Storia di una pazza, pazza e strapazza nottata grigiorossa
Sono le 22.30 di domenica 1° giugno 2025: io, dal mio seggiolino nel Settore Ospiti del Picco, ho ormai terminato le unghie da rosicchiare, sono arrivato praticamente sul vivo delle dita.
Passano pochi secondi e arriva il triplice fischio: gioia, lacrime, abbracci, spintoni, le urla a testimoniare l’impresa di essere tornati in Serie A. Un’occhiata rapida verso la tribuna stampa, per vedere se Andre e Guarne sono sopravvissuti, se stanno esultando come pazzi pure loro o se, magari con una botta di fortuna, sono riusciti ad imbucarsi in campo a festeggiare.
Quello che succede nelle cinque ore successive è quasi impossibile da descrivere: l’attesa del “liberi tutti” dallo stadio (un’oretta buona, volata tra cori e ultime birre prima che al bar del settore finiscano), il viaggio di ritorno, i clacson scaricati sulla Cisa appena dai finestrini sbuca una sciarpa grigiorossa. A Fornovo superiamo il pullman della squadra: manca ormai poco all’arrivo in Piazza Duomo. Dai telefoni scopriamo che Cremona è già nel delirio, all’arrivo in centro ne abbiamo la conferma.
Notte di canti, di colori (che ve li dico a fare), di fuochi d’artificio sparati a fianco del Torrazzo e della sua maestosa imponenza: una delle più belle piazze d’Italia (personalmente, la più bella per distacco) a far da cornice alla festa per la più bella squadra d’Italia.
Alle 5 torno a casa, ma dormire è impossibile e quindi… la mente inizia a vagare tra questi ultimi nove mesi grigiorossi. Il pensiero va a qualche partita in particolare, gioie e dolori di una stagione che finalmente si è chiusa come tutti desideravamo.
Penso all’amichevole con il Trento in ritiro a Pinzolo, quando era evidente che qualcosa da registrare in questa squadra ci fosse: un’ovvietà, essendo ancora calcio d’agosto.
Penso alla vittoria contro il Sassuolo – vista dal cellulare durante una cena in riva al mare – e alla sconfitta di Mantova, “non vista” a causa della nebbia nonostante fossi sui gradoni del Martelli.
Ripenso alla scampagnata al Druso di Bolzano, a una partita vinta con una netta superiorità sfatando un tabù che durava dalla doppietta del Priscia di oltre vent’anni fa.
Proseguendo rivedo nella mente quelle che per me sono due tra le vittorie più importanti del girone di ritorno, in cui la Cremo ha veramente dimostrato a chi aveva di fronte di essere di un altro spessore: il successo casalingo con il Catanzaro e il riscatto nel derby dello Zini con il Mantova.
Sorrido ripensando agli spezzini che – mamma mia quanto gli sta bene! – al termine del 2-3 di inizio maggio ci hanno mostrato la classifica dalla vetrata divisoria del settore ospiti del Picco (in quel momento, nonostante la sconfitta, erano ancora davanti a noi).
Infine penso “CHE L’ANNO PROSSIMO, GIOCO ALL’OLIMPICOOOOO” (in realtà appena prima di Natale: un bel regalo di compleanno insomma…) e finalmente sento le palpebre che iniziano a farsi pesanti.
BuonA notte Cremo, GRAZIE di (e da) tutto CUORE.
