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Silvestri: «Anche a 34 anni posso dare tanto e posso giocare in A»
Silvestri: «Anche a 34 anni posso dare tanto e posso giocare in A»

Buon debutto per Silvestri in Como-Cremonese: «Lavoro ogni giorno al massimo come se dovessi sempre giocare io»

Al termine di Como-Cremonese 1-1 ha parlato il portiere grigiorosso Marco Silvestri, chiamato improvvisamente al debutto tra i pali per il problema fisico occorso ad Audero nel riscaldamento del Sinigaglia. Ecco quanto raccontato a Dazn e in conferenza stampa.

Quando hai saputo che dovevi giocare e come si entra subito in mentalità?
«Non immaginavo. Sapevo che Emil aveva un problemino, ma si è acutizzato a metà riscaldamento. Ero tranquillo, ormai ho una certa età. Quello che conta è il lavoro quotidiano, l’unico modo per farsi trovare pronto. Non c’è un interruttore che accende e spegne, devi stare sempre acceso».

Cosa ti ha sorpreso di più di Nicola?
«Già l’anno scorso ero stato vicino al Cagliari, ci siamo trovati finalmente questa stagione. Mi piace molto il suo modo di lavorare, ha un grande staff e sa entrare nella testa dei giocatori. Prepara benissimo le partite».

Come si vive sapendo che il titolare è il compagno?
«Quest’estate ho fatto tanta fatica a trovare squadra, tanti pensavano non stessi bene. Io affronto tutte le settimane come se dovessi giocare. Se poi tocca ad Emil, tocca a lui. Cerco di farmi trovare pronto e ho un ottimo rapporto con lui e Nava. Ci troviamo inoltre molto bene con il nostro preparatore Squizzi».

Che punto è quello di oggi?
«Punto importantissimo contro una squadra fortissima, che gioca bene a calcio. Non era per niente facile. Portiamo a casa questo punto con la consapevolezza che dobbiamo essere questo tipo di squadra, che lotta, che aiuta il compagno, che dà tutto». 

Come stai?
«Per la partita, sono contento del debutto, mi sentivo tranquillo e sereno. Ha aiutato a fare una prova di buon livello secondo me. A Cremona mi trovo benissimo, in estate non trovato inizialmente una soluzione, tutti pensavano avessi problemi o che non stessi bene, invece mister Nicola e Squizzi mi hanno voluto e sono molto contento di aver firmato. Hanno creduto in me, ho 34 anni, non così tanti, e posso fare ancora molto. Mi godo ogni singolo allenamento, affronto le settimane come se dovessi giocare sempre io».

C’è stata anche un po’ di emozione oggi, anche se hai grande esperienza?
«Quello sicuro, più che emozione è l’adrenalina di andare in campo. Avevo voglia di farmi vedere davanti a chi quest’estate mi ha sbattuto la porta in faccia. Invece posso ancora giocare in Serie A».

Nicola ha detto che la Cremonese è stata brava a cambiarsi d’abito. Cos’è cambiato rispetto agli altri pareggi?
«Sapevamo di affrontare una squadra a cui piace tanto l’uno contro uno, con tanti giocatori di qualità. Nicola ha voluto cambiare un attimo l’assetto tattico, se poi lavoriamo come lavoriamo noi ogni giorno, diventa tutto più semplice. Abbiamo seguito il mister, il punto è molto importante».

Quinto risultato utile di fila.
«Aiuta a crescere, aiuta la consapevolezza del fatto che non sarà semplice batterci. Chi ci batterà, e prima o poi succederà, dovrà fare molta fatica. L’imbattibilità poi non conta tantissimo a livello mentale, se anche avessi perso 1-0 non sarebbe cambiato così tanto a livello mentale».

Ci racconti il gol subito?
«Jesus Rodriguez ha messo dentro una bella palla, poi Nico Paz ha calciato molto bene secondo me. Non ho però ancora rivisto l’azione».

Baschirotto dà sicurezza a tutti.
«La linea difensiva lavora bene, è difficile da scomporre. Aiuta anche il portiere ad avere più semplici certe situazioni da leggere. Baschirotto è molto serio, lavora molto… ma sono contento di tutti. Sono contento poi per Faye, Folino… tutti saranno pronti quando chiamati in causa».

Redazione

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