fbpx
Rastelli-Cremonese, un gioco mai sbocciato
Rastelli-Cremonese, un gioco mai sbocciato

L’avventura di Rastelli termina dopo 33 partite: la Cremo del tecnico napoletano non ha mai convinto fino in fondo sul piano del gioco

Non è durata nemmeno un anno l’esperienza di Massimo Rastelli sulla panchina della Cremonese. Arrivato lo scorso novembre al posto di Mandorlini, l’allenatore napoletano è stato esonerato dopo l’avvio di stagione sotto le aspettative con 10 punti nelle prime 7 giornate. Al di là della classifica, a non convincere a pieno è stata la gestione degli uomini e un gioco mai sbocciato, soprattutto nella metà campo avversaria.

INIZIO OK, POI IL DICEMBRE TERRIBILE – Eppure l’esordio di Rastelli è in linea con le aspettative: sette punti nelle prime quattro partite, con una sola sconfitta nella difficile trasferta di Lecce. Dopo il pareggio con il Cittadella però arrivano tre sconfitte consecutive con l’aggravante del derby perso. Il mister alterna diversi schemi, senza mai trovare quello giusto: prima il 4-3-2-1 di cagliaritana memoria, con due trequartisti pronti a ripartire dietro a una punta, poi il più classico 4-3-3. Con la panchina che traballa dopo neanche due mesi, nella decisiva sfida del 31 dicembre contro il Perugia schiera un inedito 4-4-2 con la coppia Piccolo-Carretta in avanti. La Cremo travolge gli umbri per 4-0 e Rastelli scaccia la crisi.

LA CAVALCATA A TRE – Dopo qualche risultato positivo arriva un’altra serie di tre sconfitte consecutive (Cosenza, Ascoli e Salernitana) nelle quali il tecnico alterna il 4-4-2 al 4-3-3 (in Campania è già un 3-5-2). Sono passati due mesi dal derby di Brescia e la panchina torna a scricchiolare. Contro il Benevento Rastelli sorprende tutti: grazie anche all’acquisto di Caracciolo (che aveva “giustiziato” Mandorlini pochi mesi prima) il tecnico napoletano passa alla difesa a tre e porta a casa tre punti fondamentali. È l’inizio di una grande cavalcata che porta la Cremo dallo spettro della retrocessione al sogno dei playoff. Grazie – soprattutto – a due mezzali dinamiche come Croce e Castrovilli i grigiorossi tornano a vincere in trasferta. Dopo quasi un anno mezzo di digiuno lontano dallo Zini espugnano Livorno per 1-3 grazie proprio alla doppietta di un redivivo Croce. La remuntada della Cremo si ferma all’ultima giornata, con la sconfitta di Perugia che relega i grigiorossi al decimo posto (diventato poi nono in seguito alla penalizzazione del Palermo).

MERCATO DA BIG – Nel frattempo la Cremo è cambiata anche a livello societario: il ds non è più Rinaudo (esonerato a fine febbraio) ma Bonato, che con la sua esperienza porta alla Cremo giocatori di spessore, funzionali al progetto tecnico pensato in sintonia con l’allenatore. Si puntellano difesa e centrocampo, gli investimenti pesanti arrivano nel settore avanzato: prima viene acquistato Palombi dalla Lazio, poi in agosto arrivano Ciofani e Ceravolo che completano un attacco atomico, senza ombra di dubbio uno dei migliori della categoria.

SENZA ALTERNATIVE – Con il nuovo anno Rastelli punta con decisione sul 3-5-2 che aveva portati tanti punti nel finale di stagione. L’inizio è altalenante dal punto di vista dei risultati e il gioco non sgorga mai fluido verso la metà campo avversaria. Gli alibi ci sono (Ciofani è in ritardo di condizione, Ceravolo è stato acquistato l’ultimo giorno di mercato, Piccolo non è mai disponibile) però il mister non trova alternative, insistendo su un modulo in cui non può più contare sull’atletismo di due giocatori sicuramente sottovalutati: i sopracitati Croce e Castrovilli. Le nuove mezzali non portano la stessa capacità di ribaltare l’azione che l’ex Empoli e – soprattutto – il giocatore della Fiorentina facevano sembrare semplice. Il recupero di Castagnetti davanti alla difesa inoltre porta Arini ad avanzare il suo raggio d’azione, aumentando la sostanza del centrocampo ma diminuendone la tecnica. Dall’altra parte si alternano Deli e Valzania, due buoni giocatori ai quali tuttavia manca il cambio di passo di Castro. La manovra della Cremo risulta pertanto sterile, le ripartenze sono troppo lente e quando le difese sono schierate non c’è nessuno che accende la luce (anche perché Piccolo è sempre out). Il risultato sono 6 gol fatti nelle prime 7 partite, terzo peggior attacco della categoria.

DIFESA KO – Un dato che poteva andare bene l’anno scorso, quando non si prendeva mai gol. Quest’anno invece – complice l’infortunio di Terranova – la difesa della Cremo fa acqua da tutte le parti. Nonostante l’infortunio dell’ex Frosinone e la ricca batteria di giocatori offensivi, oltre ai già citati problemi in mezzo al campo, Rastelli continua a schierare cinque difensori puri. L’apice lo raggiunge nell’ultima partita contro il Cittadella, quando nonostante l’aggiunta dell’infortunio di Claiton e l’assenza in rosa di un sostituto naturale adatta Caracciolo in mezzo alla difesa a tre, con pessimi risultati.

SENZA CARATTERE – I problemi del gioco non sono i solo ad accompagnare la Cremo. Rastelli non è riuscito a infondere alla sua squadra il carattere e la voglia di vincere, di fare risultato. In tutta la sua gestione i grigiorossi sono stati in grado di ribaltare il risultato (in campionato) in una sola occasione: nella trasferta di Carpi, contro una squadra mezza retrocessa e mezza fallita. Per il resto, quando la Cremo è andata sotto ha sempre perso, non raccogliendo nemmeno un pareggio dopo situazioni di svantaggio. Sintomo di un’anima fragile e di certezze che si sgretolano alla prima difficoltà. Il nuovo mister Baroni dovrà ripartire proprio da qui: i piedi buoni ci sono (basta schierarli), serve invece lavorare sulla testa e sulla tenuta mentale di una squadra costruita per arrivare – almeno – in zona playoff.

Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

Potrebbe interessarti anche:

Salerno contro

Salerno contro

Il futuro è nostro

Don’t worry B happy

Don’t worry B happy