Rastelli e il coraggio di rischiare
Rastelli e il coraggio di rischiare

Contro il Crotone Rastelli è andato controcorrente rispetto al recente passato, un buon segnale per il futuro

Il rischio ha pagato. In controtendenza rispetto al recente passato – identificato con la gestione Mandorlini e l’ultimo Tesser – contro il Crotone mister Rastelli ha rischiato il tutto per tutto: una scelta assolutamente non banale, che ha pagato con i tre punti.

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Kresic-time. Eppure la prima di Rastelli era iniziata con un segno di continuità. Ovvero, l’ingresso di Kresic negli ultimi minuti di Cremonese-Livorno per conservare l’esiguo vantaggio e chiudersi a riccio in un 5-3-2. Una sostituzione che aveva fatto storcere il naso a molti tifosi, infastiditi più dal cambio simil-Mandorlini che dalla sua efficacia. Il passaggio alla difesa a 5 era stato un must anche in certe partite di Tesser che a volte aveva pagato il suo difensivismo ben oltre i propri demeriti.

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Step by step. Chiaramente Rastelli non poteva cambiare tutto in una settimana. Nemmeno ora a dire il vero è riuscito a impiantare il suo gioco (ne parleremo tra qualche riga), quantomeno ha avuto il coraggio di cambiare a gara in corso. Va sottolineato che Rastelli ha operato un cambio offensivo non per recuperare uno svantaggio ma per cercare di vincere partendo da una situazione di pareggio.

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Qualità in campo. Nel secondo tempo Rastelli ha buttato tutte le sue armi nella mischia: Brighenti e Paulinho in attacco, Piccolo trequartista, Castrovilli e Boultam mezzali. Soprattutto, trovato il vantaggio, non si è coperto. Ha lasciato le due punte per tenere alta la squadra ed evitare che il Crotone potesse anche solo provare a recuperare campo per cercare il pareggio. Sintomatico che dall’altra parte Oddo abbia fatto il contrario: ha tolto Simy e Budimir per inserire Firenze e Stoian, preferendo la velocità del contropiede al fisico dei due attaccanti titolari. Una scelta che si è rivelata controproducente, perché senza i suoi arieti il Crotone si è fatto schiacciare nella propria metà campo.

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Senza sbocchi. Eppure non è tutto rose e fiori. Anzi. Nonostante tutto questo popò di roba in campo la Cremo ha faticato terribilmente a costruire azioni nitide. Solo la prodezza di Boultam, lesto a concludere su una respinta della difesa del Crotone, ha sbloccato una gara che sembrava avviata allo 0-0. Con il Crotone chiuso in difesa i grigiorossi hanno mostrato di avere poche idee – e molto confuse – su come scardinare il fortino calabrese. Migliore ha giocato un’ottima partita sulla sinistra, così come Mogos sulla destra, ma i due non hanno mai trovato i giusti scambi per andare sul fondo a crossare. Per le vie centrali non è andata meglio: Castrovilli e Piccolo hanno portato troppo palla e – soprattutto il primo – hanno spesso sbagliato l’ultimo passaggio. Giocate, va detto, spesso forzate perché il movimento senza palla dei compagni è stato altamente insufficiente.

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Trame offensive. Come dicevamo una settimana fa, non è possibile pensare che i rientri di Paulinho e Montalto risolvano i problemi offensivi di una squadra che fatica a concludere ancor prima che a segnare. Certo, con il loro rientro le cose miglioreranno prima che peggioreranno (semicit.). A questa squadra però, più che i giocatori, servono idee di gioco. Trame offensive studiate in allenamento che permettano di liberare giocatori al tiro, anche da fuori area. Tutte le conclusioni arrivate contro il Crotone sono state casuali e dettate da iniziative dei singoli, mai corali. Lo stesso gol è arrivato su una palla sporca, respinta dalla difesa. Le squadre di Rastelli hanno sempre segnato tanto, sfruttando lo smarcamento preventivo dei trequartisti per far ripartire l’azione velocemente, cose che a Cremona non si sono ancora viste. Nello sviluppo dell’azione i grigiorossi non fanno altro che cercare il compagno libero più vicino, senza trovare verticalizzazioni per i tagli dei giocatori offensivi.

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Fort Zini. Una cosa però Rastelli la sta già portando: la solidità nelle partite di casa. Due partite e 6 punti allo Zini, senza subire reti. Con il Cagliari il mister aveva costruito una tranquilla salvezza da neopromosso proprio tra le mura amiche, dove aveva conquistato 36 dei 47 punti finali. Piccoli segnali che comunque sono un buon indizio del fatto che la squadra stia piano piano assumendo la mentalità del mister. Attendiamo ora il gioco: quelle verticalizzazioni rapide che avevano permesso ai rossoblu di essere una delle squadre più divertenti del campionato, terminando con quasi 1,5 gol fatti di media a partita. Rastelli ha a disposizione tutto il materiale per fare divertire lo Zini: attendiamo fiduciosi.

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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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