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Zaccagno: «Qui per dimostrare che valgo la categoria»
Zaccagno: «Qui per dimostrare che valgo la categoria»

Il nuovo portiere grigiorosso Zaccagno si presenta: «Pronto a ripagare la fiducia della società. Faccio della reattività il mio punto forte»

Il giorno dopo il passaggio del turno in Coppa Italia, presso il Centro Sportivo Giovanni Arvedi è stato presentato alla stampa il penultimo acquisto di quest’estate grigiorossa: si tratta di Andrea Zaccagno, portiere classe ’97 arrivato alla Cremonese a titolo definitivo dal Torino. La conferenza è iniziata con le parole del ds grigiorosso Nereo Bonato, che ha introdotto il 23enne veneto: «Andrea completa la nostra batteria di portieri. Ho seguito tutto il suo percorso a livello giovanile, ha fatto molto bene anche in Nazionale e secondo me considerato quanto ha fatto meritava uno sviluppo di carriera diverso. Siamo convinti che abbia qualità, ma deve metterle in campo: arriva a titolo definitivo con un’opzione che speriamo di far valere nel corso della stagione sportiva».

CARRIERA – Zaccagno inizia raccontando dei traguardi che più hanno segnato la sua breve carriera, come la vittoria del campionato con il Torino Primavera«Quell’anno lì è stato emozionante perché arrivavo dal fallimento del Padova e mi sono trovato in una realtà giovanile importante come Torino, guadagnandomi il posto per poi vincere campionato e Supercoppa Ho giocato anche la Youth League, che è molto simile alla Champions dei grandi. Mi sono tolto tante soddisfazioni». Il classe ’97 ha anche vissuto da protagonista il terzo posto dell’Italia al mondiale under 20 del 2017: «È stata l’esperienza più bella e formante in assoluto, credo che sia la competizione che più si avvicini al mondo del professionismo, vieni trattato come un giocatore della Nazionale maggiore.Ho avuto la fortuna di fare davvero bene anche lì».

 

GRUPPO – Il portiere veneto ha poi raccontato del suo trasferimento: «Ho scelto Cremona perché ho percepito subito un forte interesse da parte del direttore Bonato e della società, quando ho ricevuto la chiamata non ho esitato un attimo. Conosco l’importanza della Cremonese e so che ha sempre ambito a palcoscenici importanti. Sono arrivato da poco, ma ho notato subito un gruppo che ha delle grandi potenzialità. Domenica non ci siamo espressi benissimo ma la vittoria di ieri ci permette di arrivare col morale alto a Pisa». Zaccagno si è ritrovato compagno di Alfonso e Volpe, che già conosceva: «Alfonso l’ho sempre seguito, sia a Cittadella che a Brescia, mentre Jack lo conoscevo perché abbiamo giocato contro in Primavera (Volpe giocava nella Juve, ndr). Da loro posso imparare molto».

RIPRESA – La stagione 2019-20 doveva essere quella della sua consacrazione, ma una lesione al cercine glenoideo (anello fibro-cartilagineo fissato attorno al margine della cavità glenoidea della scapola), lo ha tenuto fermo fino a gennaio, quando è ripartito dalla Virtus Entella senza però scendere in campo: «Purtroppo l’anno scorso è stato particolare, in ritiro mi sono infortunato e questo mi ha condizionato. Ho fatto un errore anticipando i tempi di guarigione e anche a Chiavari ho avuto delle ripercussioni e non sono riuscito a rientrare in forma. Con il lockdown ho potuto lavorare, ora fortunatamente sono guarito e sto bene. Sono pronto a mettermi a disposizione per ripagare la fiducia della società, credo che questo possa essere l’anno giusto per rilanciarmi a livello fisico, tecnico e mentale». 

VALORE – Zaccagno analizza con estrema lucidità l’anno che lo aspetta: «Sarà una stagione importante, sono d’accordo col direttore quando dice che ho raccolto meno di quanto avrei dovuto, anche se i motivi sono tanti e lasciano il tempo che trovano. Ho bisogno di lavorare e dimostrare sul campo che valgo la categoria, e posso farlo solo impegnandomi quotidianamente e facendomi trovare pronto quando c’è bisogno, che sia come rinforzo o altro». Il classe ’97 si è poi descritto: «Non sono un portiere strutturato, quindi faccio della reattività il mio punto principale. Con i piedi me la cavo e mi piace partecipare nell’azione sotto tutti gli aspetti, non disdegno nemmeno le uscite». La sua carriera però è iniziata fuori dai pali: «Da piccolo provi un po’ tutti i ruoli, e io ero un difensore abbastanza falloso che prendeva sempre il pallone di mano (ride, ndr). Il portiere non ne poteva più di parare rigori, così hanno messo me tra i pali: io stavo bene lì e non mi sono più spostato».

STUDI – Oltre alla carriera da calciatore, Zaccagno sta proseguendo quella da studente: «Sono iscritto all’università e studio economia, dai miei genitori ho sempre avuto la spinta per fare entrambi i percorsi, sia quello formativo che quello calcistico. Credo che siano due cose che devono andare di pari passo, perché avere un bagaglio importante a fine carriera per un calciatore può permettergli di cimentarsi in altro».


Fonte: dal nostro inviato al Centro Arvedi Lorenzo Coelli
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Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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