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Rastelli e il 4-4-2 (oltre ogni ragionevole dubbio)
Rastelli e il 4-4-2 (oltre ogni ragionevole dubbio)

Mister Rastelli insiste con il 4-4-2, nonostante una rosa ancora corta e pochi ricambi in alcuni ruoli: i risultati gli danno ragione

Quando la Cremo scelse Rastelli per sostituire Mandorlini sapeva di aver puntato su un hombre vertical: un allenatore tutto d’un pezzo, dalle qualità morali ineccepibili e soprattutto con idee ben chiare in testa. Una sorta di ritorno al passato e alla fortunata gestione Tesser, altro allenatore (e uomo) tutto d’un pezzo.

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4-4-2, sempre e comunque. Contro il Palermo mister Rastelli insiste sul modulo che ha portato sia quattro punti nelle ultime due partite, sia una continuità non indifferente sul piano del gioco e delle occasioni create. Eppure la sorte ci aveva provato a far cambiare idea al tecnico grigiorosso. Senza Castagnetti e Croce (infortunati) e Greco (ceduto al Foggia) nel prepartita anche Emmers si era unito alla lista degli indisponibili.

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Oltre ogni ragionevole dubbio. Invece di cambiare schieramento e passare a un centrocampo a tre, Rastelli insiste sul modulo che fin qui ha portato più soddisfazioni. Anzi, invece di limitarsi a chiamare, rilancia in all-in: Soddimo gioca da centrale al fianco di Arini, Boultam e Strefezza fanno gli esterni con Piccolo in appoggio al nuovo acquisto Strizzolo. Tanta qualità e tanti giocatori offensivi contro la prima della classe sono un chiaro segnale che il mister sta cercando in primis di cambiare la mentalità di chi scende in campo.

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Centrocampo promosso. La prestazione è lì da vedere. Dopo un inizio contratto, Soddimo si è calato nella parte: pochi fronzoli e pochi rischi, perché in fascia si può tentare il dribbling mentre in mezzo se si perde palla sono dolori. Chi ha giganteggiato, ancora una volta, è stato Arini: il centrocampista grigiorosso ha telecomandato Boultam nel movimenti, suggerendogli quando uscire in pressing, quando inserirsi e quando ripiegare, come un vero leader (tecnico e carismatico) deve fare. Menzione dovuta anche per gli esterni: Rispoli (non uno qualunque) sta ancora cercando Strefezza. Il brasiliano è sempre riuscito a creare la superiorità numerica, saltando l’avversario diretto e accentrandosi per provare la conclusione. Boultam invece si è applicato in maniera maniacale, ascoltando le direttive della panchina e dei compagni.

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Equilibrio. Proprio le coperture di Boultam sono state fondamentali per dare equilibrio a una squadra sbilanciata a sinistra. Con Strefezza sempre pronto ad accentrarsi e a puntare l’uomo, Boultam scalava in mezzo e il centrocampo diventava a tre, con il duplice scopo di coprire la zona centrale del campo e allo stesso tempo liberare spazio in fascia per le discese di Mogos, che soprattutto nel primo tempo ha spinto con una continuità impressionante. Dall’altra parte Migliore è rimasto di conseguenza più bloccato per coprire le spalle al brasiliano: ironia della sorte, è stato proprio il terzino sinistro a trovare la via della rete con uno splendido destro dal limite.

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Strizzolo, debutto ok. C’era grande curiosità nel debutto dell’attaccante arrivato in settimana dal Cittadella, fortemente voluto dal tecnico Rastelli. Strizzolo parte subito titolare e ci mette poco a fare capire ai tifosi che è esattamente quello che si aspettavano: un attaccante cattivo, forte fisicamente e in grado di “fare la guerra” alle difese avversarie a forza di contrasti e spallate. Ha dimostrato una grande attitudine al sacrificio e al lavoro per i compagni, giocando di sponda e cercando la strizzata spizzata per gli inserimenti. Forse non sarà il bomber reclamato dalla tifoseria ma sicuramente darà alla squadra tante soluzioni in più, compresa quella del gioco aereo (un paio di schemi da fallo laterale si sono già intravisti).

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Un centrocampista dal mercato. Eppure qualcosa dal mercato manca ancora. Non si può pensare che Soddimo possa giocare in mezzo al campo per tutto il ritorno, lo stesso Emmers ha dimostrato di non essere a suo agio a giocare da centrale nel 4-4-2. Difficilmente gli altri possono essere adattati: Croce, Castrovilli e Perrulli al massimo possono essere impiegati da mezzali. Serve assolutamente un centrocampista centrale perché se (leggetelo sottovoce e molto velocemente) Arinidovessepercasoinfortunarsi sarebbe emergenza vera.

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Cerri on the cake. Finora sono stati fatti acquisti mirati, manca ancora il nome che faccia sognare i tifosi, la classica ciliegina sulla torta. Strizzolo, come detto, è un ottimo innesto che offre soluzioni nuove a una squadra spesso costretta a giocare palla a terra per mancanza di alternative. Epperò, se Montalto resta ai margini e Paulinho si conferma di cristallo, serve un’altra prima punta. I nomi di Ciofani, Longo e Ceravolo sarebbero perfetti, congeniali al gioco e letali sottoporta. Di Cerri non si è mai parlato ma va beh, il gioco di parole era troppo bello per andar sprecato.

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Nicola Guarneri
Nicola Guarneri

Direttore Responsabile

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