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Cremonese, l’orgoglio non deve arrivare solo in svantaggio
Cremonese, l’orgoglio non deve arrivare solo in svantaggio

In tre delle ultime quattro partite la Cremonese si è trovata a dover rincorrere, perdendo punti pesanti contro Cittadella e Juve Stabia

Nelle ultime settimane spesso ci è capitato di esaltare la spirito di reazione e la voglia di rivalsa della Cremonese per le rimonte ottenute, anche da parte dello stesso Stroppa (come a Palermo o in casa contro il Cittadella), ma il rovescio della medaglia di queste montagne russe è il preoccupante trend che la squadra sta prendendo. Ovvero che, prima di riuscire a segnare il primo gol, almeno uno “schiaffone” lo deve prendere quasi sempre.

REGGIO UNICA ECCEZIONE – Da Palermo in poi, infatti, i grigiorossi è vero che non hanno mai perso, ma in tre volte su quattro sono andati sotto per primi. Al Barbera e allo Zini col Citta, lo svantaggio (poi recuperato in entrambe le circostanze) è stato addirittura doppio. A Reggio Emilia, contro la Reggiana, le danze le ha aperte De Luca, ma con la Juve Stabia ci si è trovati nuovamente a rincorrere dopo il gol delle Vespe a firma di Adorante. Non che di occasioni prima non ne vengano create (già contro i campani, il solo Azzi si è mangiato almeno un paio di gol), ma l’impressione è che se la squadra non deve rincorrere allora non arriva alla porta molto convintamente, non con la stessa fame. E sicuramente questo problema, più psicologico che tecnico, sarà un aspetto su cui lavorare in vista dei playoff.

Nicolò Casali

Redattore

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