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Rastelli a CGR: «Per la Cremo ho dato tutto. C’è rammarico»
Rastelli a CGR: «Per la Cremo ho dato tutto. C’è rammarico»

L’ex tecnico della Cremonese Massimo Rastelli a CuoreGrigiorosso: «Il mio esonero fu l’interruzione di un percorso. Rigiocherei la gara col Pisa»

A circa sei mesi di distanza dal suo addio a Cremona, la nostra redazione ha contattato in esclusiva l’ex tecnico della Cremonese Massimo Rastelli, che ha guidato i grigiorossi per 44 partite tra novembre 2018 e marzo 2020. Il mister napoletano, attualmente alla ricerca di un nuovo progetto dopo la scadenza del suo contratto con la società di Via Postumia, ha ripercorso la sua avventura all’ombra del Torrazzo tra l’entusiasmo della cavalcata del 2019 e il doppio esonero della scorsa stagione.


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I PRIMI MESI – Partiamo dal 5 novembre 2018, quando Rastelli diventa per la prima volta tecnico della Cremonese al posto dell’esonerato Mandorlini: «È stata una chiamata inaspettata, avevo avuto contatti con una squadra di Serie A che sembrava pronta a cambiare, ma i tempi si sono dilatati. Quando mi hanno contattato non ci ho pensato due volte, accettando la proposta della Cremonese. Ero convinto che potesse essere la società con cui mi sarei riconquistato la Serie A. Con Armenia, con cui avevo già lavorato (a Piacenza, ndr) e Rinaudo, direttore sportivo che seppur giovane ritengo preparato, ci fu subito grande sintonia. Era il momento giusto per tornare in B e  cercare di portare la Cremonese più in alto possibile». Entrare in corsa non è mai semplice, ma il mercato invernale può dare una mano: «Ho trovato grande disponibilità da parte dei ragazzi. Arrivammo alla sosta con risultati altalenanti, ma con la speranza che il mercato di gennaio potesse far arrivare quei rinforzi che tutti si auguravano. Purtroppo non fu così, anzi perdemmo anche un giocatore simbolo come Brighenti e questo porto a un inizio di girone di ritorno non positivo».

CAVALCATA – Il momento che ha definito il finale della scorsa stagione è stata la decisione di confermare Rastelli ed esonerare il ds: «Rinaudo ha pagato per tutti, la società è stata dalla mia parte e mi è stata data la possibilità di capire che vestito dare alla squadra: da lì il 3-5-2 e i 10 risultati utili consecutivi con cui abbiamo sfiorato i playoff». Nella squadra è scattato qualcosa: «Arrivano momenti in cui capisci che non puoi più sbagliare, e per quanto il mister possa motivare i ragazzi deve scattare qualcosa dentro di loro. Il rammarico non è tanto per la sconfitta di Perugia, quanto per lo 0-0 con il Brescia. Se fossimo andati ai playoff saremmo stati un osso duro per tutti, a volte avere solo la vittoria a disposizione è un vantaggio. Con l’Avellino non dovevamo fare calcoli e ho sfiorato la finale». 

LE DIFFICOLTÀ – Gli ultimi risultati portarono la società a confermare Rastelli per la stagione 2019-20: «Sono rimasto volentieri perché convinto che si potesse ripartire da quanto di buono fatto nei tre mesi precedenti». Ecco però i primi problemi: «La stagione non è partita come mi aspettavo, la campagna acquisti è partita a rilento, abbiamo perso tanti giocatori della stagione precedente. Mi aspettavo la conferma di Croce, che è il classico allenatore in campo e per lo spogliatoio era fondamentale. Siamo partiti in 16 contando tre portieri, tre Primavera e i partenti Soddimo e Montalto, con Carretta operato di appendicite. Ritengo Il ritiro  un momento fondamentale per noi allenatori, a maggior ragione considerato l’obiettivo della Cremonese, che era quello di andare in Serie A direttamente». Come spiegato anche da mister Dei, gli acquisti “tardivi” hanno complicato la creazione del gruppo: «Abbiamo fatto un ottimo precampionato perché lavoravo con un gruppo che già conoscevo più i giovani Deli, Palombi e Ravanelli,  che si sono subito inseriti. I problemi sono sopraggiunti quando ho dovuto inserire 7-8 nuovi elementi arrivati senza condizione negli ultimi giorni di mercato. A quel punto c’era una disomogeneità di condizione, per non parlare poi dell’infortunio di Terranova, preziosissimo per il nostro progetto tecnico».

