia in termini offensivi che difensivi. Palladino ha riportato l’equilibrio, quello mentale prima di tutto. Ora l’Atalanta gioca più in verticale e quando c’è necessità, difende in blocco basso senza vergogna, come dimostrato in Coppa Italia contro la Juventus. Il modulo rimane il tradizionale 3-4-2-1 gasperiniano, ma nei primi match del tecnico campano è diventato spesso un 4-2-3-1, soluzione che potrebbe essere riproposta per mettere a suo agio il nuovo arrivato Raspadori.
PROBABILE FORMAZIONE – Davanti all’ex Carnesecchi, la Dea perde uno Scalvini in grande spolvero. Nel terzetto difensivo favoriti Kossonou, Djimsiti e Kolasinac, anche in base all’impegno di Coppa Italia. A centrocampo dovrebbero giocare Zappacosta e l’altro ex Bernasconi sugli esterni, con Ederson e Pasalic in mezzo. Davanti, Scamacca dovrebbe essere lasciato a riposo in favore di Krstovic, che vive un ottimo periodo. Anche Raspadori indiziato a iniziare dalla panchina, con Zalewski pronto a sostituirlo sulla trequarti. Dal primo minuto invece De Ketelaere, il più irrinunciabile del tridente per Palladino.
