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That’s all folks?
That’s all folks?

Veramente. È tutto qui, gente?

A mente tiepida, è l’unica cosa che mi viene in mente. Al di là di tutte le considerazioni tecnico-fisico-meteo-idro-tattiche del post partita. Non possiamo fare meglio di così?

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Non ci credo. O meglio, non ci voglio credere. Non voglio credere che una squadra come la Cremo non abbia niente di meglio da offrire della scialba prestazione di Lecce. I giallorossi non sono altro che una Cremo 2017/2018 2.0, con la differenza che probabilmente non dureranno solo un girone ma daranno continuità alle loro prestazioni conquistandosi un meritato posto nei playoff. Sono una buona squadra, con un’ottima spina dorsale, che vola sulle ali dell’entusiasmo del ritorno in cadetteria. Entusiasmo che la Cremo – società, giocatori e sì, anche tifosi – ha perso troppo presto.

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Un tempo non basta. Non ci si può accontentare di quarantacinque minuti a discreti livelli. Soprattutto perché le occasioni non arrivano. Le catene esterne al momento sono tra le poche cose da salvare: Arini e Mogos hanno creato qualcosa nel primo tempo, Migliore ha spinto con continuità sulla sinistra nonostante Croce non sia stato un buon interlocutore. Anche Castrovilli ha mostrato qualche buono spunto, alternato a lunghe e ingiustificabili pause. Le note positive finiscono qui. Le assenze di Paulinho e Montalto non possono essere una scusante, perché non è un giocatore a cambiare una squadra. Il loro rientro sicuramente aiuterà i grigiorossi ad aumentare la potenza di fuoco, ma non aspettiamoci gol a grappoli se non si riesce nemmeno a tirare in porta.

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Attaccanti confusi. Rastelli ha dato grande libertà al tridente d’attacco: Castrovilli, Carretta e Brighenti erano liberi di muoversi a cercare spazi, nonostante partissero alla “Tesser maniera”, con Castro trequartista dietro gli altri due. Se talvolta la scelta di liberare il talento può funzionare, contro il Lecce questa libertà si è trasformata in anarchia: Carretta e Castrovilli hanno dialogato pochissimo, mentre Brighenti ha fatto un gran lavoro di pressing arrivando poi spompato al momento di concludere.

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Greco incomprensibile. Il centrocampista è stato ancora un volta tra i peggiori. Al di là della deviazione – sfortunata – sul gol di La Mantia, Greco non ha convinto in nessuna fase di gioco, né in fase di possesso né in fase di non possesso. Ormai sappiamo che l’agonismo non è il suo forte. Il buon Leandro dovrebbe sopperire con la tecnica e soprattutto con l’esperienza. Ogni partita è diversa, ogni situazione va letta: perché non si è mai preso la responsabilità di lanciare il veloce Carretta negli spazi, sfruttando le lacune difensive del Lecce?

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Condizione out. Nel secondo tempo la Cremo è sparita dal campo. Un deficit fisico preoccupante, considerando che i grigiorossi si sono allenati per due settimane con il solo obiettivo di questa partita. Il campo reso pesante dalla pioggia caduta nelle ore prima della partita ha acuito una differenza atletica che nel secondo tempo è stata imbarazzante: Falco sembrava un folletto in mezzo ai lenti giganti grigiorossi.

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Trenino e poco altro. Per assurdo, la mano di Rastelli sembrava più evidente contro il Livorno – con pochi giorni di allenamenti con la squadra – che non contro il Lecce. Nella trasferta pugliese il mister ha rispolverato il tesseriano 4-3-1-2. In certi momenti è sembrato di tornare all’anno scorso, con una costruzione dell’azione legata alle catene laterali, l’unica cosa a funzionare. La mano del mister si è vista solo nei due corner che la Cremo ha racimolato: due trenini fermati ancora prima di arrivare in stazione, visto che gli angoli sono stati battuti alla solita altezza d’uomo. Troppo poco per dare una svolta alla stagione.

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Ritrovare entusiasmo. Se la Cremo deve imparare qualcosa da questa trasferta è l’atteggiamento del Lecce. Una piazza calda e storica che dopo anni di Lega Pro è finalmente tornata in cadetteria con il suo splendido pubblico, pronto a cantare e incitare dopo un primo tempo sottotono. Ricominciamo allora dagli eroici tifosi grigiorossi che si sono presi un lunedì di ferie per andare in Puglia a sostenere la squadra, ricordiamoci l’inferno della Lega Pro, non diamo nulla per scontato e torniamo a tifare questa splendida squadra, torniamo a riempire lo Zini. Solo ritrovando entusiasmo ritroveremo la nostra Cremo.

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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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