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ERRORI ED ESONERO – «Sbandierare ai quattro venti l’obiettivo quando la squadra non era pronta (perché non lo era) è stato un errore: lavorando sottotraccia avremmo dato meno pressione a tutti e avremmo potuto fare un campionato diverso». L’ex Cagliari ha poi raccontato del suo primo esonero, che reputa l’errore che ha gravemente compromesso la stagione, arrivato dopo la sconfitta con il Cittadella: «Non penso che sia stata quella partita a condannarmi, infatti già le sconfitte con Entella e Pisa avevano creato malumore, quindi Cittadella è stato solo un “pretesto” per esonerarmi, perché venivamo da 7 punti in 7 giorni con Crotone, Trapani ed Ascoli – spiega Rastelli -. Dopo la sconfitta ci sono stati due giorni di silenzio assoluto, nessuno mi ha chiamato. Ho letto da alcuni siti che ero a rischio e quando ho contattato i direttori ho percepito aria di cambiamento. Credo che in casi del genere ci si debba prima confrontare direttamente con l’allenatore. Dopo ci sarebbe stata la sosta e si poteva lavorare sugli errori, ma soprattutto avere 15 giorni in più per migliorare la condizione generale del gruppo, ma non c’è stato verso di arrivare ad un confronto».

PAZIENZA – Rastelli prosegue: «Chi mi prende sa che ho fatto un certo tipo di percorso, ho vinto dei campionati, e se lo avesse fatto con attenzione mi avrebbe permesso di continuare a lavorare. Io ho sempre vinto da primo in classifica facendo un percorso di crescita che inizia in ritiro: le mie squadre hanno avuto un inizio diesel per poi prendere la vetta verso novembre-dicembre per non lasciarla più. Non ho avuto il tempo di amalgamare il gruppo, abbiamo affrontato tante difficoltà, eravamo in ritardo e le pressioni delle aspettative nei nostri confronti non ci hanno certamente aiutato». Se potesse tornare indietro, cambierebbe qualcosa? «Sì sicuramente ho commesso degli errori. La gara con il Pisa (4-1 il risultato finale, ndr) se potessi la rigiocherei. Pensavo che inserendo i nuovi acquisti potessimo avere qualcosa in più, invece è andata male e da lì in poi li ho dovuti un po’ centellinare. Con l’esonero è stato interrotto un percorso, che con un po’ più di pazienza ci avrebbe permesso di raggiungere i risultati prefissati: con la società e il Cavaliere ho sempre avuto ottimi rapporti così come con i calciatori, che poi mi hanno rivoluto a gennaio».

RITORNO – Dopo la parentesi di Baroni, l’8 gennaio 2020 Rastelli viene richiamato per raddrizzare la stagione: «Ho accettato di tornare perché trovavo un gruppo con una condizione fisica migliore, il mercato poteva darci una mano e c’era tutto un girone per raggiungere i playoff, il minimo di quanto ipotizzato a inizio anno. Ho trovato una squadra devastata psicologicamente, impaurita convinta che avrebbe faticato a vincere le partite. Come sempre succede in questi casi, arrivano anche gli episodi negativi: la partita di ritorno con il Pisa è la fotografia della stagione. Dopo un’ottima mezzora in cui sei sul 2-0 e sfiori il terzo gol, un errore ti porta all’intervallo sul 2-1. Nello spogliatoio vedevo i ragazzi con la testa rivolta verso il basso nonostante fossimo in vantaggio, e infatti 5 minuti dopo essere rientrati in campo eravamo già sotto 3-2. L’abbiamo recuperata, ma poi la sfortuna ci ha fatto perdere ad un secondo dalla fine». 

