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Zanimacchia: «Il nuovo ruolo è un possibile futuro per me»
Zanimacchia: «Il nuovo ruolo è un possibile futuro per me»

Queste le parole di Luca Zanimacchia nella conferenza stampa di stamattina al Centro Arvedi: «L’obiettivo è fare sempre meglio»

Luca Zanimacchia è forse uno dei segnali più evidenti della svolta avvenuta in casa Cremo dopo l’arrivo di mister Stroppa. Il rendimento del numero 98 è nettamente migliorato, con il nuovo ruolo di esterno a tutta fascia – a piede invertito – in cui sembrerebbe ormai trovarsi a proprio agio. Zanimacchia ha, dunque, risposto alle domande su questo e altri temi, davanti ai microfoni, nella conferenza stampa programmata per la mattina di oggi, mercoledì 29 novembre, al Centro Arvedi: «Voglio calarmi ancora di più nella nuova posizione e migliorare sempre più insieme alla squadra per vincere più partite possibili».

Rimanendo sul calcio, sei un uomo di destra o di sinistra?
«(ride, ndr) Mi metto dove vuole il mister, ma al momento mi sto comunque trovando molto bene a sinistra. Spero di continuare così, fare ancora meglio e vincere tante partite».

Quanto conta per un giocatore sentire la fiducia del mister, a maggior ragione con Stroppa che ti ha cambiato ruolo?
«Sicuramente conta tantissimo. È stato veramente importante sentirla anche nelle prime partite dove ho avuto un po’ di difficoltà. Per un giocatore aiuta tanto a fare bene e a volere sempre più da se stessi. La fiducia, anche in sé stessi, è una parte importante di questo sport».

Quali sono state le cose più difficili e quelle invece più naturali di questo nuovo ruolo?
«All’inizio mi sembrava tutto difficile, ma alla fine non è così distante dalla posizione che ricoprivo prima, dato che gioco molto alto in fase offensiva. L’unica cosa che cambia è dover tornare di più sulla linea difensiva. Mi sto trovando bene, proviamo tanto in allenamento e quindi ormai mi viene naturale in partita».

La scorsa stagione in Serie A, con un altro allenatore che giocava a tre dietro, hai mai pensato che fare il quinto sarebbe stato il meglio per te, piuttosto che stare sulla trequarti, dove invece hai faticato un po’?
«Sì, in realtà ci avevo pensato anch’io. Avere la linea dietro è stato il mio ruolo durante la mia carriera quindi ho pensato fosse meglio piuttosto che fare il trequartista. Ma anche del ruolo sulla trequarti mi porto via tanto, come ad esempio stare con l’uomo alle spalle. È così per ogni ruolo, ti aiuta poi in altre circostanze. Bisogna essere sempre a disposizione».

Hai detto in passato che uno dei tuoi idoli era El Shaarawy. È ancora così? Hai altri giocatori che ti ispirano?
«El Shaarawy calza a pennello, dato che anche lui sta facendo il quinto, però sì, mi piace ancora tanto. Al momento mi piace tanto anche Chiesa, per me uno degli esterni più forti d’Europa. Bisogna guardare a questi talenti per stare sempre al top».

In una squadra con tanti talenti tecnici, tu sei uno di corsa. Come ti trovi a correre anche per chi gioca un calcio relativamente più lento?
«Ognuno ha le sue caratteristiche, le squadre sono costruite per ovviare a queste differenze. Ho un ruolo più dinamico, devo ricoprire più campo, quindi fa comodo avere giocatori che ti danno la palla perfetta. Abbiamo tanta qualità, pensiamo a Massi (Coda, ndr), Franco (Vazquez, ndr), Buonaiuto. È una fortuna».

C’era una cena in sospesa da pagare a Sernicola in cambio di un assist. È già stata pagata?
«L’ha pagata il mister, speriamo di farne altre (ride, ndr)».

Ti sei posto un obiettivo personale per questa stagione? Se sì, quale?
«Calarmi sempre meglio nel ruolo, migliorare sempre più, perchè potrebbe essere anche un futuro per me. L’obiettivo di squadra è sempre quello di vincere più partite possibili».

Mi sembra di aver capito che sei o eri tifoso milanista. In questo senso è utile guardare partite di altre squadre per voi giocatori?
«Da appassionati, guardiamo un po’ di tutto. Ovviamente la Champions ha un livello talmente alto che non sempre si riesce ad apprendere».

L’amicizia con Sernicola, troncata a metà dell’anno scorso, è ripresa. Siete due giocatori importanti, che hanno trascinato la Cremo in A. Vi sentite di categoria superiore?
«Parlando per me, se sono qui è perché mi merito la Serie B. Leo ha dimostrato già di essere da A, anche se poi non ha fatto il salto. Se ci torneremo ci penseremo, ora siamo calati nella realtà in cui ci troviamo».

In parte ti sentivi già aperto a questa nuova posizione? Vedi qualche sviluppo ulteriore? Quali corde ha toccato il mister in questo senso?
«Il mister adottava questo modulo, e io nella mia testa sapevo di poterci stare in questo ruolo. Ho la qualità della corsa e secondo me sono adatto. Potrebbe essere il mio futuro e quindi cerco di applicarmi il più possibile».

Se c’è stato, quanto è stato forte il richiamo di Pecchia al Parma in estate?
«Col mister c’è un bel rapporto, ma tutte le squadre vogliono i giocatori bravi. La Cremonese mi ha voluto fortemente e sono molto contento di essere rimasto, come lo ero due anni fa».

Una curiosità. Giocate a Fifa tra compagni? Ti usi spesso?
«A dire il vero sono due anni che non lo compro. Fa piacere anche sono essere presenti, le valutazioni del gioco sono un più».

Arrivate da un periodo molto positivo, come vedi la prossima partita contro il Pisa?
«In Serie B c’è sempre l’incognita, sono tutte partite difficili. Stiamo lavorando per il Pisa, sappiamo che è una squadra forte e con giocatori importanti. Dovremo dare ancora di più rispetto alle ultime partite e ce la metteremo tutta».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Michele Iondini
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Michele Iondini

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