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NUOVO ADDIO – Il 3 marzo la Cremonese perde in casa con l’Empoli, e a soli 4 giorni dal nuovo turno di campionato Rastelli viene nuovamente sollevato dall’incarico«La mattina successiva ero già al campo col mio staff a preparare la gara di Frosinone – spiega il mister -. I direttori mi hanno chiamato in ufficio per comunicarmi che non era arrivata la scossa che ci si aspettava». Una stagione da “Se una cosa può andar male, lo farà”: «Gli episodi strani sono stati tanti: dopo il 5-0 al Trapani la squadra era viva e carica, poi si è vista annullare la partita di Ascoli a pochi minuti dal fischio d’inizio». Alla ripresa la Cremo è riuscita a raggiungere la salvezza, con le dovute novità: «Giocare le prime volte a porte chiuse non è stato facile, mentre successivamente credo si sia rivelato un vantaggio per la Cremonese perché sono venuti fuori i valori dei ragazzi senza la pressione del pubblico. Senza contare i  cambi: con la rosa grigiorossa si è trattato di un’ottima arma per il finale di campionato».

RAMMARICO – Mister Rastelli non nasconde il suo dispiacere nel non essere riuscito a portare la Cremonese dove voleva: «Il mio rammarico è che a Cremona ci sono tutte le condizioni per fare bene. Non mi capacito di quanto successo in passato, per la dedizione che ci abbiamo messo sia il mio staff che i ragazzi, sempre seri e disponibili. A volte si fa fatica a capire il perché di certe cose. Nonostante non sia andata bene me ne vado a testa alta, ho dato tutto me stesso lavorando 7 giorni su 7 e 24 ore su 24. Il nostro mestiere è fatto di risultati, e quando mancano siamo i primi a pagare. Troppa pressione? No, nel calcio italiano è così dappertutto, se si lavora in questo settore bisogna saperla gestire. A me piacciono e mi fanno dare il meglio di me». In altre piazze la continuità ha ripagato: «Quando sono stato esonerato lo Spezia era penultimo e il Frosinone ad un punto. Gli allenatori sono stati confermati e il loro progetto ha funzionato: con un po’ di pazienza avremmo potuto fare la stessa cosa. Il gruppo mi seguiva ed era con me, sarebbe stato più corretto confrontarsi invece di pensare che, cambiando, la squadra sarebbe volata».

SORRISO – Il tecnico partenopeo ha poi raccontato il suo punto di vista sulla questione del “sorriso” nel post partita di Spezia-Cremonese, che portò ad una conferenza del dg Armenia in sua difesa: «Quell’arbitraggio non mi piacque, quindi andai con fare serio dall’arbitro e gli dissi “Non ci hai fischiato neanche una punizione”. Qualche settimana prima però presi una multa con il Pisa, quindi per addolcire l’esclamazione sottolineai che stavo scherzando, sorridendo. Secondo te uno che non dorme la notte quando perde si mette a ridere dopo una sconfitta? La conferenza fu indetta perché intorno a me si era creato un clima pesante,  non sono mai stato accettato per il mio passato a Piacenza e ogni occasione era buona per mettermi in cattiva luce: io invece ho sempre creduto nel progetto grigiorosso, sono un professionista e vado dove richiedono le mie competenze».

FUTURO – Visto l’organico che sta costruendo la Cremonese, dove la vede Rastelli nella prossima Serie B? «Se farà tesoro di quanto successo l’anno scorso potrà sicuramente fare un campionato di vertice: viene da un finale di campionato esaltante come il nostro l’anno prima, ma con la differenza che è riuscita a confermare tanti elementi di quest’ultima stagione. Questo vantaggio di continuità sarà fondamentale, perché darà alla squadra un’ossatura precisa». Il mister invece è pronto a tornare al lavoro, ma solo al momento giusto: «In queste settimane ho avuto diversi contatti, ma niente che potesse soddisfare le mie esigenze. Aspetto la chiamata giusta».


OGNI REPLICA, ANCHE PARZIALE, NECESSITA DELLA CORRETTA FONTE CUOREGRIGIOROSSO.COM

Lorenzo Coelli
Lorenzo Coelli

Redattore

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